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Storia dell'Amstrad (Amstrad History)

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Nel 1968, Alan Sugar fonda la Alan Michael Sugar Trading, alias AMSTRAD, che, nel giro di pochi anni, arriva praticamente a monopolizzare il settore hi-fi, grazie ad un ingegnoso processo di produzione a basso costo. Contestualmente, però, la società viene spesso indicata come "cheap maker", ovvero come produttore di apparati di bassa qualità.

alan sugar

Alan Sugar


Nel primo biennio degli anni '80, AMSTRAD è ancora lontana dal mondo dei PC, soprattutto perché Sugar non è convito che il mercato europeo necessiti realmente dei nuovi calcolatori. Le cose però cambiano con l'introduzione del Sinclair ZX Spectrum che, pur con gli evidenti limiti, mostra, invece, l'esistenza di un potenziale mercato enorme e non sfruttato.

Lo stesso Sugar ammette, nella sua autobiografia (What You See is What You Get, 2010) che:

alan sugar book

“We needed to move on and find another sector or product to bring us back to profit growth”

[“Avevamo bisogno di guardare oltre, cercando un nuovo settore o un nuovo prodotto che ci permettesse di tornare a crescere e a fare profitti.”]

D’altronde l’inizio degli anni ’80 rappresenta un’opportunità per chiunque mastichi un po’ di elettronica e sia in grado di proporre commercialmente un personal computer (a volta anche presunto-tale), vista la costante crescita nella domanda relativa.

Nonostante Sugar si fosse da poco “convertito” al mondo dei computer, matura rapidamente una visione molto chiara di ciò che vuole:

“My concept was simple: Mum and Dad don’t want little Johnny taking over the TV set, so our computer should come with its own monitor, have a full-sized keyboard and a built-in cassette mechanism for loading software and hit a target price of £199. This way, little Johnny could have it in his bedroom, freeing up the family TV.” [tratto sempre dalla sua autobiografia]

["La mia idea era semplice: mamma e papà non vogliono che il piccolo Johnny monopolizzi il televisore, quindi il nostro computer dovrà avere un proprio monitor, una tastiera full-size e un lettore di cassette incorporato per il caricamento del software, il tutto al prezzo indicativo di 199£. In questo modo, il piccolo Johnny può avere il suo PC nella sua camera da letto, senza utilizzare il televisore.”]

Questa idea è simile a quanto pensato da Steve Jobs, soprattutto per il Macintosh: lo compri, lo tiri fuori dalla scatola, lo attacchi alla corrente e inizi ad utilizzarlo.

Così, nei primi mesi del 1983, l’ingegnere Ivor Spital viene incarico di effettuare uno studio e realizzare una proiezione di mercato di un ipotetico calcolatore marchiato AMSTRAD. Spital affronta la sfida in modo pragmatico: acquista le macchine concorrenti più blasonate e le studia in ogni dettaglio. Parallelamente si “mischia” ai consumatori per captarne gli umori. Lo studio conferma le premesse e AMSTRAD decide di iniziare a stringere accordi strategici con i produttori chiave di hardware e software per la creazione della propria soluzione, ad esclusione del case che viene realizzato rapidamente in casa.

A capo del nuovo progetto (Aprile 1983) viene posto Bob Watkins, già direttore tecnico e direttore di produzione dell’azienda, che però ha non poche difficoltà a costituire il Team di supporto. Infatti, inizialmente, si affida ad alcuni smanettoni, tra cui Paul Kelly, con cui AMSTRAD aveva lavorato in precedenza. Verso di essi Sugar non mancherà di esprimere il proprio parere:

“A couple of long-haired hippies who had helped us out previously. They claimed they would easily be able to design a PCB to go inside this beautiful exterior hardware.”

[“Un paio di hippy con i capelli lunghi che ci aveva aiutato in precedenza. Sostennero che sarebbero riusciti facilmente a progettare un PCB in grado di essere ospitato dentro il case pensato dallo società.”]

Cuore del nuovo calcolatore è il MOS 6502, utilizzato da molti dei prodotti disponibili e ritenuto più competitivo dello Z80Ma se la CPU è una garanzia, lo stesso non si può dire per il lavoro in corso: troppo complesso il Design che si sta materializzando (con decine di componenti discreti non integrabili in un singolo chip) e assenza totale della componente software, tanto che la ROM ancora non ha preso neanche forma.

Molti dei problemi sono dovuti anche all’incapacità di Kelly di reggere la pressione creata intorno al progetto, tanto che comincia ad assentarsi dal lavoro senza dare spiegazioni. In realtà, i due hippy erano stati alquanto spavaldi nel dire che sarebbero riusciti a finalizzare il tutto “in un mese..”, periodo temporale preso alla lettera anche sia da Sugar che da Watkins, che, non vedendo i risultati, aumentarono costantemente la pressione ed i controlli.

Nonostante Kelly tenti di riparare agli errori, consegnando a stretto giro un prototipo di software in linguaggio macchina per la ROM, il rapporto si è ormai deteriorato, e Sugar definisce quanto realizzato solo “inutile spazzatura”. Watkins decide, allora, che l’unica soluzione è prendere quanto realizzato e portare il tutto alla Ambit, un reseller di apparecchiature elettroniche con cui AMSTRAD ha proficuamente già collaborato in passato. I due responsabili della Ambit, Roland Perry e William Poel, sono entusiasti della proposta di prendere in consegna il progetto e ultimarlo per la società di Sugar in qualità di consulenti.

perry poel

Perry e Poel

Bisogna evidenziare come Perry, forte di un master in ingegneria e coinvolto direttamente nella realizzazione di micro calcolatori, apprezzi apertamente il lavoro già fatto da Kelly e soci, e, anche se è solo in uno stato sperimentale, senza di esso i tempi ipotizzati per il nuovo personal computer AMSTRAD (circa 1 anno) non si sarebbero potuti sicuramente rispettare.

Nel giro di un mese (Agosto 1983), le parti convenzionali del calcolatore sono già selezionate e pronte: la tastiera, il monitor e il lettore di cassette a nastro. Mancano però le parti più importanti la Scheda Madre, i Chip Audio/Video e la ROM. Perry decide che è necessario creare un vero Team di esperti e torna a Cambridge per contattare le locali community di elettronici, nonché le locali aziende tecnologiche, per il recruitment delle figure necessarie:

“I knew a lot of people working in this stuff, and I knew exactly what was necessary in terms of the components: you need a Basic interpreter, you need a sound generator, you need a certain resolution on the screen. A lot of computers could only do four colours at a limited resolution, and I wanted to do better than that. So I literally embarked on a road trip where I went round and talked to all my contacts working in computer companies and design contractors, and showed them the case with the keyboard and tape drive and asked what they thought they could do with it.”

[“Conoscevo molte persone del settore e sapevo bene cosa esattamente ci serviva in termini di componenti: un interprete BASIC, un generatore di suoni e una specifica risoluzione del monitor che andasse al di là dei comuni limiti. Così intrapresi un vero e proprio viaggio, parlando con tutti i miei contatti, mostrando loro il case con la tastiera e l’unità a nastro e chiedendo cosa pensavano si potesse fare con esso.”]