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Seconda e Terza generazione: il boom degli anni ‘80

Il nuovo decennio si apre all’insegna di Commodore che commercializza (1980) un home computer dal nome Vic20. L’aggressiva campagna pubblicitaria recita: “perché’ comprare soltanto un videogioco?”

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Vic20 ADV

Il pubblico si fa attrarre dalla prospettiva di avere (per pochi dollari in più) un vero e proprio computer che, oltre ai videogiochi, può far girare programmi utili a tutta la famiglia. Il Vic20 vende molto bene e la supremazia della console VCS si incrina, anche in seguito al fatto che molti produttori di console annunciano o commercializzano espansioni varie per rendere il loro prodotti più simili ai computer.

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Vic 20

La Coleco intanto comincia a lavorare sul Coleco Vision e manda un loro rappresentante in Giappone per cercare di strappare alla Nintendo la licenza per convertire il suo più grande successo arcade, Donkey Kong (creato nel 1982 da Shigeru Miyamoto). Il prodotto diventa un grande successo grazie a titoli come: Pac-ManGalaxianDonkey KongFrogger, e viene addirittura realizzato un adattatore per utilizzare i giochi dell’Atari VCS.

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Coleco Vision

Nel 1982 vede la luce il Vectrex, ideato da Jay Smith, prodotto da Milton Bradley/CGE (gli stessi del Microvision) e progettato da JohnRossGerry KarrJohn Hall, con il supporto degli ex-impiegati di Atari Paul Newell e Mark Indictor. Il Vectrex e una console non tradizionale con uno schermo monocromatico personale dalle dimensioni di 9/11 e dotato di una grafica vettoriale anziché della tipica raster.

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Vectrex

Ma il 1982 è anche l’anno del Sinclair ZX Spectrum, lanciato nei modelli da 16K e 48k. Lo ZX era economico e diventa un vero successo di vendite, nonostante le critiche alla tastiera e ad altri particolari, tutto prontamente sistemato nelle versioni successive. 

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ZX Spectrum


L’Atari non poteva certo restare a guardare e, in quello stesso anno, presenta il 5200 Supersystem con 16 colori a schermo.

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5200 Supersystem

Durante questo periodo entra in scena anche un altro competitor di rilievo: Microsoft. In particolare la sua divisione Giapponese tenta l’assalto al mercato degli home computer (ormai chiamarli console è riduttivo), introducendo lo standard MSX (MicroSoft eXtendend Basic). L’intenzione di BigM è quello di creare un sistema aperto ed è il vero primo Home Computer, la cui produzione è affidata a società del calibro di Philips, Sanyo, Toshiba, Canon e Sony.

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Philips MSX

Così le console cedono progressivamente il passo agli home computer (in futuro sarà esattamente in contrario con PSX/XBOX), tant’è che si affermano società come Apple ed IBM, mentre restano al palo quelle legate al mondo dei giochi casalinghi.

L’Atari è la società che più soffre di questo nuovo trend del mercato, andando completamente in crisi con la produzione di Pac Man per VCS ed E.T, assolutamente non all’altezza delle aspettative. Addirittura le copie invendute costrinsero Atari, in una non ben specificata notte dell’83, a seppellire in sarcofagi di cemento le copie invendute dei suddetti giochi ed una serie di prototipi. Il tutto fu trasportato con un convoglio di 14 camion attraversando il deserto del Nevada per raggiungere Almogordo nel New Mexico. La società ha sempre sostenuto che quell’azione fu effettuata per ovviare a delle mancanze di inventario.
Anche ColecoMattel hanno problemi di sovrapproduzione in quegli anni e gli utenti cominciano ad essere totalmente insoddisfatti dei titoli di bassa qualità realizzati al fine di contenere i costi. Fa eccezione il primo Laser Game: Dragon’s Lair, un vero e proprio cartone animato, e il nascente mercato dei giochi porno per il VCS, come Cluster Revenge della Mystique.

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Dragon’s Lair

Sempre ne 1983 Commodore rilascia il nuovo re degli home computer: il Commodore 64, mentre Atari perde circa 2 milioni di dollari al giorno. Con esso la Commodore si afferma come l’azienda leader nel settore degli home computer e di fatto le console si svuotano di ogni utilità, visto che ora chiunque può sviluppare giochi per i nuovi sistemi senza pagare royalties.

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Commodore 64

In questo periodo storico, il supporto più utilizzato è la cassetta, che permette, però, una facile duplicazione dei suoi contenuti (leggasi pirateria), riducendo di fatto i profitti degli sviluppatori in maniera considerevole. A questo punto apriamo una piccola parentesi relativa al nostro Paese: nei primi anni ‘80 le leggi sul copyright dei videogiochi erano inesistenti e si assiste alla vendita indisturbata in edicole e nei negozi, di giochi pseudo originali, che hanno di diverso dall’originale solo il nome.
Nel 1984 la Mattel chiude la divisione Videogames, mentre l’Atari svende tutto e sposta la produzione della nuova console Atari 7800 (compatibile con i 2600 e i 5200) in Taiwan. In realtà da li a poco il reparto dedicato alle console viene ceduto a Commodore che ne blocca la produzione condannandola all’estinzione.

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Atari 7800

Nintendo riesce ad andare un po’ in controtendenza, grazie al successo mondiale dei suoi Game & Watch, noti come “Scacciapensieri”. Dopo i successi nei giochi Arcade, Donkey Kong su tutti, il presidente Yamahuchi cominciò ad accarezzare l’idea di portare una console in ogni casa.

Così Nintendo presenta il famoso FAMICOM (Family Computer), più conosciuto come NES (Nintendo Entertainment System) o semplicemente come Nintendo. Il prodotto fu un tale successo che nel 1986 (a 3 anni dall’uscita) in America una famiglia su 3 aveva il NES.

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NES

Con l’ “idraulico” Mario, i videogiochi escono dal periodo di crisi degli anni precedenti e si apprestavano a vivere una vera e propria rinascita., mentre Commodore compra Amiga (1984), produttrice di un sistema con grafica e sonoro straordinari, raggiunti dalle console solo con l’arrivo del Mega Drive.

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Amiga 500

Tra il 1985 ed il 1986 Alexey PajitnovDmitry Pavlovsky, due ingegneri russi, creano Tetris. I due tecnici non riescono però a trovare dei finanziatori e lo usano per sfide personali, regalandone volentieri una copia ai propri amici. Attraverso una serie di passamano, Tetris esce dai confini russi e una società europea contatta Pavlovsky per registrare ufficialmente il gioco. Nasce così la versione ufficiale di Tetris che invaderà mezzo mondo e verrà riprodotto da tutte le case di videogiochi in brevissimo tempo.

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Il Tetris

Nel 1986 arriva il debutto, nel rinascente mercato delle console, della Service Games, meglio nota come SEGA, con il suo Master System. Il motto di SEGA era:

I grandi giochi fanno vendere le grandi console

e in effetti la SEGA aveva dalla sua parte tantissimi successi da sala giochi, ma il Master System arriva tardi e non trova spazi sufficienti per inserirsi nel mercato, complice anche la politica di Nintendo obbligava  gli sviluppatori di giochi per NES a non effettuare il porting dei giochi su altre console (come l’Atari 7800 e il MS). Nel 1987 SEGA vende i diritti del Master System alla Tonka salvo poi riacquistarli nel 1990 al momento del lancio americano del Genesis (Sega Mega Drive).

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SEGA Master System

Sempre nel 1987 Atari commercializza l’XE, ottenendo un sufficiente successo di vendite, mentre NEC presenta il NEC PC engine (Turbo Grafx16 negli USA), dotato di CPU a 8bit e di una GPU a 16 bit. La console ha un successo grandissimo in Giappone, grazie ad una delle migliori versioni di Street Fighter 2 mai realizzate, ma all’estero viene completamente snobbata. Il PC engine fu anche il primo ad avere il supporto per cd rom (venne in seguito venduto col lettore sotto il nome di Turbo Duo). 

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Turbo Grafx16

Nel 1989 SEGA produce la sua console di maggior successo: Il MEGA DRIVE (Genesis in America). Si tratta della prima vera console a 16 bit e la sua velocità è sorprendente, grazie alla CPU Motorola (della stessa famiglia di quella impiegata per gli Amiga 500). Inoltre SONIC, fornito in bundle, è assolutamente eccezionale e fa da traino alla console, convincendo molte software house a sviluppare giochi per questa piattaforma. Proprio sulla MEGA DRIVE Electronic Arts crea il mitico FIFA

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Sega Mega Drive

Parallelamente Atari (1989) prova a entrare nel mercato delle console portatili, presentando Lynx, una console a colori ad 8bit dalle grandissime potenzialità, abbandonato però troppo presto al suo destino.

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Lynx

Mentre il Mega Drive è ancora sulla cresta dell’onda, SEGA si mette al lavoro sul SEGA VR, un sistema virtuale da “indossare” in modo da immergere in ambienti virtuali. SEGA si avalla della collaborazione dell’Ideo (responsabile del disegno industriale) e dota la console di due schermi LCD per la video espansione e le cuffie per il sonoro. Il sensore interno è in grado di percepire i movimenti del giocatore e visualizzare di conseguenza il movimento, come se il giocatore fosse realmente nel mondo virtuale. SEGA però non va oltre i prototipi, ritenendo il sistema troppo futuristico e i potenziali clienti ancora non pronti.
Chi invece riesce a conquistare il mercato dei dispositivi portatili è di nuovo Nintendo che propone il GameBoy. Nonostante gli 8 bit e grafica a 4 tonidi grigio, i giochi user friendly ed il prezzo contenuto la trasformano nella console portatile più venduta di sempre. 

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GameBoy