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La Migrazione obbligata verso Intel

Una volta tornato alla Apple e ri-acquisito il ruolo di CEO, Jobs blinda le specifiche dei nuovi sistemi (PowerMac G3) impedendo, di fatto, alla Be di portare avanti lo sviluppo di BeOS per PowerMac. A questo punto la migrazione verso l’Intel x86 diventa obbligatoria nonostante fino ad allora fosse stata ritenuta impossibile o, comunque, molto improbabile. Nel marzo del 1998 arriva la Versione R3di BeOS sia per i "vecchi" sistemi Apple che per gli Intel, con supporto limitato ad un numero esiguo di schede audio e video. A novembre dello stesso anno, soprattutto per migliorare la compatibilità hardware e risolvere alcuni problemi di stabilità, arriva laversione R4a cui fa seguito, la R4.1 per i Pentium III e, a distanza di un anno, la R4.5.

Nel frattempo la società però è con l’acqua alla gola, avendo accumulato debiti per oltre 54 milioni di dollari, e cerca di risollevarsi diversificando la sua produzione. In particolare viene avviato lo sviluppo di una versione di BeOS adatta al mercato dei palmari: nasceBeIA (Be Internet Appliance). Il nuovo progetto assorbe tutte le risorse residue tanto da relegare in secondo piano il sistema desktop e spingere Be ad offrire gratuitamente, nel marzo del 2000, la versione R5 in una edizione personal, denominata BeOS 5 Personal Edition. La scelta è un tale successo (oltre un milione di download) che Be Inc. investe nel rilascio della versione Professional, a pagamento, e nello sviluppo di due minor upgrade: la 5.0.1 e la 5.03 del 27 Marzo 2000 che, di fatto, è l'ultima versione ufficiale rilasciata di BeOS.

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BeOS 5

Purtroppo per Be sia BeIA, in seguito ai mancati accordi con Compaq e Sony, che R5 Pro si rilevano un ulteriore fallimento commerciale. E’ allora che PalmSource (produttore di PalmOS) si fa avanti ed il 13 Novembre 2001 acquisisce completamente Be inc. e le relative tecnologie divenendo quindi proprietaria anche di BeOS.

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BeIA su Evilla Sony

Come nota va detto che l’arrivo su piattaforma Intel fu fortemente contrastata da Microsoft (leader assoluta) che utilizzò tutta la sua influenza per evitare la fornitura di BeOs da parte dei distributori OEM. Nel febbraio 2001 Be Inc. citò in giudizio la Microsoft ed il 5 settembre del 2003 ottenne dalla casa di Redmond un pagamento 23,25 milioni di dollari in cambio della caduta delle accuse di comportamento lesivo della concorrenza.