Dopo l'interesse per l'Apple I, Steve Wozniak si dedica a un progetto che ne migliori prestazioni e usabilità.
L’obiettivo è creare un computer completamente nuovo, più potente e semplice da usare. La svolta arriva nel 1977, quando al West Coast Computer Faire debutta l’Apple II, un modello destinato a rivoluzionare l’informatica domestica e scolastica, aprendo le porte anche a un utilizzo professionale.

Apple II Europlus (Foto collezione privata Felice Pescatore)
Questo computer si distingue per la presenza di otto slot di espansione, una caratteristica che permette di personalizzare profondamente la macchina e di portare la RAM da 4 KB fino a 48 KB. Il case in plastica, prodotto in serie, ospita una tastiera integrata, mentre l’uscita video a colori rappresenta un vantaggio notevole rispetto a molti concorrenti dell’epoca. Modelli come il Commodore PET o il TRS-80 risultano infatti più limitati in termini di espandibilità.
Apple punta inizialmente su una politica aperta: prezzi contenuti per il software e diffusione di programmi gratuiti.
Questo approccio contribuisce a creare rapidamente una comunità di appassionati e a consolidare la reputazione del marchio. All’inizio, il salvataggio dei dati avviene su registratore a cassette, ma ben presto arriva il floppy Disk II, progettato da Wozniak.
L’unità, grazie a un’interfaccia ottimizzata, utilizza pochissimi chip, abbattendo i costi senza sacrificare le prestazioni. Il primo Apple II integra l’Integer BASIC in ROM, interamente scritto da Wozniak, che consente anche ai programmatori alle prime armi di sviluppare giochi e applicazioni.
Con il successivo Apple II Plus, la memoria standard sale a 48 KB e il BASIC viene sostituito dall’Applesoft BASIC, sviluppato da Microsoft e anch’esso residente in ROM, eliminando la necessità di caricamento da nastro.
Il vero motore delle vendite diventa VisiCalc, il primo foglio elettronico della storia, che trasforma l’Apple II in uno strumento strategico per il business. La combinazione di ampia disponibilità di software, facilità di espansione e accessori dedicati fa dell’Apple II uno dei computer più venduti della sua epoca.
La serie evolve negli anni con vari modelli: Apple IIe, Apple IIc, Apple IIe enhanced e, infine, l’Apple IIgs a 16 bit, che chiude la famiglia.
Il primo modello ufficialmente distribuito in Europa è l’Apple II europlus, versione europea dell’II Plus, con alimentatore compatibile a 220 V e uscita video in standard PAL. La qualità costruttiva è alta: tutti i chip sono montati su zoccolini per facilitare la sostituzione in caso di guasto.
Nel gennaio 1984, insieme al primo Macintosh, viene presentato l’Apple IIc, che stabilisce il record di ordini nel giorno del lancio. Il nome (“compact”) ne descrive la natura: un Apple IIe in versione più piccola e leggera, pensato per occupare meno spazio e aumentare la portabilità.

Apple IIc (1984) con monitor abbinato (Immagine da Wikimedia Commons, licenza libera - dominio pubblico/media libera)
Utilizza un processore 65C02 CMOS a basso consumo, integra un floppy da 5,25”, 128 KB di RAM e un alimentatore esterno. Il prezzo di listino sale a 1.295 dollari rispetto ai 995 inizialmente previsti, complice l’elevato costo di produzione. Può essere abbinato a un monitor a fosfori verdi da 9” o a un display LCD opzionale, e alcuni produttori realizzano batterie esterne per renderlo trasportabile, seppur con dimensioni ingombranti. Internamente, è configurato per emulare l’Apple IIe, con slot virtuali dedicati a modem, stampante, scheda 80 colonne, mouse/joystick e unità disco. Sul retro offre uscite video monocromatiche e a colori, e un modulatore TV incluso. Nonostante le doti tecniche, molti preferiscono l’IIe per la maggiore espandibilità fisica.
Nel 1988 arriva l’Apple IIc Plus, con lo stesso processore ma a 4 MHz, RAM espandibile a 1 MB e floppy da 3,5” da 800 KB. È l’ultimo modello della serie IIc, in produzione fino al novembre 1990.
Il passaggio generazionale più importante avviene nel 1983 con l’Apple IIe. Lanciato a 1.395 dollari, rimane in commercio fino agli anni ’90, contribuendo a rendere la serie Apple II una delle più longeve della storia: sedici anni di produzione continuativa dal 1977 al 1993. Monta il processore MOS 6502, 64 KB di RAM, Applesoft BASIC in ROM e mantiene la piena compatibilità con software e periferiche della serie precedente. La scheda logica è stata ridisegnata con meno chip per abbassare i costi, mentre la tastiera, di colore più chiaro, introduce frecce direzionali, tasti “mela” e funzioni ergonomiche migliorate.
Il case, simile al precedente, adotta connettori più pratici per le espansioni.
Alcune funzioni derivano direttamente dall’esperienza con l’Apple III, come il supporto 80 colonne e i caratteri minuscoli. Nel 1985 l’IIe viene aggiornato alla versione enhanced, con 128 KB di RAM, 32 KB di ROM e CPU 65C02 a basso consumo, la stessa dell’IIc. L’anno seguente arriva l’Apple IIgs, compatibile con i software a 8 bit ma più potente, con grafica e audio avanzati.
La serie 8 bit chiude nel 1987 con l’Apple IIe Platinum, dotato di tastierino numerico e piccoli miglioramenti hardware, in produzione fino al 1992. Nel 1993 Apple ritira definitivamente la storica linea II.

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