Macintosh Portable

Il 20 settembre 1989 Apple svela il Macintosh Portable, il primo portatile della famiglia Mac e il precursore ideale dei futuri MacBook.

mac portable collezione fpMacintosh Portable (Foto collezione privata Felice Pescatore)

È il primo Macintosh alimentato a batteria, pensato per essere trasportato e usato ovunque, proprio come oggi facciamo con i nostri MacBook nei caffè o in viaggio.

L’idea di un Macintosh portatile nasce addirittura prima del lancio del Macintosh originale del 1984. Il creatore del progetto Mac, Jef Raskin, lo immagina fin dall’inizio come un computer mobile. Quando però Steve Jobs prende in mano il progetto, spinge per un concetto alternativo chiamato “BookMac” e prova a convincere il consiglio di amministrazione a realizzarlo. Il progetto viene approvato solo dopo la sua uscita dall’azienda, e prende forma come Macintosh Portable.

Il risultato è un computer imponente: oltre 7 kg di peso e più di 10 cm di spessore, tanto che portarlo in giro ricorda più un esercizio di sollevamento pesi che un gesto quotidiano.

Il Macintosh Portable integra un display LCD da 9,8 pollici in bianco e nero (640×400 pixel), molto avanzato per l’epoca, con un meccanismo a ribalta che ricorda i laptop moderni. Nella versione successiva Apple aggiunge la retroilluminazione, ma a scapito dell’autonomia, che si dimezza. È anche il primo Macintosh fornito con il sistema operativo preinstallato e offre slot di espansione che consentono all’utente di aggiornare facilmente componenti hardware.

Il design include due pulsanti sul retro che permettono di aprire rapidamente il case grazie a cerniere dedicate, facilitando manutenzione e upgrade. Lo spazio interno ospita una batteria capace di garantire fino a 10 ore di utilizzo con una sola carica, un record per il 1989.

Nonostante l’innovazione, il Macintosh Portable conquista solo una nicchia di utenti, troppo ristretta e con scarso peso sul mercato. Il vero ostacolo è il prezzo altissimo: 6.500 dollari all’epoca (oltre 15.500 dollari attuali), che aumenta ulteriormente con le opzioni extra. Il modello non ottiene un successo commerciale, ma entra comunque nella storia: PCWorld lo inserisce tra i 24 prodotti tecnologici più iconici di sempre.

La sua comparsa dimostra una cosa: già alla fine degli anni ’80 Apple è in anticipo sui tempi e intuisce l’importanza futura della mobilità, un’intuizione che diventerà la base del suo successo negli anni a venire con la gamma di dispositivi portatili.

Caratteristiche tecniche principali:

  • CPUMotorola 68HC000 da 16 MHz, processore avanzato per l’epoca.
  • Memoria standard 1 MB di SRAM, espandibile fino a 8–9 MB tramite slot dedicato.
  • Display LCD attivo a matrice nera e bianco da 9,8″ con risoluzione 640×400 pixel. Versioni successive aggiungono la retroilluminazione, pur riducendo l’autonomia.
  • Diimensioni e Peso: peso di circa 16 lb (7,3 kg) e spessore di oltre 10 cm, tanto che portarlo in giro sembra più un esercizio di sollevamento pesi che una passeggiata.
  • Autonomia fino a 6–12 ore con batteria al piombo; una vera eccezione per l’epoca.
  • Unità disco: floppy da 1,44 MB, opzione integrata per hard disk SCSI da 40 MB (Conner), efficiente nei consumi.
  • Slot di espansione per caratteristiche come modem o tastierino numerico, e accesso facilitato aprendo il guscio tramite due pulsanti sul retro.
  • Porte: una porta ADB, due porte seriali RS‑422, SCSI, stampante e l’opzione modem interno a 9600 baud.
  • Sistema operativo preinstallato: va da System 6.0.4 fino a Mac OS 7.5.5.

Versioni

  • Prima versione (M5120): display non retroilluminato, RAM da 1 MB.
  • Versione aggiornata (M5126, dal 1991): display con retroilluminazione, RAM base aumentata a 2 MB (espandibile fino a 8 MB con pseudo‑SRAM), ma durata della batteria dimezzata.

Criticità

  • Nonostante fosse tecnologicamente avanzato, le vendite restano basse a causa del peso eccessivo e del prezzo elevato (~US$ 6.500–7.300).
  • Alcuni articoli lo definiscono una "luggable" più che un vero portatile.
  • Per molti è tecnologicamente rivoluzionario ma poco pratico: come sintetizza PCWorld, “innovativo, leggermente difettoso, ma amato da una nicchia”.

Nonostante il limitato successo commerciale, viene incluso nella lista dei 24 prodotti tech più iconici di tutti i tempi. Dimostra una visione lungimirante di Apple: anticipa l’importanza della mobilità, preludio al successo futuro dei dispositivi portatili.

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