Anni '60-'70: Espansione ed ingresso nei Computer

Gli anni Sessanta vedibi HP intensificare gli investimenti in R&S e debuttare nel mercato dei computer, affermandosi come pioniera tecnologica.

Nel 1964, nel suo 25º anniversario, HP presenta il 5060A, uno dei primi orologi atomici al cesio allo stato solido, capace di misurare il tempo con precisione senza precedenti (errore di 1 secondo in milioni di anni). Per dimostrare la straordinaria accuratezza di questo orologio atomico, HP sincronizza due unità 5060A e le invia in un tour mondiale di 12 giorni presso laboratori di standardizzazione in Svizzera e negli USA, mostrando al mondo le potenzialità delle sue tecnologie di misura.

Nel 1966 l’azienda fonda ufficialmente gli HP Labs (Hewlett-Packard Laboratories), un dipartimento di ricerca avanzata pensato per dare ai propri ingegneri libertà di innovare senza la pressione di risultati commerciali immediati. I frutti non tardarono ad arrivare: nello stesso 1966, HP fa il suo ingresso nell’informatica lanciando il 2116A, primo minicomputer HP progettato inizialmente per il controllo degli strumenti di misura.

HP 2116A

HP 2116A (fonti storiche o archivi ufficiali HP - oggi Keysight Technologies - uso al solo scopo storico/divulgativo)

Pur concepito come accessorio per le apparecchiature, il 2116A segna l’avvio di una nuova linea di business. HP inizia a sviluppare internamente componenti a semiconduttore (attraverso la divisione “HP Associates” guidata da Jack Melchor) da usare nei propri prodotti, colmando rapidamente il gap nei confronti di altre aziende della Silicon Valley.

Nel 1968 presenta un prodotto destinato a precorrere i tempi: il model 9100A, definito “desktop calculator” (calcolatore da tavolo) ma pubblicizzato come personal computer ante litteram. E' di fatto il primo calcolatore scientifico programmabile da scrivania, e le campagne pubblicitarie HP coniano per esso il termine “personal computer”, segnalando la visione dell’azienda verso l’informatica personale.

Sul fronte internazionale, HP avvia partnership strategiche come la joint venture Yokogawa-Hewlett-Packard in Giappone (1963) insieme all’azienda Yokogawa Electric, per produrre strumenti con standard HP.

Anche se tali prodotti hanno successo limitato a causa dei costi elevati, la collaborazione aumenta la presenza di HP in Asia e porterà, decenni più tardi, all’acquisizione completa della controllata giapponese. In termini di governance, la fine degli anni ’60 vede un cambio ai vertici: David Packard lascia la guida operativa dell’azienda nel 1969 per servire come Sottosegretario alla Difesa degli Stati Uniti, affidando la carica di CEO a Bill Hewlett. Packard rimane però presidente del consiglio di amministrazione.

Nonostante la partenza temporanea di uno dei fondatori, la solidità della cultura HP e il talento del team dirigente consentono all’azienda di proseguire il percorso di crescita e innovazione senza intoppi.

Negli anni Settanta Hewlett-Packard consolida la propria posizione nell’elettronica avanzata, lanciando prodotti rivoluzionari sia nel calcolo portatile sia nei sistemi informatici per aziende.

All’inizio del decennio si concentra sulle calcolatrici scientifiche: nel 1972 presenta la HP-35, la prima calcolatrice scientifica tascabile al mondo. Per la prima volta funzioni matematiche avanzate sono disponibili in un dispositivo che entra comodamente in tasca, un’innovazione che entusiasma professionisti e studenti e inaugura l’era dell’elettronica portatile personale.

Sempre nel 1972, HP lancia il sistema HP 3000, un minicomputer multiutente progettato per l’elaborazione dati commerciale. Nonostante un avvio difficile, la serie HP 3000 diventa uno dei prodotti più longevi nella storia dell’azienda, adottata da medie imprese e istituzioni per la gestione di applicazioni aziendali.

Nel 1974 arriva l’HP-65, la prima calcolatrice programmabile tascabile con memoria magnetica. Viene definita un “computer personale che sta in tasca” e anticipa molte delle funzioni dei futuri computer portatili.

Verso la fine del decennio, HP istituisce una divisione dedicata al personal computing (la Personal Computer Operation) nella sede di Corvallis, Oregon. È un segnale chiaro dell’interesse dell’azienda verso un mercato emergente che promette di trasformare l’informatica da strumento industriale a bene individuale.

Nel 1978 Bill Hewlett si ritira dalla carica di CEO, lasciando il timone a John A. Young, primo dirigente non fondatore a guidare l’azienda. Hewlett resta presidente del consiglio, mentre Dave Packard torna come chairman dopo il suo periodo al Dipartimento della Difesa. Sotto la nuova leadership, HP espande la propria presenza in settori come la strumentazione medicale, le periferiche e i dispositivi di misura, e continua la sua internazionalizzazione. Alla fine degli anni Settanta, HP conta oltre 35.000 dipendenti ed è riconosciuta come una delle aziende tecnologiche più rispettate al mondo.

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