Se negli anni ’90 chi usava PC pensava subito a ZIP o RAR, per gli utenti Macintosh la parola d’ordine era una sola: StuffIt.

Per oltre un decennio, questo formato con estensione .sit è stato il modo più comune di comprimere, archiviare e scambiare file su Mac, tanto da diventare sinonimo stesso di “archivio compresso”.

La storia di StuffIt comincia nel 1987 quando Raymond Lau, allora studente di liceo a San Francisco, sviluppa il primo prototipo. Lau voleva risolvere due problemi tipici del mondo Mac:

  1. I file tendevano a essere voluminosi rispetto alla capacità dei floppy da 400 KB o 800 KB.
  2. Ogni file Mac era composto da due “forks” (data fork e resource fork), che i formati tradizionali di compressione non gestivano bene.

StuffIt nasce per unire queste due esigenze: ridurre le dimensioni e preservare correttamente la struttura dei file Macintosh. Lau rilascia il programma come shareware, e in pochissimo tempo divenne popolarissimo nella comunità Mac.

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Negli anni ’90 StuffIt diventa lo standard de facto per la compressione su Mac. I motivi erano chiari:

  • Ottima compatibilità con il file system Macintosh.
  • Compressione efficiente e veloce.
  • Interfaccia grafica in linea con la filosofia Mac, semplice e intuitiva.

Mentre nel mondo DOS e Windows la fanno da padrone  ZIP e ARJ, su Macintosh chiunque scambi file via floppy, BBS o CD-ROM usa StuffIt. Molti software commerciali per Mac vengono distribuiti in formato .sit, e i newsgroup dedicati al sistema Apple ne sono pieni.

Visto il successo, Lau fonda Aladdin Systems, la società che avrebbe gestito e sviluppato StuffIt negli anni a venire. Sotto Aladdin, il programma cresce in funzionalità:

  • StuffIt Deluxe (versione commerciale con funzioni avanzate di gestione e backup).
  • StuffIt Expander, gratuito, che permette a chiunque di aprire archivi .sit senza acquistare la versione completa. Questo accelera ulteriormente la diffusione del formato, perché ogni utente Mac può almeno estrarre i file.

Negli anni, Aladdin Systems introduce anche varianti del formato (come .sitx, evoluzione con compressione più avanzata e crittografia).

Durante tutto il decennio, StuffIt rimane incontrastato. I file .sit sono ubiqui nel mondo Mac: software, immagini, font, documenti. Persino Apple raccomanda spesso l’uso di StuffIt per comprimere file da inviare o distribuire.

Il formato ha successo anche a livello internazionale: in Giappone, ad esempio, StuffIt viene distribuito insieme ad alcuni sistemi locali per garantire compatibilità negli scambi di file.

Con l’arrivo del nuovo millennio, lo scenario cambia. L’introduzione di Mac OS X, basato su BSD, porta con sé strumenti come gzip, tar e in seguito il supporto nativo a ZIP.

Molti utenti Mac iniziano a preferire ZIP perché universale, leggibile anche su Windows senza software aggiuntivi. Inoltre, la diffusione di Internet e la necessità di scambio multipiattaforma riducono il vantaggio specifico di StuffIt.

Aladdin Systems viene acquisita da Smith Micro Software nel 2004, che continua a sviluppare StuffIt ma ormai come prodotto di nicchia. La nuova versione .sitx, introdotta nel 2002 con compressione più avanzata e crittografia AES, non riesce a sostituire la popolarità del vecchio .sit, né a contrastare lo strapotere di ZIP e RAR.

Oggi StuffIt sopravvive soprattutto come software di compatibilità: StuffIt Expander esiste ancora e viene usato occasionalmente per aprire vecchi archivi .sit e .sitx.

Ma la sua eredità è chiara:

  • È stato lo standard della compressione su Macintosh per oltre un decennio.
  • Ha introdotto una generazione di utenti al concetto stesso di file compresso.
  • Ha risolto con eleganza i problemi unici del file system Mac classico.

Per chi ha vissuto l’era dei floppy e delle BBS su Macintosh, l’icona di StuffIt resta un simbolo immediatamente riconoscibile, al pari di WinZip per il mondo Windows.

StuffIt è stato il “RAR del Mac”: un formato proprietario, ma talmente radicato nella comunità da diventare sinonimo di compressione per un’intera piattaforma. Dal genio di un liceale a standard universale per gli utenti Apple, ha accompagnato la storia del Macintosh dagli anni ’80 fino all’alba del nuovo millennio.

Oggi è un pezzo di archeologia digitale, ma i file .sit rimangono sparsi in archivi, CD shareware e collezioni retrocomputing come testimonianza di un’epoca in cui ogni piattaforma aveva il proprio “campione” della compressione.

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