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Storia di OS/2 (OS/2 History)

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La nascita di OS/2 è legata in modo inscindibile alla generazione PC-AT dei PC IBM, introdotti sul mercato nel 1984 ed equipaggiati con la CPU i286.

Il problema principale dell'OS standard dell'epoca, il DOS, è la mancanza della funzionalità di Multitasking che costringe gli utenti al ciclo OSCO (Open, Save, Close, Open), ovvero all'apertura, salvataggio, chiusura e riapertura, ogni qual volta si renda necessario lavorare con applicazioni diverse. IBM promette subito di risolvere il problema e la divisione ESD (Entry System Division), dedicata allo sviluppo dei PC, contatta Microsoft per creare un nuovo OS dotato di tali funzionalità ed ottimizzato per la nuova famiglia del PC.

In realtà Gates non risponde con entusiasmo alla richiesta, perché ha intenzione di concentrare le energie sullo sviluppo di soluzioni per l'i386 in modo da sfruttare la modalità Protected Mode. Inoltre Microsoft è presa dallo sviluppo della prima release di Windows, snobbato da IBM in favore del proprio sistema multitasking denominato TopView.

A giugno del 1985 IBM e Microsoft stringono un accordo generico di collaborazione chiamato Joint Development Agreement (JDA) che ad Agosto si trasforma in “Phase II”, una sorta di piano per OS/2. Inizialmente il nuovo sistema viene chiamato CP/DOS, seguendo i canoni degli OS per Mainframe di IBM, ma anche DOS 5 (specialmente da Microsoft), 286-DOS o Big DOS. Nessun riferimento, quindi, al nome OS/2.

Tra la fine del 1986 e l’inizio del 1987 il progetto viene rinominato in OS/2 (ma anche in OS|2) per creare una decisa assonanza con il nuovo PS/2 con cui IBM vorrebbe riconquistare il ruolo di leadership nel settore che essa stesso ha creato, così come la presentazione prima della reale disponibilità è una politica di marketing a cui BigBlue non è abituato, ma necessaria per il lancio del nuovo hardware. Ovviamente OS/2 è in grado di funzionare anche su macchine diverse dal nuovo PS/2, tant’è che tutta la prima fase di sviluppo viene portata avanti su “classiche” macchine AT, così come su di esse è perfettamente funzionante l’MS OS/2 SDK.

OS/2 1.00 viene rilasciato il 2 aprile del 1987. Si trattava di un sistema operativo con funzionalità multitasking, fortemente legate all’hardware di BigBlue, ma senza Interfaccia Grafica, il che prevede la possibilità di avere un solo applicativo attivo per volta, mentre gli altri sono in modalità “dormiente”. Questa prima versione, così come le minor release successive, è a 16 bit essendo pensata per gli i286, supporta dischi rigidi con dimensioni fino a 32Mb, con file system FAT, e fornisce un supporto limitato per le DOS-Application.

A quasi un anno e mezzo di distanza, nell'ottobre del 1988, viene rilasciata la prima minor release, OS/2 1.10 SE (Standard Edition) che introduce il Presentation Manager (PM) ovvero una GUI basata su sull’esperienza maturata da Microsoft con Windows (che nel frattempo ha raggiunto la versione 2) ed il supporto a dischi rigidi fino a 2 GB. Nonostante PM semplifichi l’utilizzo del sistema per gli utenti finali, si rileva un incubo per gli sviluppatori che devono prendere confidenza con un nuovo pattern di sviluppo, anche se abbondantemente supportato dall'efficiente e potente OS/2 API (OS/2 Application Programming Interfaces). La versione SE è seguita qualche mese dopo dall'edizione EE (Extended Edition), curata da IBM ed integrante un Database Relazionale Multitasking e il supporto alle architetture client-server grazie a Communications Manager , che riprende i concetti dei Mainframe di BigBlue.

Novembre del 1989 è invece il mese di OS/2 1.20 (SE e EE) , che migliora notevolmente Presentation Manager e nella versione Extended introduce il più efficiente e sicuro file system High Performance File System (HPFS), oltre al lignaggio REXX (REstructured eXtended eXecutor) pensato per offrire agli sviluppatori un linguaggio interpretato, potente e flessibile.

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Nel frattempo è già cominciata la progettazione della versione 2.0 (a 32bit e, ovviamente, incompatibile con l'i286) e addirittura della 3.0 (non la 3.0 WARP che, come vedremo, sarà il successore della 2.0 di IBM) concepita come versione Server cross-platform. Il clamoroso successo di Microsoft con Windows 3.0 (1990) spinge la casa di Redmond a rivedere le proprie priorità. Inoltre anche i team hanno grosse difficoltà nel coordinarsi, come afferma anche Tandy Trower, project manager di Windows 1.0x e Windows 2.xx, a causa delle forti differenze nel ciclo di sviluppo delle due società.

Windows diventa così il fulcro di tutte le attività di Gates mentre OS/2 assume un ruolo del tutto marginale, fino a diventare un prodotto quasi esclusivamente IBM, sia per quanto riguarda il  supporto alla serie 1.x che relativamente allo sviluppo della next release 2.0. Microsoft, dal canto suo, partendo dalle fondamenta della V3 darà vita al progetto OS/2 NT (profondamente diverso dalla V2), da cui nascerà Windows NT che invece di utilizzare le API OS/2 utilizzerà le API Win32. 

Orfana di Microsoft, IBM rilascia nel 1991 OS/2 1.30 (SE ed EE), anche se parte del sistema contiene ancora codice scritto dalla società di Gates.

OS/2 deve ora confrontarsi direttamente con Windows e, nonostante con questa release sia in grado di supportare le nuove periferiche offerte dal mercato, l’elenco dell’hardware compatibile è decisamente inferiore, anzi decisamente limitato. In questa minor release IBM riscrive completamente il gestore di stampa Print Manager, ma il risultato è tutt'altro che lusinghiero. Inoltre l'edizione EE si arricchisce del supporto ai caratteri Adobe Type I, di un nuovo sistema di swapping e della possibilità di gestire risoluzioni video fino a 1024x768px.

Della versione 1.30 esiste anche un’edizione retail targata Microsoft, utilizza dal big di Redmond per iniziare la propria scalata, in attesa di NT, nel settore server.

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Nella primavera del 1992 IBM presenta OS/2 2.00, accompagnandolo con lo slogan: a better DOS than DOS and a better Windows than Windows.

Si tratta del primo sistema operativo a 32bit per PC, un decisivo passo in avanti per OS/2 che introduce l'utilizzo di Virtual DOS Machine (VDM) per l'esecuzione di applicazioni DOS in un ambiente isolato, in modo da eseguirle concorrentemente con applicazioni Windows (eseguiti grazie ad una speciale versione embedded dell'ambiente Microsoft licenziata per IBM e denominata Win-OS/2) ed OS/2 senza compromettere la stabilità del resto del sistema. Grazie alla funzionalità Dynamic Data Exchange (DDE) e alla Clipboard, le applicazioni sono in grado di scambiare informazioni tra loro in modo diretto ed indiretto, il tutto all’interno della nuova Workplace Shell (WPS), maggiormente integrata nell'OS e completamente Object Oriented (OOUI): per la prima volta la GUI non è più un componente aggiuntivo ma un elemento essenziale del sistema, anche se non completamente a 32bit.

Il primo aggiornamento alla nuova major release arriva a maggio del 1993 con OS/2 2.10 che sfoggia un rinnovato e più veloce sottosistema grafico, anch’esso ora completamente a 32 bit. Tra le altre novità più evidenti troviamo: supporto ai font TrueType per Win-OS/2, il Multimedia Presentation Manager (MMPM/2) per la gestione dei contenuti multimediali (audio, video, ecc), l'Advanced Power Management (APM) e il supporto allo standard PCMCIA (anche se in maniera molto limitata), caratteristiche, quest'ultime, particolarmente importanti per il mondo dei computer portatili.

La versione 2.10 viene rilasciata anche in una edizione speciale ribattezzata OS/2 for Windows, dedicata agli utenti che già dispongono di Microsoft Windows 3.x installato nel loro PC. In fase di installazione, OS/2 for Windows effettua alcune modifiche automatiche ai file SYSTEM.INI e WIN.INI, ed alcuni hook al codice che gli permettono il controllo diretto di Windows nelle VDM. Ovviamente l’utilizzo di una versione pre-esistente di Windows abbassa notevolmente il costo di OS/2 perché non è più necessario pagare la licenza di Win-OS/2. 
Nonostante Microsoft abbia ormai catturato la maggior parte dell'utenza domestica con Windows, creando un'attesa senza precedenti con l'annuncio di Windows 95, IBM crede fortemente in OS/2 e nell'ottobre del 1994 rilascia OS/2 3 Warp, inizialmente solo "for Windows", chiaro segno del netto distacco che la società intende prendere dal diretto concorrente.La necessità di supportare gli applicativi Windows e fornire agli utenti un sistema chiavi in mano, spinge però IBM a rilasciare una edizione di OS/2 Warp 3 con Win-OS/2, creando due filoni paralleli: Blue Spin con Win-OS/2 e Red Spin senza il sistema Microsoft. Il nome delle due edizioni derivava semplicemente dal colore predominante della confezione.

Warp 3 viene progettato per essere installato ed eseguito, con performance accettabili, anche su computer con "soli" 4 MB di RAM, grazie soprattutto ai miglioramenti della WPS. Inoltre i driver sono finalmente in grado di supportare buona parte delle periferiche sul mercato mercato e gestire efficacemente le operazioni di stampa così come le espansioni PCMCIA. Per la prima volta viene fornito in bundle un BonusPak CD contenente diverse applicazioni home-office, tra le quali IBM Works, una suite stile office con  foglio di calcolo, word processor, database, generatore di report e grafici.

Nel 1995 viene rilasciata l'edizione Warp 3 Connectche aggiunge funzionalità intranet avanzate grazie al Warp Connect Peer per la condivisione dei file, delle stampanti e del modem con altri utenti in rete. All'inizio del 1996 IBM rilascia Warp 3 Server che estende Warp 3 Connect con le funzionalità di rete proprie di IBM LAN Server 4.0.

Grazie ad una completa integrazione dei vari servizi, Warp Server può vantare di essere  l'ambiente server più efficiente e completo del periodo. In effetti la soluzione IBM offre una piattaforma integrata per lo sviluppo di Server Application, con strumenti avanzati per il Disaster Backup e Recovery, la condivisione delle risorse ed il monitoraggio costate di ogni sua parte attraverso SystemView.

Nonostante queste caratteristiche, il raffronto con Windows 95 e Windows NT è impietoso, e le soluzioni Microsoft hanno ormai conquistato gran parte del mercato relativo ai PC-IBM, condannando OS/2 ad un inesorabile declino tanto che gli esperti del settore cominciano ad indicarlo come: l'occasione mancata del mondo dei PC. Ogni commento è ovviamente superfluo.

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Nel 1996 IBM rilascia OS/2 Warp 4 (Codename "Merlin") che permette, nativamente e per la prima volta nella storia dei sistemi operativi, il pieno controllo vocale (VoiceType), della navigazione in rete alle applicazioni compatibili.

WPS subisce un profondo restyling diventando la GUI più elegante mai progettata per i PC ed avvicinandosi molto allo stile del MAC. Warp 4 viene definito da IBM come "Universal Client", essendo in grado di connettersi praticamente con qualsiasi rete e supportando una miriade di standard, come openGL, openDOC e Java.

La tortuosa storia di OS/2 si conclude con OS/2 Warp 4.5 (Codename "Aurora") rilasciato nel 1999, come Server Release Upgrade, utilizzabile per aggiornare la sola edizione Warp 4.0 Server, ma decisamente importante, grazie al nuovo stack TCP/IP a 32-bit, al Journaling File System (JFS) e ad un gestore di volumi logici. Successivamente, nel 2000, viene rilasciato il “Convenience Pack for Warp 4” (etichettato come release 4.51), che riallinea l'edizione Desktop a quella Server ed effettua un piccolo upgrade di quest’ultima. Nel 2002 viene anche rilasciato il "Convenience Pack 2", l’ultimo rilascio ufficiale di IBM dedicato sempre ad entrambe le edizioni.

In concomitanza con il rilascio del "Convenience Pack for Warp 4", una società chiamata Serenity System annuncia di aver raggiunto un accordo di licenza con IBM per commercializzare in proprio OS/2: nasce eComStation 1.0. In realtà si tratta di OS/2 4.51 con un diverso sistema di setup e alcune utility di terze parti incorporate. Serenity System rilascia anche eComStation 1.10 nel 2003, basata sul Convenience Pack 2.

Per quanto riguarda IBM, il supporto ad OS/2 è terminato ufficialmente nel 2006, mentre Serenity System continua a proporre eComStation anche se, senza l'acceso al codice sorgente di OS/2, non è ben chiaro come la società possa garantire un futuro allo sfortunato OS che doveva rivoluzionare il concetto stesso di PC.