Quando si parla di compressione dei file negli anni ’80 e ’90, non si può non citare il formato LZH (o LHA, dal nome del programma che lo gestiva).

Meno noto al grande pubblico rispetto a ZIP o RAR, è stato però fondamentale in alcuni contesti specifici: in Giappone era praticamente lo standard, e in Occidente è rimasto famoso grazie a giochi e applicativi che lo adottarono come formato di distribuzione.

Tutto inizia in Giappone nel 1988, quando il programmatore Haruyasu Yoshizaki sviluppa un software di compressione chiamato LArc, ispirato ad ARC di Thom Henderson. Poco dopo Yoshizaki rilascia una versione migliorata, LHarc, che introduce un nuovo algoritmo più efficiente basato su una combinazione di Lempel–Ziv (LZSS) e codifica di Huffman (da cui il nome LZH).

Il formato, con estensione .lzh, si dimostra subito competitivo: i file risultano più piccoli rispetto ad ARC e ZIP, e il programma è veloce e gratuito per gli utenti.

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Negli anni ’90, LZH diventa lo standard di fatto in Giappone: BBS, riviste informatiche e software shareware lo adottano massicciamente. Nei PC-98 di NEC, i computer più diffusi nel Paese, i file compressi erano quasi sempre in formato .lzh.

In Occidente, invece, LZH rimane più di nicchia, ma trova terreno fertile su Amiga e Atari ST, grazie alle versioni portate da comunità locali di sviluppatori. Su DOS e Windows, dove ZIP e poi RAR prendono piede, LZH resta il formato dei “smanettoni” e degli utenti internazionali che scaricavano file da BBS giapponesi.

Uno degli aspetti più curiosi della storia di LZH è il suo legame con i videogiochi commerciali. Negli anni ’90 molte software house, soprattutto giapponesi, utilizzavano LZH come formato di compressione interna per i dati dei giochi (grafica, audio, livelli).

Ad esempio:

  • diversi titoli per PC-98 e FM Towns distribuivano i contenuti in archivi .lzh;
  • alcuni giochi per Windows, soprattutto tradotti dal giapponese, lasciavano tracce evidenti di file compressi in questo formato;
  • persino Microsoft, nelle prime versioni di Windows 95/98, integrò una libreria per gestire i file LZH, proprio per supportare l’utenza giapponese.

Questo legame con il gaming e con il mercato nipponico ha dato a LZH una “seconda vita”, anche quando in Occidente veniva lentamente soppiantato. Per distinguere il programma dall’estensione, Yoshizaki ribattezza il software LHA (da Lempel–Ziv–Huffman Archiver). LHA diventa il nome comune dell’utility, mentre i file rimangono con estensione .lzh.

LHA introduce numerose opzioni avanzate:

  • gestione di archivi multipli,
  • protezione con password,
  • possibilità di compressione selettiva per directory,
  • compatibilità multipiattaforma (DOS, UNIX, Amiga).

La sua popolarità in Giappone rimane altissima fino agli anni 2000, tanto che ancora oggi il formato .lzh è usato in alcuni archivi storici e raccolte retrocomputing.

Con l’inizio degli anni 2000, ZIP si impone definitivamente come standard universale, soprattutto dopo l’integrazione nativa in Windows XP. RAR conquista l’utenza avanzata, e LZH rimane confinato a usi locali.

Nel 2014, Microsoft annuncia la rimozione del supporto nativo ai file .lzh da Windows, segnando simbolicamente la fine di un’epoca. Tuttavia, in Giappone il formato conserva una nicchia di fedelissimi, e molti emulatori o collezionisti retro continuano a imbattersi in archivi .lzh nei software storici.

Il formato LZH/LHA non ha mai avuto la fama planetaria di ZIP o RAR, ma ha svolto un ruolo importantissimo nella storia dell’informatica: ha introdotto un algoritmo di compressione efficiente, è stato il formato “nazionale” giapponese per oltre un decennio e ha lasciato tracce indelebili nel mondo dei videogiochi e del retrocomputing.

Oggi, aprire un vecchio file .lzh significa fare un viaggio indietro nel tempo, alle BBS giapponesi e ai floppy degli anni ’90, quando la compressione non era solo una comodità, ma una necessità quotidiana per chi voleva scambiare software e dati in un mondo di spazio limitato.

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