Advanced Micro Devices nasce nel maggio del 1969 a Sunnyvale, nel cuore della Silicon Valley, per volontà di Jerry Sanders, un dirigente brillante e carismatico che lascia Fairchild Semiconductor insoddisfatto della burocrazia crescente e della scarsa attenzione all’innovazione.
Sanders non è solo: lo seguono altri sette colleghi, anch’essi ex-Fairchild, tra cui Edwin Turney, John Carey, Sven Simonsen, e Jim Giles.
Jerry Sanders
Tutti condividono lo stesso obiettivo: creare un'azienda veloce, reattiva, focalizzata sulla qualità del design e sulla rapidità di risposta al mercato.
La chiamano Advanced Micro Devices, un nome che suggerisce ambizione e modernità. In quegli anni, la Silicon Valley è un luogo di pionieri. Intel nasce appena un anno prima, nel 1968, e il settore dei semiconduttori è un campo fertile per l’innovazione.
Le startup nascono e muoiono rapidamente, ma Sanders ha una visione chiara: AMD non deve limitarsi a imitare, deve eccellere nel fornire componenti affidabili, migliorando gli standard di qualità dell’epoca.
Il motto interno, non a caso, è "People first, products and profits will follow."
All’inizio AMD non si occupa ancora di microprocessori. I primi prodotti sono circuiti logici integrati e chip analogici, destinati a sistemi industriali e militari.
L’azienda punta subito sulla second source strategy, cioè sulla produzione di chip compatibili con quelli di altri produttori (soprattutto Fairchild e Texas Instruments), in modo da offrire ai clienti alternative affidabili, fondamentali in un’epoca in cui l’affidabilità della supply chain è ancora un problema.
Nel 1970 AMD lancia il suo primo prodotto commerciale, un amplificatore logico a doppia porta AND, e poco dopo arriva sul mercato con chip logici TTL e MOS.
La reputazione dell’azienda cresce, grazie a un’attenzione maniacale alla qualità costruttiva e all’assistenza tecnica. La clientela include grandi nomi dell’elettronica e dell’industria, che iniziano a vedere in AMD un partner serio e stabile. Il salto di qualità avviene con la decisione di entrare nel mondo dei microprocessori.
Nel 1975, quando Intel lancia il suo 8080, AMD ne realizza una versione compatibile, l’Am9080, senza una licenza formale ma attraverso reverse engineering. Questa mossa audace porta a una prima controversia legale tra le due aziende, ma anticipa un lungo periodo in cui AMD sarà second source ufficiale per i chip Intel.
AM9080 (Foto: Konstantin Lanzet - Wikimedia CC BY-SA 3.0)
È proprio grazie a questa compatibilità che AMD entra nei radar di aziende come IBM, interessate a garantirsi forniture multiple e a non dipendere esclusivamente da Intel per i futuri sistemi basati su CPU.
Nel frattempo, AMD investe in infrastrutture produttive, espande il proprio catalogo e si quota in borsa nel 1972, guadagnando ulteriore solidità finanziaria.
Negli anni a venire l’azienda si ritaglia un ruolo chiave come fornitore alternativo ma affidabile, soprattutto per applicazioni dove la continuità di fornitura e la qualità sono fondamentali.
Pur restando per molto tempo all’ombra di Intel, AMD pone le basi per una crescita lenta ma costante, e per una filosofia aziendale improntata alla resilienza: affrontare i giganti del settore non frontalmente, ma con intelligenza, tempismo e scelte strategiche oculate.
È lo stile AMD sin dalle origini, e sarà una costante per tutta la sua storia.