Storia dell'IBM (IBM History)

Gli esordi dell'International Business Machines Corporation, nota come IBM, con sede ad Armonk (New York), risalgono al 1884, quando Herman Hollerith fonda la Tabulating Machine Company e brevetta una macchina tabulatrice automatica in grado di leggere schede perforate con l'obiettivo di velocizzare lo spoglio delle schede del censimento del 1890 negli USA. L’idea era nata dal fatto che i risultati del precedente censimento del 1880 infatti erano diventati disponibili solo nel 1887, a 7 anni di distanza.

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Herman Hollerith

Grazie alla sua invenzione, invece, era possibile elaborare molto più velocemente le informazioni, tant’è che i dati del censimento del 1890 divennero accessibili in “soli” due anni, tenendo anche conto che, nel frattempo, la popolazione era passata da 50 a 63 milioni. Il sistema utilizzava schede perforate di dimensione pari 187x83 mm, identiche a quelle del biglietto da un dollaro, scelta per poter sfruttare le cassettine di legno già ampiamente utilizzate dalle banche e quindi di facile reperibilità.

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La Macchina Tabulatrice

La TMC vinse anche l'appalto per l'elaborazione del censimento Usa del 1900, ma mancò l’obiettivo nel 1910 e  Hollerith decide di espandere il proprio campo d'azione e da il via alla fusione della sua azienda con altre tre società (la Computer Tabulating Recording Company, la International Time Recording Company e la  Bundy Manufacturing Company) per creare la Computer Tabulating Recording Company (CTR), che ingloba le attività principali delle società da cui derivava: produzione di orologi marcatempo, produzione di bilance da macellaio e, ovviamente, realizzazione di tabulatori meccanici.

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Computer Tabulating Recording Company Logo

Presso la CTR Co. nel 1914 arriva Thomas J. Watson che assume il ruolo di direttore e da nuova linfa all’azienda, trasformando la sua forza di vendita in una squadra di supervenditori in abito scuro: la giornata di lavoro iniziava sempre con una riunione generale in cui Watson teneva un discorso d’incoraggiamento caratterizzato dalla frase “Ever Onward”, ossia “sempre avanti”.

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Thomas J. Watson


Dal 1920 il business della CTR viene completamente focalizzato sulle tabulatrici e, nel 1924, la società cambia nome in IBM Corporation e si avvia a dominare il settore in modo assoluto fino agli degli anni ‘50.

 

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Da CTR Co ad IBM


Proprio a metà del secolo scorso comincia a comparire i primi calcolatori, ma Watson non si dimostra particolarmente interessato ad esso. Le cose però cambiano rapidamente quando la Remington Rand fornisce il suo primo “megacomputer” (Univac) al Census Bureau degli Usa, nel 1951, e un secondo esemplare alla General Electric, nel 1954, e al timone dell’azienda si posizione T. Watson Jr.

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Remington Rand UNIVA

A questo punto è subito chiaro che IBM non può ignorare il nascente settore dei calcolatori e, nel 1955, presenta il suo primo sistema realizzato per la Monsanto. Benché partita in ritardo, grazie ai suoi modelli organizzativi opportunamente adattati, BigBlue riesce a conquistare un ruolo da leader nel settore e a mantenerlo fino al 1977, quando aziende più piccole e più innovative come Apple, Commodore e Tandy iniziano a vendere personal computer.

Per la seconda volta nella sua storia, IBM è costretta a cambiare mission e principi organizzativi, e consegna a William C. Lowe il compito di guidare un team 12 esperti per la realizzazione dell’IBM Personal Computer.

 

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William C. Lowe

Così il 12 Agosto del 1981 viene annunciato l'IBM Personal Computer, ovvero l’IBM 5150.

 

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 IBM PC 5150

Stranamente nessuno aveva pensato di registrare il nome “Personal Computer”, nonostante venisse utilizzato per tutta una tipologia di computer nati a partire dall'Altair.

Viene istituita una divisione autonoma, la Entry Systems Division (ESD), per progettare, sviluppare, produrre e vendere la nuova macchina sulla quale Big Blue ripone le sue speranze e intorno alla quale intende costruire il suo sistema d’automazione del lavoro d’ufficio. Come unità organizzativa indipendente, l'ESD era libera dalla maggior parte dei controlli e degli obblighi di reporting che invece interessavano le altre divisioni.

L'uscita del PC rappresenta una pietra miliare nella storia dei computer, ma lo è anche in quella di IBM. Infatti è la prima volta che un computer con marchio IBM non è interamente  prodotto da IBM stessa, bensì utilizzando componentistica prodotto da terzi (floppy drive, monitor e stampante). Altra nota caratterizzante è la scelta di utilizzare l’ Intel 8088 a 16bit, in un mercato dominato da CPU ad 8bit, così come la separazione della tastiera dal corpo centrale, al contrario della tendenza del periodo.

Sicuramente, però, il “silver bullet” fu rappresentato dall’architettura, completamente “aperta”, che permise subito a produttori terzi di realizzare schede aggiuntive per il PC, e ben presto, anche tutto il PC.

Anche per il software l'ESD si rivolge a fornitori esterni e, in particolare, sceglie di adottare il sistema operativo PC(MS) DOS prodotto da Microsoft. Inoltre, dal punto di vista distributivo, oltre ai canali IBM, ESD si avvale di concessionari e distributori esterni, come ad esempio Computerland, creando massicce campagne pubblicitarie.

 

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Un emulo di Chaplin usato come "testimonial" del PC IBM

L'IBM prevedeva, al momento del lancio, di vendere circa 500mila PC in cinque anni, ma l’obiettivo fu raggiunto prima della fine del secondo anno di produzione!

Proprio quello che era il punto di forza dei PC, ovvero l’architettura aperta, dopo alcuni anni inizia però a ritorcersi contro, poiché nuove società, più agili, riescono a produrre sistemi compatibili all’altezza dei PC IBM “originali”. BigBlue tenta di contrastare questo stato di cose con la serie PS/2, ma, come tutte le grandi organizzazioni, è diventata eccessivamente burocratizzata, il che le rende difficile adottare politiche innovative in tempi brevi.

Questa difficoltà determina, col passare degli anni, la perdita della sua leadership, tanto da scendere al quarto posto (su 10 aziende) per le innovazione introdotte nel “suo” settore. Inoltre tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, l’emergere dell’informatica distribuita infligge un duro colpo all’azienda, che reagisce con una massiccia riorganizzazione. Infatti dal 1987 il management inizia un turnaround, vengono tagliati i costi del personale a tutti i livelli e vengono ridotti drasticamente i livelli gerarchici, che consentì di contenere i costi e di ripristinare la velocità di risposta al mercato che col tempo si era affievolita.

Per contro viene ampliato l’organico relativo alle vendite e al marketing, riallocando personale dalle funzioni di staff e dagli impianti di produzione. 
Dal punto di vista strategico, inoltre, si cerca di ridurre il peso dell'hardware a vantaggio del software e dei servizi che possano garantire migliori prospettive di redditività. 
IBM punta sostanzialmente su tre direttrici:

  • servizi a valore aggiunto;
  • sistemi “midrange” (ossia la serie AS/400, oggi iSeries, che esplose dapprima nelle PMI e poi nelle grandi aziende, dove conquistò un posto come snodo fra i mainframe e le unità produttive decentrate).
  • sostegno al software OpenSource.

Per meglio veicolare le proprie soluzioni, la società organizza una rete mondiale di Business Partner e nell’ottobre del 2002 acquisisce PWC Consulting al prezzo di circa 4 miliardi di dollari, con l’obiettivo di allargare il suo raggio d’azione alla consulenza aziendale e ai servizi.

Nel 2004 (anche se operativamente dal 2005) una nuova svolta storica: IBM Corporation cede all’azienda cinese Lenovo PC Global la divisione che produce desktop e portatili.

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Liu Chuanzhi  (CEO LENOVO) e John Joyce (Senior Vice-President and Group Executive of IBM Global Services) l'8 dicembre 2004 siglano l'accordo di vendita della divisione PC

 

IBM modifica nuovamente il proprio core business focalizzandosi sui supercomputer e realizza “Deep Blue”, progettato appositamente per giocare a scacchi, e  “Blue Gene” che nella configurazione “Blue Gene/L” al momento del debutto ( novembre 2007) era il più potente “supercomputer” del mondo, superato nel 2008 dall’IBM Roadrunner con potenza praticamente doppia.

Dal lato software lo spostamento di IBM verso il mondo Open Source (soprattutto LINUX) è rappresentativo di come BigBlue sia continuamente capace di rinnovarsi, a dispetto delle sue grandi dimensioni. Ciò, come abbiamo visto, gli ha consentito di superare momenti di crisi molto forti che hanno portato alla sparizione sul mercato di altri nomi altrettanto famosi.

Va, infine, ricordato che IBM è oggi molto attiva nel campo della responsabilità sociale, grazie ai numerosi progetti promossi per la salvaguardia dell’umanità e per la tutela dell'ambiente.