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La "nuova" Olivetti

Nel 1978, tramite la CIR, Carlo De Benedetti investe nel gruppo di Ivrea, diventandone amministratore delegato e completandone il processo di riconversione all'elettronica e quello di risanamento finanziario. Negli anni '80 Olivetti effettua numerose acquisizioni, oltre a stringere alleanze internazionali tra cui, la più importante, è quella con l'americana AT&T (1983) che diventa azionista della casa italiana.

Nei prodotti per ufficio l'offerta Olivetti si estende: accanto a elaboratori per la scrittura elettronica e il calcolo, si producono stampanti, fax, registratori di cassa, fotocopiatrici e accessori.

Ma è nei Personal Computer che l’azienda ritrova la propria ragion d’essere. Dopo i primi microcomputer P6060 (1976) e P6040 (1977) Olivetti decide di realizzare un progetto completamente nuovo, affidato al gruppo di ricerca che opera presso l’Olivetti Advanced Technology Center di Cupertino, nella Silicon Valley californiana.

Valutate diverse alternative, il progetto prende corpo e nel marzo 1982 anche l’Olivetti presenta il suo primo personal computer: è l’Olivetti M20.

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Olivetti M20

Il risultato è molto valido: il sistema operativo PICOS e il microprocessore Z8001 a 16 bit, fornito da Zilog, offrono ottime prestazioni, unitamente, come da tradizione, ad un design raffinato, curato dallo studio di Ettore Sottsass. Il calcolatore, però, non rispetta gli standard IBM e non sfrutta il sistema DOS di Microsoft che si sta affermando come leader di mercato, causando un flop delle vendite che non superano poche decine di migliaia di unità.

logo_olivetti_computerOlivetti però reagisce prontamente e, sempre il gruppo di progetto di Cupertino, progetta e realizza l’Olivetti M24, che viene ufficialmente presentato nel 1984. Il nuovo PC utilizza il “potente” processore i8086 che garantisce migliori prestazioni rispetto all’i8080 utilizzato da IBM, assicurando, al contempo, piena compatibilità .

La superiorità tecnologica dell’M24, disegnato anch’esso nello studio di Ettore Sottsass, crea le premesse per un grande successo di mercato, grazie anche alla maggiore esperienza nel frattempo acquisita dalla rete di vendita, all’accresciuta dinamica della domanda europea e all’accordo strategico con AT&T. Infatti, proprio attraverso il canale commerciale di quest’ultima, l’Olivetti riesce a vendere sul mercato americano importanti quantitativi di M24 e nel 1986 le unità prodotte sfiorano il mezzo, di cui 220mila venduti in Europa e quasi altrettanti negli USA. Con questi volumi l’Olivetti si afferma come 1° produttore Europeo ed il 3° al mondo di Personal Computer.

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Olivetti M24

All'inizio degli anni '90 l'Olivetti costituisce Omnitel e si avvia a diventare un’azienda di telecomunicazioni. La neonata società diventa il secondo gestore di telefonia mobile in Italia (più tardi acquisito da Vodafone) e spinge il gruppo di Ivrea a fondare Infostrada al fine di cogliere l'opportunità scaturite dalla fine del monopolio nella telefonia fissa prevista per il 1998. Sotto la guida di Roberto Colaninno si creano nuove alleanze nelle telecomunicazioni, in particolare con il gruppo tedesco Mannesmann (1997), vengono definitivamente abbandonate le attività relative al mondo dei Personal Computer (1997) e dei sistemi e servizi (1998). Il gruppo risana così la situazione economico-finanziaria e ritrova la fiducia dei mercati finanziari internazionali, ma la “vera” Olivetti è però morta con Adriano.

Nel ’99 Olivetti conclude l’OPA su Telecom acquisendo il 52% del capitale e, allo stesso tempo, cede le sue partecipazioni in Omnitel e Infostrada ala Mannesmann. Il pacchetto di controllo di Olivetti si rafforza nelle mani di Bell S.A., società lussemburghese, che nel luglio 2001 si accorda con i gruppi Pirelli e Benetton per cedere il suo pacchetto di controllo del capitale Olivetti. L’operazione si perfeziona nel settembre 2001 e la società Olimpia, partecipata da Pirelli, Edizione Holding (gruppo Benetton), Intesa-BCI e Unicredito, diviene il maggiore azionista di Olivetti con una quota prossima al 29%.