Tra i tanti formati di compressione che hanno popolato gli anni ’80 e ’90, uno ha avuto un ruolo silenzioso ma fondamentale: CAB, abbreviazione di Cabinet.

Non é un formato pensato per lo scambio di file tra utenti, come ZIP o RAR, ma un contenitore ufficiale di Microsoft, usato per distribuire e installare componenti del sistema operativo e software su larga scala.

All’inizio degli anni ’90, Microsoft si trovava di fronte a una sfida: distribuire Windows e i suoi componenti su floppy disk e, successivamente, su CD-ROM. Serviva un formato di archiviazione:

  • efficiente nella compressione,
  • in grado di gestire più file e directory,
  • robusto e verificabile durante l’installazione.

Così, intorno al 1995, con l’arrivo di Windows 95, Microsoft introduce il formato .cab.

I file CAB possono contenere centinaia di file compressi e hanno alcune caratteristiche distintive:

  • Compressione integrata: tramite algoritmi come MSZIP (una variante di Deflate) e successivamente Quantum.
  • Multi-volume: possibilità di suddividere un archivio CAB su più floppy disk, perfetto per installazioni su supporti limitati.
  • Digital signing: supporto alla firma digitale per garantire l’autenticità dei pacchetti.
  • Struttura “install-friendly”: pensato per essere letto direttamente dal programma di setup, senza bisogno di decompressione manuale da parte dell’utente.

Un tipico archivio di installazione di Windows contiene decine di file .cab, con dentro driver, librerie DLL, font e altre risorse.

Con Windows 95 e Windows 98, i file CAB diventarono onnipresenti: ogni disco di installazione li conteneva. Lo stesso avviene con Windows NT, 2000 e XP.

Non solo sistemi operativi: anche Microsoft Office, Internet Explorer, DirectX e molti altri software della casa di Redmond vengono distribuiti tramite CAB.

Gli utenti meno esperti raramente interagiscono con essi direttamente, ma per smanettoni e amministratori di sistema diventa normale estrarre file .cab per recuperare driver o librerie senza reinstallare l’intero pacchetto.

Microsoft fornisce strumenti ufficiali come:

  • extract.exe (utility a riga di comando inclusa in Windows)
  • expand.exe (per decomprimere i file CAB singolarmente)

cab expandCAB Expand

Successivamente, anche software di terze parti come WinZip e WinRAR introducono il supporto ai CAB.

CAB non è solo un formato di compressione, ma parte integrante della tecnologia di setup di Windows. Gli installer basati su Setup API e Windows Installer (MSI) utilizzano internamente file CAB come pacchetti compressi da estrarre durante l’installazione.

Questo rende il formato uno standard di fatto per anni in ambito enterprise: le aziende possono impacchettare software in CAB per distribuirlo via rete o integrarlo nei setup automatizzati.

Con l’avvento degli anni 2000, Microsoft inizia a ridurre l’uso diretto di CAB come formato visibile all’utente finale.

  • A partire da Windows Vista, la distribuzione del sistema operativo passa principalmente a formati basati su WIM (Windows Imaging Format), più adatto a grandi file immagine e con funzionalità avanzate di gestione.
  • Gli installer moderni (MSI, Click-to-Run, Store packages) relegano i CAB a un ruolo secondario o interno.

Oggi i CAB sopravvivono soprattutto come contenitori di driver, ancora usati in Windows Update e nelle distribuzioni di driver firmati digitalmente.

Il formato CAB non è mai diventato popolare come ZIP o RAR perché non era pensato per gli utenti finali, ma per i produttori di software e i sistemi di installazione.

Nonostante ciò, ha avuto un ruolo cruciale nella storia dell’informatica:

  • per oltre un decennio è stato il formato ufficiale della distribuzione Microsoft, presente in ogni installazione di Windows e Office;
  • ha introdotto funzioni importanti, come la firma digitale, che avrebbero influenzato altri formati di pacchettizzazione;
  • ha formato generazioni di amministratori e tecnici, che ancora oggi usano comandi come expand per estrarre un driver da un archivio CAB.

Il formato CAB è stato lo strumento silenzioso dietro l’installazione di milioni di copie di Windows in tutto il mondo.

Non ha mai conquistato la scena consumer come ZIP o RAR , ma ha garantito stabilità, efficienza e standardizzazione in un’epoca in cui distribuire software significava spesso riempire pile di floppy disk o CD-ROM.

Oggi è quasi invisibile, sopravvissuto soprattutto nei driver, ma resta una parte fondamentale della storia dei formati di compressione e della logistica del software.

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