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Mac OS X 10.5 “Leopard”

Da Tiger a Leopard passano oltre due anni, ad essere precisi 30mesi. Si tratta di un tempo davvero lungo nell’ambito dello sviluppo dei software, ma che, nel caso dei sistemi operativi, ha un diretto predecessore: Windows XP, sostituito da Vista nel 2007, stesso anno dell’uscita di Mac OS X 10.5 alias Leopard (26 Ottobre del 2007).

"Leopard è la migliore release di Mac OS X al momento, supera Tiger, e espanderà la leadership di Mac OS X come uno dei più evoluti sistemi operativi al mondo" queste sono le parole con cui Jobs presenta il nuovo OS al WWDC (Worldwide Developers Conference) del 2007.

Rilasciato fin dall’inizio per piattaforma PowerPC ed Intel, il nuovo sistema è decisamente più affamato di risorse del suo predecessore: processore G4/iP4 da circa 900 MHz, 512 MB di RAM (meglio 1 GB) e più di 9 GB di spazio su HD. Disponibile sia per i sistemi 32 e 64bit, a differenza della versione precedente, Leopard viene distribuito su un unico supporto per tutte le piattaforme supportate.

Quello che caratterizza principalmente il supporto hardware per Intel è la guerra agli Hackintosh, ovvero ai PC non Apple in grado di far girare comunque Mac OS X. Apple tenta di limitare al massimo la possibilità di installare Leopard su hardware non proprietario, ma le community sono più avanti e riescono a stilare una “compatibility list” decisamente corposa e adatta a tutte le tasche.

Secondo BigA, Leopard è l’aggiornamento più corposo nella storia di Mac OS X con oltre 300 nuove features, tra cui spicca immediatamente la nuova UI che abbandona lo stile “metal” in favore di un “grigio chiaro” più moderno, non apprezzato però da tutti gli utenti. La Dock viene ridisegnata e si presenta con un profilo tridimensionale e un inedito sistema di organizzazione dei file chiamato Stacks a cui si affianca Pile, il sistema di apertura diretta delle cartelle ad essa aggiunta.

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Mac OS X 10.5 Leopard

Il Finder somiglia sempre più ad iTunes ed incorpora Cover Flow, per la creazione di anteprime “generose” degli elementi, e un sistema di condivisione dei file più intuitivo.

Una delle funzionalità più utili introdotte da Leopard è sicuramente Time Machine, un particolarissimo sistema cronologico di Backup e Restore (in realtà questa prima versione è decisamente limitata, ma quello che infastidì di più gli utenti fu l’impossibilità di effettuare backup su dischi collegati alle postazioni AirPor), mentre Spaces consente di disporre di più desktop virtuali in cui (ri)organizzare al meglio le proprie applicazioni.

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Time Machine

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Spaces

iChat si presenta con Theater, che consente di condividere file multimediali e documenti, mentre Mail permette ora

di gestire direttamente i feed RSS e Quick Look offre una soluzione rapida ed efficace per vedere il contenuto dei file in anteprima senza aprire l’apposita applicazione.

Non poteva assolutamente mancare la nuova versione di Safari, la 3.0, che sposa il nuovo look di Leopard e si presenta con Web Clip, sostanzialmente una funzionalità in grado di catturare un’area di una pagina web e trasformarla in un Widget da inserire nella Dock. In tal modo si potrà usufruire di tutti gli aggiornamenti relativi agli elementi presenti nella sezione della pagina catturata.

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Safari 3.0 Web Clip

Per la prima volta Apple mette particolare enfasi sulla questione sicurezza: firewall in grado di filtrare il traffico in base all’applicazione, sand box per isolare il funzionamento di specifiche applicazioni, e un sistema di caricamento causale delle librerie in memoria in modo da non realizzare posizionamenti spaziali noti, sono i principali tool di security forniti. La casa di Cupertino decide, inoltre, di introdurre il nuovo file system ZFS, realizzato da SUN, e candidato alla sostituzione del classico HFS+. Questa scelta però, si rileverà tutt’altro che valida, tant’è che nelle release successive verrà garantito il solo supporto alla lettura nell’edizione Server di Mac OS X.

Inoltre con Leopard inizia una vera e propria campagna di promozione di Cocoa per lo sviluppo di applicazioni a 64bit.

Otto gli aggiornamenti totali di Leopard: dalla versione 10.5.1 (15 novembre 2007) alla 10.5.8 (5 agosto 2009), che migliorarono decisamente le feauture di sicurezza e resero più funzionale Time Machine. L'ultimo è sostanzialmente un fix pack in attesa del nuovo Snow Leopard.