VisiOn: troppo avanti per il suo tempo

Nel 1982, VisiCorp è al culmine del suo successo. VisiCalc domina ancora il mercato dei fogli elettronici, la linea “Visi” è riconoscibile, e il marchio è uno dei più noti dell’informatica nascente.

Ma il panorama tecnologico è in piena trasformazione: l’introduzione dell’IBM PC nell’agosto 1981 segna una svolta: per la prima volta, un personal computer è percepito come macchina standard, solida, adatta al mondo aziendale. Non più solo strumento per pionieri o hobbisti, ma piattaforma destinata a diventare il cuore dell’automazione d’ufficio.

In VisiCorp, Dan Fylstra e il nuovo management comprendono che occorre andare oltre le singole applicazioni. Il futuro, intuibile ma ancora non scritto, è quello di ambienti operativi integrati, dove l’utente possa muoversi tra programmi diversi senza discontinuità, attraverso un’interfaccia coerente e facile da usare. L’ispirazione arriva da Xerox PARC, dove sono già stati sperimentati concetti come il mouse, le finestre grafiche e il desktop virtuale. Ma Xerox non ha ancora portato nulla sul mercato consumer. Apple ci sta lavorando in segreto. Microsoft non ha ancora annunciato Windows.

È qui che nasce l’idea di VisiOn, il primo ambiente operativo grafico per PC IBM. Non un semplice programma, ma un sistema completo che si sovrappone al DOS e offre una Graphical User Interface (GUI) con finestre, icone, menu e mouse.

È un progetto audace, visionario. VisiCorp vuole essere la prima a portare l’interfaccia grafica nel mondo PC, creando un ecosistema in cui le applicazioni “Visi” possano convivere in modo naturale. L’utente ideale è il professionista d’ufficio, che potrà finalmente usare più programmi senza dover imparare ogni volta comandi e logiche differenti. Il debutto pubblico di VisiOn avviene al COMDEX di Las Vegas nel novembre 1982.

È un evento storico. VisiCorp presenta una demo spettacolare su monitor gigante, mostrando finestre affiancate, grafici, documenti e comandi eseguiti con un mouse. Il pubblico resta sbalordito. I titoli dei giornali specializzati parlano chiaro:

The Future of Software”, “The End of the Operating System as We Know It”.

VisiCorp viene acclamata come pioniera, e VisiOn promette di ridefinire il rapporto uomo-macchina.

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VisiOn

Dopo il COMDEX, l’azienda riceve centinaia di preordini. I rivenditori chiedono di distribuire il nuovo ambiente. I produttori hardware vogliono installarlo in bundle sui loro PC. La stampa ne parla come del primo vero concorrente del DOS. Microsoft e Apple osservano con attenzione. Tutto sembra pronto per un nuovo trionfo, ma dietro le quinte, i problemi non mancano. Il prototipo mostrato al COMDEX è ancora lontano dall’essere un prodotto finito:il team di sviluppo è sotto pressione e i requisiti hardware di VisiOn si rivelano elevati: 512 KB di RAM, disco rigido da almeno 5 MB, e mouse proprietario. A quel tempo, la maggior parte dei PC dispone di 64 o 128 KB di RAM e non ha hard disk. Il mouse è una novità assoluta per l’ambiente DOS, e molti utenti non sanno nemmeno come usarlo.

Anche dal punto di vista del software, i problemi si accumulano. L’architettura modulare di VisiOn richiede che tutte le applicazioni siano scritte appositamente per l’ambiente grafico e i  vecchi programmi per DOS non sono compatibili.

VisiCorp inizia lo sviluppo di tre applicazioni native: VisiOn Calc (foglio elettronico), VisiOn Graph (grafici) e VisiOn Word (videoscrittura). Ma i tempi si allungano, e nessuna è pronta per la primavera 1983, come inizialmente previsto. Il ritardo crea frustrazione tra gli utenti e confusione nel mercato, mentre i concorrenti iniziano a colmare il vuoto In particolare Microsoft accelera lo sviluppo di Windows, presentandolo pubblicamente nel novembre 1983, ma, soprattutto, Lotus 1-2-3 (lanciato da Mitch Kapor, ex collaboratore di VisiCorp) conquista rapidamente il mercato dei fogli elettronici grazie a velocità, potenza e semplicità d’uso.

Quando finalmente VisiOn viene rilasciato nel dicembre 1983, il contesto è cambiato. Il prodotto è solido ma macchinoso.

L’interfaccia è innovativa ma lenta. Il costo è elevato: tra software, mouse e hardware richiesto, l’adozione di VisiOn può costare oltre 7.000 dollari. E soprattutto, manca il supporto degli sviluppatori esterni. I kit di sviluppo sono costosi e complicati, e poche aziende investono nel porting di applicazioni per VisiOn. Le recensioni sono miste. Alcuni lo considerano un miracolo tecnico. Altri lo giudicano troppo esigente e poco performante. Il pubblico rimane scettico. Gli utenti abituati al DOS trovano VisiOn troppo diverso.

Chi ha già acquistato Lotus 1-2-3 non vede motivi per cambiare e i rivenditori, inizialmente entusiasti, faticano a piazzare il prodotto, contribuendo a risultati commerciali deludenti.

VisiOn, per molti versi, è un’idea geniale arrivata troppo presto: anticipa concetti fondamentali dell’informatica moderna, ma non trova ancora un terreno fertile. Le tecnologie di supporto non sono pronte, gli utenti non sono preparati, il mercato non è maturo.

Ma la sua eredità sarà profonda: influenzerà lo sviluppo delle interfacce grafiche nei decenni successivi e sarà ricordato come il primo vero tentativo di portare una GUI nel mondo PC.

Nel frattempo, però, i problemi interni a VisiCorp si aggravano. I costi di sviluppo lievitano. Le vendite di VisiCalc crollano. I rapporti con Software Arts si deteriorano fino a sfociare in cause legali.

L’azienda, da pioniera, si ritrova in trincea. Il sogno di VisiOn come piattaforma del futuro si scontra con la realtà di un mercato spietato, in cui l’innovazione non basta: servono anche timing, execution e strategia.

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