Lo sviluppo di dBASE IV, nonostante si avvalesse di ben settantacinque sviluppatori per una codebase di circa 450.000 righe di codice, diventa ben presto un grosso problema, visto i tempi (inizialmente il rilascio era previsto per il 1988) ed il budget che continuano a dilatarsi.
Nello sviluppo di questa nuova versione, Ratliff non ha più l’appeal e il ruolo che aveva in precedenza, portandolo a lasciare l’azienda, e diventando il portabandiera di ciò che rimaneva nella comunità dei fedelissimi di dBASE. L’ex inventore di Vulcan approda nella piccola Migent Corp, che vanta diverse dozzine di ex dipendenti di Ashton-Tate (tra cui l’ex vicepresidente delle vendite) per lavorare su un nuovo database chiamato Emerald Bay, il cui rilascio commerciale fu successivamente bloccato da una causa intentata propria da Ashton-Tate.
Tornando a dBASE IV, la nuova versione doveva essere la prima ad integrare l supporto nativo ad SQL, particolarmente atteso perché in chiara ascesa come nuovo linguaggio standard di interrogazione, ma i problemi di sviluppo erano tutt’altro che risolti.
Per quanto riguarda Ashton-Tate, Luther Nussbaum viene nominato presidente, con una diretta responsabilità sulle operazioni quotidiane di Ashotn-Tate, mentre Esber resta amministratore delegato. Una coppia non proprio al top per affrontare le difficoltà che si stanno palesando, vista l’inesperienza di Nussbaum nel settore del software (prima si occupava di un’azienda che sviluppava motori diesel) e un AD poco incline al political correct.
Tutta questa confusione porta ad un prodotto tutt’altro che lodevole, con seri problemi di gestione della memoria (in un anno, 1988, in cui il costo della memoria è salito vertiginosamente), molti bug, l’integrazione di SQL con diversi errori di interrogazione e assenza del compilatore integrato a differenza di quanto annunciato.

Ashton-Tate cerca di “proteggere” dBASE IV minimizzando i problemi e spostando l’attenzione su una presunta edizione per OS/2, ma il software funzionava così male che nel 1989 le vendite crollarono e la società perse oltre 60 milioni di dollari con tonnellate di scatole al dettaglio rispedite al mittente. I problemi finanziari non furono dovuti solo alla restituzione di dBASE IV, ma anche di quella di altri prodotti, MultiMate e ChartMaster in primis, che erano stati forniti in bundle (channel staffing) vantaggiosi ma che non stavano più godendo dell’attenzione del mercato.
La conseguenza diretta sono le dimissioni di Ed Esber il 1 maggio del 1980, con conseguente arrivo Bill Lyons, già nel consiglio di amministrazione ed ex IBM. Al contempo, Carmelo J. Santoro diventa il nuovo presidente del CDA,
Nel luglio del 1990 arriva dBASE IV 1.1 che risolve la maggior parte dei problemi, a partire dall’uso della memoria, ed è più facile da installare rispetto alla versione originale, oltre ad essere un programma più veloce nel complesso. Nonostante il generale apprezzamento, da parte della stampa e degli utilizzatori, il mercato nel 1989 crolla al 40%, rispetto ai picchi precedenti, e, inoltre, i concorrenti citati in causa dall’ex AD cominciano ad avere la meglio. Tra tutti Fox Software che vede nulla la richiesta di pagamento per il presunto uso esclusivo del linguaggio dBASE, annullano a valanga le cause intentate per lo stesso motivo.
Lato prodotto, Ashton-Tate cerca di rispondere alla crisi introducendo dBASE IV Server Edition, compatibile con SQL Server, ma non è sufficiente a invertire la tendenza. La crescita dei costi operativi, i licenziamenti e le costose battaglie legali contro i cloni di dBASE contribuiscono ulteriormente al declino dell’azienda.
Tra problemi tecnici, legali e finanziari, arriva un terzo incomodo: Borland, ormai sul punto di acquisire Ashton-Tate e senza alcun interesse nel proseguire per un decennio le vicende legali (e aprendo indirettamente la strada a Microsoft per acquisire FoxPro nel 1992). Così, nel 1991, Borland, guidata da Philippe Kahn, acquisisce Ashton-Tate per 439 milioni di dollari in azioni, con l’obiettivo di rafforzare la propria posizione nel mercato dei database combinando dBASE con il proprio prodotto, Paradox.
Tuttavia, l’operazione si rivela complicata, eredita non solo il software, ma anche le problematiche di Ashton-Tate, come il calo della fiducia degli sviluppatori, i problemi tecnico-funzionali ancora presenti in dBASE IV e non ultima la concorrenza crescente di Microsoft che con l’acquisto di Fox Software e della sua tecnologia FoxPro (in particolare Rushmore, un modo rapido ed efficiente per accedere ed elaborare i record), non solo si stava preparando per il rilascio iniziale di Microsoft Access nel 1992, ma stava anche iniziando a sfruttare la sua esperienza nella creazione di applicazioni grafiche in Windows per rendere Microsoft Office un pacchetto di killer applications che forniva le migliori applicazioni Windows a un prezzo accessibile.
Ogni applicazione di Office era destinata all’allora leader di mercato, ad esempio Word era destinata a WordPerfect, Excel era destinata a Lotus 1-2-3 e presto Access avrebbe presto preso di mira direttamente a dBASE, anche se dBASE è ancora relegato al mondo DOS e non è presente una versione Windows.