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L'arrivo di Apple e del personal IBM

Nel 1976 la piccola Apple Computer creata da Steve Jobs e Steve Wozniak attira l’attenzione degli appassionati di tutto il mondo con l’Apple1 e l’anno successivo rivoluziona letteralmente il mercato offrendo al pubblico il primo vero personal computer della storia: l’Apple II.
Molto più potente e pensato pera un pubblico più vasto rispetto al modello precedente (progettato per appassionati di elettronica), l’Apple II si basa su un microprocessore a 1MHz, dispone di una memoria RAM di 4KB espandibile fino a 64Kb grazie a ben 8 slot di espansione. Dotato di due floppy disk da 5, 25” ( solo successivamente fu reso disponibile un upgrade con un vero e proprio hard disk di ben 5Mb), l’Apple II è in grado di interfacciarsi con stampanti e  modem di ultima generazione.
Il sistema operativo utilizzato è l’Apple DOS, accompagnato dalla suite office AppleWorks.
Oltre ad avere un design curato e moderno (ovviamente per l’epoca di riferimento), il prodotto di Apple aveva un costo decisamente accessibile che si aggirava intorno ai 1.200dollari monitor escluso. Oltre al fattore economico, la possibilità di installare programmi eterogeni unitamente a quella di emulare un PC IBM vero e proprio attraverso l’acquisto del circuito stampato, porta l’Apple II ad essere molto utilizzato in ambito aziendale, domestico ed hobbistico.
Il 1981 è l’anno dello Xerox STAR e l’IBM 5150, il primo PC IBM.
Lo Xerox STAR,  diretto successore dello Xerox ALTO, è il primo computer al mondo ad essere venduto con un hard disk di serie e ad essere dotato di un’interfaccia grafica a icone guidata attraverso un mouse: nasce il paradigma della scrivania virtuale (desktop). Diametralmente opposto l’approccio di  IBM con il modello IBM 5150 (vedi immagine sotto).a dotato di un microprocessore Intel 8088 a 4,7 MHz di frequenza del clock, con 16 KByte di RAM (espandibili fino a 640) basato sul PC-DOS sviluppato dalla neonata Microsoft di Bill Gates e concesso in licenza all’IBM.
Nonostante il costo sostenuto (circa 3000 dollari) e l’assenza di un hard disk di serie, il PC IBM si impne subito come una macchina seria e non una semplice tecnologia da appassionati, grazie alla possibilità di espanderlo agevolmente. Il marchio IBM, marchio di esperienza e solidità già al tempo, riesce a generare un vero e proprio boom di vendita, con circa 200.000 unità vendute in un anno, consacrandolo come lo standard de facto nel mondo dei personal computer..
Ma il vero colpo di genio di IBM fu quello di rendere pubbliche le specifiche del proprio sistema, attraverso i datasheet della componentistica utilizzata, che era standard, e degli schemi elettrici utilizzati per creare il PC consentendo a produttori terzi di realizzare i cosiddetti PC IBM Compatibili. In breve tempo il mercato dei PC IBM (compatibili) divenne enorme, imponendosi quasi un monopolio nel settore della microelettronica e consegnando ad Intel e a Microsoft la palma di leader incontrastati nei rispettivi settori.

Nel 1976 la piccola Apple Computer creata da Steve Jobs e Steve Wozniak attira l’attenzione degli appassionati di tutto il mondo con l’Apple1 e l’anno successivo rivoluziona letteralmente il mercato offrendo al pubblico il primo vero personal computer della storia: l’Apple II. 

Molto più potente e pensato pera un pubblico più vasto rispetto al modello precedente (progettato per appassionati di elettronica), l’Apple II si basa su un microprocessore a 1MHz, dispone di una memoria RAM di 4KB espandibile fino a 64Kb grazie a ben 8 slot di espansione. Dotato di due floppy disk da 5, 25” ( solo successivamente fu reso disponibile un upgrade con un vero e proprio hard disk di ben 5Mb), l’Apple II è in grado di interfacciarsi con stampanti e  modem di ultima generazione. 

apple1

apple2

Apple 1 e Apple 2

Il sistema operativo utilizzato è l’Apple DOS, accompagnato dalla suite office AppleWorks.Oltre ad avere un design curato e moderno (ovviamente per l’epoca di riferimento), il prodotto di Apple aveva un costo decisamente accessibile che si aggirava intorno ai 1.200dollari monitor escluso.

Oltre al fattore economico, la possibilità di installare programmi eterogeni unitamente a quella di emulare un PC IBM vero e proprio attraverso l’acquisto del circuito stampato, porta l’Apple II ad essere molto utilizzato in ambito aziendale, domestico ed hobbistico.Il 1981 è l’anno dello Xerox STAR e l’IBM 5150, il primo PC IBM. 

ibm5150

IBM 5150

Lo Xerox STAR,  diretto successore dello Xerox ALTO, è il primo computer al mondo ad essere venduto con un hard disk di serie e ad essere dotato di un’interfaccia grafica a icone guidata attraverso un mouse: nasce il paradigma della scrivania virtuale (desktop). Diametralmente opposto l’approccio di  IBM con il modello IBM 5150 (vedi immagine sotto).a dotato di un microprocessore Intel 8088 a 4,7 MHz di frequenza del clock, con 16 KByte di RAM (espandibili fino a 640) basato sul PC-DOS sviluppato dalla Microsoft di Bill Gates e concesso in licenza all’IBM. Nonostante il costo sostenuto (circa 3000 dollari) e l’assenza di un hard disk di serie, il PC IBM si impne subito come una macchina seria e non una semplice tecnologia da appassionati, grazie alla possibilità di espanderlo agevolmente.

Il marchio IBM, marchio di esperienza e solidità già al tempo, riesce a generare un vero e proprio boom di vendita, con circa 200.000 unità vendute in un anno, consacrandolo come lo standard de facto nel mondo dei personal computer.. Ma il vero colpo di genio di IBM fu quello di rendere pubbliche le specifiche del proprio sistema, attraverso i datasheet della componentistica utilizzata, che era standard, e degli schemi elettrici utilizzati per creare il PC consentendo a produttori terzi di realizzare i cosiddetti PC IBM Compatibili. In breve tempo il mercato dei PC IBM (compatibili) divenne enorme, imponendosi quasi un monopolio nel settore della microelettronica e consegnando ad Intel e a Microsoft la palma di leader incontrastati nei rispettivi settori.