Nel 2014, nel momento forse più critico della sua storia, AMD affida la guida a Lisa Su, ingegnera con una solida esperienza in aziende come IBM e Freescale.
Lisa Su
Non è solo una figura tecnica di alto profilo: Lisa Su porta con sé una visione strategica lucida, basata sulla disciplina operativa e sul ritorno alle radici ingegneristiche dell’azienda. La prima mossa è chiara: ricostruire da zero l’architettura dei processori, abbandonando definitivamente l’impostazione fallimentare di Bulldozer.
Il nuovo progetto, battezzato Zen, nasce con un obiettivo ambizioso ma preciso: tornare competitivi con Intel, offrendo prestazioni elevate, efficienza energetica e scalabilità, ma a prezzi accessibili. Il team di sviluppo, guidato da Jim Keller, celebre architetto di CPU già coinvolto nel progetto Athlon, lavora in silenzio per anni.
Ogni dettaglio viene rivisto, ogni scelta tecnica orientata alla qualità e alla modularità.
L’approccio è radicale: Zen non è un’evoluzione, è un nuovo inizio, pensato per durare a lungo e adattarsi a mercati diversi, dal gaming ai data center.
Nel 2017, AMD torna finalmente sul mercato con i processori Ryzen, basati sulla prima generazione di Zen. Il cambiamento è subito evidente.
AMD Rayzen (Foto: By ICCTsHeY - Own work, CC BY-SA 4.0 - Wikimedia)
Ryzen offre prestazioni multi-core eccellenti, prezzi aggressivi, compatibilità con gli standard esistenti e una piattaforma stabile. Dopo anni di dominio Intel, gli utenti riscoprono la possibilità di scegliere.
I gamer, gli streamer, i creatori di contenuti e i professionisti ritrovano in AMD un'alternativa concreta e competitiva. Ma non è solo il mercato consumer a beneficiare del ritorno di AMD. Nello stesso anno debutta anche la linea EPYC, dedicata al mondo server e data center.
Grazie a un elevato numero di core, supporto per grandi quantità di memoria e un'efficienza energetica invidiabile, i processori EPYC iniziano a conquistare spazio nei rack delle grandi aziende, dei provider cloud e dei supercomputer.
La vera forza dell’architettura Zen, però, sta nella modularità. A partire da Zen 2 (2019), AMD introduce il modello a chiplet: i processori non sono più costruiti come un singolo pezzo di silicio, ma come un’aggregazione di unità più piccole e indipendenti, connesse tra loro.
Questo approccio rivoluzionario consente di ridurre i costi produttivi, migliorare i rendimenti e scalare facilmente il numero di core. Una CPU da 6, 8, 12 o 16 core diventa una semplice questione di configurazione dei chiplet, senza stravolgere l’architettura.
In parallelo, AMD stringe un’alleanza strategica con TSMC, la principale fonderia al mondo, e diventa tra le prime aziende a utilizzare il processo produttivo a 7 nanometri. Mentre Intel fatica a portare i suoi chip a 10 nm, AMD riesce a sorpassare il rivale storico in efficienza, densità e capacità di calcolo per watt.
Le successive generazioni , Zen+, Zen 2, Zen 3 e Zen 4, portano miglioramenti continui. A ogni salto, AMD aumenta la frequenza, migliora l’IPC (istruzioni per ciclo), riduce i consumi e introduce nuove funzionalità, come il supporto alla memoria DDR5, al PCIe 4.0 e 5.0, e alle istruzioni avanzate per workload moderni (AI, criptografia, rendering 3D, ecc.).
Nel 2020, con Zen 3 e i processori Ryzen 5000, AMD raggiunge un traguardo storico: supera Intel anche nelle prestazioni single-core, tradizionalmente dominio del concorrente. È un risultato simbolico e sostanziale, che sposta gli equilibri dell’intero mercato.
Nel frattempo, EPYC conquista sempre più spazio nei server enterprise e nei supercomputer.
AMD EPYC
Grandi aziende come Microsoft, Google, Amazon e Meta iniziano a includere processori AMD nelle proprie infrastrutture. Il mondo dell’HPC (High Performance Computing) adotta le soluzioni EPYC per progetti scientifici, meteorologici e di simulazione.
A partire da Zen 2, AMD entra anche nel mondo delle console di nuova generazione, fornendo a Sony (PlayStation 5) e Microsoft (Xbox Series X|S) chip personalizzati che uniscono CPU e GPU in un’unica APU.
Questo rafforza ulteriormente la posizione dell’azienda nel settore consumer e rende il marchio AMD visibile a milioni di utenti in tutto il mondo.