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Il destino post PalmSource

Prima dell'acquisizione da parte di Palm, Be Inc. stava testando alcuni nuovi componenti per BeOS R6. Tra questi BONE(BeOS Networking Environment), pensato per funzionalità di networking all’altezza di Linux/Unix e Windows NT/2000, una GUI migliorata, ed il nuovo Engine Grafico basato su OpenGL ed i relativi driver video per l’accelerazione 3D.

La release R6 non viene mai rilasciata ma, sul Web, compare BeOS R5.1 (codename Dano), una versione sperimentale ed illegale contenente tutti gli ultimi sviluppi pre-Palm. Con molta probabilità tale versione venne “rilasciata” da un ex dipendente della stessa Be.

PalmSource non è comunque minimamente toccata da questa diffusione abusiva rimarcando il più assoluto disinteresse per la sorte di BeOS, anche se, stranamente, nega al nascente BeUnited Group le licenze del sorgente per la creazione di un filone OpenSource. Fatto ancora più assurdo se si pensa che yellowTAB, società tedesca guidata da Bernd Korz che in precedenza aveva un accordo con Be Inc. per la distribuzione di Be OS R5, decide di continuare il progetto BeOS senza alcun accordo di licenza. Il prodotto di yellowTab viene chiamando Zeta ed è basato sulla R5.1.

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Zeta OS

Nel 2005 PalmSource viene acquisita da ACCESS che si dimostra più attenta a BeOS, almeno nella tutela del copyright. Infatti, in via confidenziale, invia varie comunicazioni alla yellowTAB affinché interrompa lo sviluppo e la distribuzione non autorizzata di Zeta OS.

Nel 2006 yellowTAB fallisce e Zeta passa alla tedesca Magnussoft che mette insieme un team per assicurarne l’evoluzione e, nello stesso tempo, inizia a lavorare al porting di alcuni giochi raggiungendo un accordo per la distribuzione di Wonderbrush. Tuttavia le vendite di Zeta non sono quelle attese e la Magnussoft ben presto non è più in grado di finanziare il team di sviluppo diretto dallo stesso Korz.

Nei primi mesi del 2007 David “Lefty” Schlesinger (Director of Open Source Technologies di ACCESS) in una intervista dichiara che Zeta non è mai stato autorizzato da PalmSource o dalla ACCESS, e che quindi può essere ritenuto una versione piratata di BeOS. Schlesinger ha invece parole di apprezzamento per Haiku (clone OpenSource) definendolo un “lavoro originale” e non sottoposto a vincoli di copyright derivanti dall’originale BeOS.

Zeta, comunque, scompare definitivamente dalla scena e Korz, nonostante prometta di rispondere ad ACCESS tramite i suoi avvocati, non si è più fatto vivo, dandole così indirettamente ragione. La comunità di utenti nata intorno a BeOS rivolge a questo punto tutte le attenzione verso Haiku.