Il 3 agosto 1977 è una data che segna un passaggio di frontiera per l’informatica personale. Quel giorno, nella sede centrale di Tandy a Fort Worth e in conferenze stampa parallele a New York, il pubblico assiste alla presentazione del TRS-80 Model I.
Tandy TRS-80 Model I (Foto collezione privata Felice Pescatore)
Per Tandy e per Radio Shack è una scommessa audace: fino a quel momento il marchio è conosciuto per componenti, accessori e apparecchi elettronici di consumo, non certo per computer completi.
Il Model I, procettato da Steve Leininger membro del famoso Homebrew Computer Club, nasce per essere pronto all’uso: al contrario di molti sistemi per appassionati dell’epoca, che arrivano in kit da assemblare, richiedono saldature e conoscenze di elettronica, il TRS-80 si presenta come una macchina finita, già configurata e funzionante. Basta collegarlo alla corrente, inserire il nastro con il BASIC e si può iniziare a digitare.
Tandy sceglie una formula commerciale semplice ma rivoluzionaria: il sistema base include unità centrale e tastiera integrate, monitor a fosfori verdi da 12 pollici e registratore a cassette per memorizzare programmi e dati.
Prezzo di lancio: 599 dollari, non poco, ma molto meno di qualsiasi minicomputer o workstation dell’epoca.
Il cuore della macchina è un processore Zilog Z80 a 1,77 MHz, affiancato da 4 KB di RAM (espandibili fino a 48 KB). Nella ROM è incluso un interprete Microsoft BASIC personalizzato per Tandy, il che permette a chiunque di iniziare a programmare senza software aggiuntivo. In un’epoca in cui il linguaggio BASIC è quasi la “lingua franca” dell’informatica didattica e amatoriale, questa scelta abbassa enormemente la barriera d’ingresso. La grafica è monocromatica e a caratteri, ma già capace di gestire semplici forme e giochi, grazie all’uscita video pulita e stabile dovuta al monitor dedicato. Il caricamento e il salvataggio su cassetta sono lenti, ma affidabili se si rispettano le procedure indicate nei manuali Tandy.
Il vero colpo di genio non sta solo nell’hardware, ma nel canale di vendita: Tandy può contare su una rete di oltre 3.000 negozi Radio Shack negli Stati Uniti già nel ’77, ciascuno pronto a esporre e dimostrare il TRS-80. Per molti americani, è la prima occasione di vedere un computer da vicino: possono toccare la tastiera, eseguire un listato BASIC, giocare a un piccolo arcade scritto in poche righe di codice.
Gli addetti vendita, formati per parlare la lingua degli appassionati, spiegano funzioni, mostrano esempi e vendono manuali, riviste e software aggiuntivo.
Questa capillarità crea un fenomeno di diffusione virale: in breve, il TRS-80 diventa il “primo computer” di decine di migliaia di famiglie, studenti e piccole imprese.
Il successo commerciale stimola la nascita di un ecosistema: Tandy pubblica manuali ricchi di esempi e avvia un catalogo di software su cassetta. Riviste specializzate iniziano a pubblicare programmi pronti da digitare, trucchi e articoli tecnici. Attorno al TRS-80 si formano club di utenti in scuole, biblioteche e centri comunitari. Luoghi dove ci si scambia programmi, si impara a programmare e si discute di nuove applicazioni. In un’epoca pre-Internet, questi gruppi rappresentano un social network fisico e vivissimo.
Proprio il 1977 è ricordato dagli storici dell’informatica come l’anno della “sacra trinità” del personal computing: Apple II (Apple Computer) Commodore PET 2001 (Commodore) e, ovviamente, il TRS-80 Model I (Tandy/Radio Shack).
1977 Trinity (Foto collezione privata Felice Pescatore)
Ciascuno ha le proprie peculiarità e un diverso canale di distribuzione: Apple punta su scuole e negozi indipendenti, Commodore sfrutta la propria rete di elettronica e calcolatrici, Tandy scommette sulla propria catena retail, portando il TRS-80 a diventare il sistema più accessibile al grande pubblico americano e superando, in numeri iniziali, sia l'Apple II che il PET.
Il TRS-80 Model I segna un punto di svolta: porta il computer nella vita quotidiana, in un’epoca in cui l’idea stessa di avere un PC a casa sembra fantascienza.