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GEM, Graphics Environment Manager

Nel 1983, Digital Research Inc (DRI), presenta GEM, Graphics Environment Manager, una GUI che viene subito etichettata come “Mac Killer”.

Il nome originale della nuova interfaccia grafica era “Crystal” ed era stata pensata come complemento ideale per il proprio CP/M. GEM viene infatti rilasciata per numerosi microcalcolatori dotati di tale OS, anche se il target principale è l’ATARI, per il quale la società stava addirittura pensando ad un OS DOS-Based specifico, il GEMDOS. In fase di rilascio, però, GEMDOS viene fuso con l’ambiente grafico per dar vita a TOS The Operating System, il sistema operativo della linea di home computer Atari ST. 

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GEM è architetturalmente suddiviso in tre componenti:

  1. GEM VDI (Virtual Device Interface), cuore dell’engine grafico;
  2. GEM AES (Application Environment Services), sostanzialmente le API per lo sviluppo applicativo;
  3. GEM Desktop (file management basato su drag&drop), il gestore delle applicazioni GEM.

Digital Research tenta la strada intrapresa da Apple, ovvero quella di rendere l’utilizzo dei microcalcolatori semplice ed alla porta di molti più utenti. Tutto questo con un occhi di riguardo ai professionisti che, finalmente, possono disporre di applicazioni grafiche di un certo rilievo, come ad esempio CAD , prima appannaggio esclusivamente dei sistemi concorrenti.

La versione PC Compliant, rilasciata nel 1985, sin dalla sua prima release è in grado di supportare un notevole numero di schede grafiche (dalle EGA alle Hercules ad alta risoluzione per i monitor 19” 1600x1200dpi). Inoltre l’ambiente dispone di un’ottima API utilizzabile dai più comuni linguaggi del periodo, dal Borland Turbo Pascal al C. Questo contribuisce notevolmente alla diffusione dell’ambiente grafico che diviene la base per lo sviluppo di applicazioni innovative, prima tra tutte Ventura Publisher, il primo vero sistema di impaginazione WYSIWYG (What You See Is What You Get) per sistemi IBM.

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GEM/1 Desktop

La prima release ha alcune caratteristiche superiori persino al sistema Apple, come il supporto per i colori e l’overlapping delle finestre. Il desktop presenta le icone per l’accesso ai dischi ed il “Cestino” che, a differenza di quanto avviene oggi, cancella direttamente i file trascinati su di esso mappando direttamente l’utility delete dell’OS sottostante.

Il Desktop è dotato di una serie di menu, tra i quali, il principale, è “Desk”, l’equivalente del menu “Apple” del Mac. Tutte queste somiglianze attirano, ovviamente l’attenzione della casa di Cupertino che, citando legalmente DRI, la costringe a rilasciare velocemente la versione 2, che si rileva più un downgrade che un upgrade. In realtà le funzionalità vengono solo “nascoste” o rese meno visibili ma per Apple fu sufficiente. Infatti il target di GEM restava fondamentalmente l’ATARI,che, per la sua bassa diffusione, non risultava una minaccia. Al contrario un pericolo sempre crescente era rappresentato da Microsoft con il proprio “Windows”.

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GEM/2 Desktop

Dalla versione 2 scompare il “Cestino” mentre viene introdotto il supporto alla grafica VGA. Le icone dei dischi non sono più presenti direttamente sul desktop ma in una delle due finestre che compongono il nuovo Program Manger chiamato “Desktop”. Scompare, naturalmente, anche il menu Desk.

Come nella versione precedente i dischi inseriti vanno “montanti” e non vengono rilevati automaticamente, mentre una nuova funzionalità, particolarmente apprezzata, è lo Spooler di Stampa che permette di stampare documenti in background.

La versione 2 viene successivamente estesa e rinominata in GEM/XM, la cui principale peculiarità è il tentativo di supportare il pieno multitasking di applicazioni DOS e GEM native.

L’ultima release “consumer” è GEM /3, derivata direttamente da GEM/XM, che passa quasi inosservata rispetto alla soluzione Microsoft che si appresta a raggiungere anch’essa la storica versione 3.0.

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GEM/3 

A questo punto Digital Research, sempre più in difficoltà, decide di rivedere la politica relativa ai proprio prodotti, puntando tutte le risorse sulla propria soluzione DOS-based alternativa all’MS-DOS. Questa scela porta al rilascio del DR-DOS 5 che incorpora una versione speciale di GEM rinominata in ViewMAX. In realtà da quello che era un Ambiente Grafico evoluto, ViewMAX (GEM) si trasforma in una “semplice” utility per la gestione grafica dei file, dei dischi e delle applicazioni DOS. Infatti le API di sviluppo di GEM vengono pian piano eliminate e nell’ultima versione, ovvero ViewMAX/3, che accompagna il Novell DOS 7, di esse non vi è più alcuna traccia.

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 ViewMax

Oltre che in ViewMAX, l’engine di GEM viene utilizzato anche per alcuni prodotti commerciali, tra i quali: CCP “Artline”, basato su una teorica GEM/4 e GST Publisher basato su un’altrettanta teorica GEM/5 con il supporto per i controlli 3D.

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GEM/4 e GEM/5  

Nel 1999, quando anche Novell e Caldera abbandonano il DR-DOS (vedi storia), nascono FreeGEM/OpenGEM, due progetti opensource supportati da una community che tenta di mantenere in vita  un prodotto valido, ma commercialmente incapace di ritagliarsi lo spazio necessario a sopravvivere.

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FreeGEM e OpenGEM

1983

GEM per Atari, Graphical Environment Manager

1985

PC-GEM, DOS based GUI

1986

PC-GEM 2 / PC-GEM/XM

1988

PC-GEM 3.0

2002, Luglio

OpenGEM 1.0.0

2002, Agosto

OpenGEM 1.1.0

2002, Settembre

OpenGEM 1.2.0

2003, Maggio

OpenGEM 2.0.0

2003, Giugno

OpenGEM 2.1.0