Quando Autodesk conclude l’acquisizione di Alias nel 2005, la sua identità è ormai cambiata radicalmente rispetto agli anni pionieristici di John Walker e AutoCAD.
Non è più soltanto l’azienda che ha reso il CAD accessibile, ma una multinazionale che opera a cavallo di più mondi: l’architettura, l’ingegneria, le costruzioni, la produzione industriale, il cinema, i videogiochi e la grafica digitale. È l’inizio di una nuova fase, segnata dal consolidamento di prodotti iconici e dall’apertura verso nuove tecnologie come il cloud, la collaborazione distribuita e, più di recente, l’intelligenza artificiale.
Con Revit, acquisito nel 2002, Autodesk ha già introdotto il concetto di Building Information Modeling, ma è a partire dal 2005 che il BIM diventa il centro della sua offerta per l’architettura e le costruzioni. Revit si arricchisce di versioni specifiche per l’ingegneria strutturale e impiantistica (Revit Structure e Revit MEP), che confluiscono in un’unica piattaforma. L’idea è quella di consentire a progettisti di discipline diverse di lavorare insieme sullo stesso modello digitale, riducendo errori e tempi di coordinamento.
Il BIM cambia il modo di progettare edifici e infrastrutture: da semplici elaborati bidimensionali si passa a modelli tridimensionali “intelligenti”, dai quali estrarre automaticamente tavole, abachi, simulazioni energetiche e computi.
Autodesk investe molto in questa direzione, tanto che Revit diventa lo standard di riferimento internazionale. Governi e grandi imprese di costruzioni lo adottano, mentre Autodesk rafforza l’integrazione con AutoCAD, Civil 3D e Navisworks, creando un ecosistema completo per il settore AEC (Architecture, Engineering, Construction).
Parallelamente, Autodesk non dimentica il settore manifatturiero. Già nel 1999 aveva lanciato Inventor, la sua risposta ai software parametrici come SolidWorks e Pro/ENGINEER. Negli anni Duemila Inventor diventa la piattaforma di riferimento per la progettazione meccanica 3D: assiemi, simulazioni di movimento, analisi delle interferenze, generazione automatica di tavole 2D dai modelli.
Autodesk Inventor
Per rafforzare questa area, Autodesk acquisisce aziende specializzate nel CAM (Computer Aided Manufacturing) e nella simulazione, come Delcam nel 2014, portando in casa software avanzati per la lavorazione CNC e la fabbricazione digitale. Il portafoglio si arricchisce di strumenti che coprono l’intero ciclo di sviluppo del prodotto, dall’ideazione alla produzione.
Il settore creativo è un altro pilastro. Con l’acquisizione di Alias, Autodesk ottiene Maya, che si affianca a 3ds Max e diventa il software di riferimento per l’animazione 3D in cinema, televisione e videogiochi. Film come The Matrix, Avatar e saghe come Il Signore degli Anelli o Harry Potter utilizzano massicciamente Maya per effetti visivi e creature digitali. Parallelamente, 3ds Max conquista il mondo dei videogiochi e della visualizzazione architettonica, grazie alla sua flessibilità e alla disponibilità di plug-in.
Non manca l’ampliamento con altri strumenti: MotionBuilder per l’animazione basata su motion capture, Mudbox per la scultura digitale ad alta risoluzione, e i software di post-produzione come Flame e Smoke, eredità della divisione Discreet. Autodesk diventa così un attore imprescindibile non solo nel CAD, ma anche nell’industria dell’intrattenimento.
Il vero cambio di paradigma arriva nel decennio successivo. Con la diffusione della connettività e del lavoro distribuito, Autodesk inizia a spostare le sue soluzioni sul cloud.
Nel 2013 lancia Fusion 360, una piattaforma che integra CAD, CAM e CAE in un unico ambiente accessibile online. Con Fusion 360, progettisti e team possono modellare, simulare, generare percorsi utensili CNC e collaborare in tempo reale, indipendentemente dalla posizione geografica.
Autodesk Fusion 360
Fusion 360 non è solo un prodotto, ma un manifesto: dimostra che la progettazione può avvenire direttamente in cloud, con modelli sempre aggiornati, condivisione immediata e integrazione con la fabbricazione digitale. È pensato tanto per grandi aziende quanto per maker e startup, incarnando la visione originaria di democratizzare il design.
Negli stessi anni Autodesk punta a trasformare anche la fase di costruzione. Dopo aver dominato la progettazione con AutoCAD e Revit, l’azienda vuole entrare nel cantiere. Lo fa acquisendo startup innovative come PlanGrid e BuildingConnected nel 2018, per oltre un miliardo di dollari complessivi.
Da queste operazioni nasce Autodesk Construction Cloud, una piattaforma che integra documentazione, comunicazione e gestione delle fasi di costruzione, permettendo a progettisti, imprese e fornitori di collaborare su un’unica base dati. È il tentativo, riuscito, di portare il BIM dal tavolo di progettazione alla realtà dei cantieri, digitalizzando processi che per decenni erano rimasti analogici.
Un altro cambiamento radicale avviene sul fronte del modello commerciale. A partire dal 2016 Autodesk abbandona le licenze perpetue, adottando un sistema basato interamente su abbonamenti ricorrenti. Una scelta inizialmente contestata dagli utenti, ma che consente all’azienda di stabilizzare i ricavi e di offrire aggiornamenti continui senza il peso delle versioni “major”.
Oggi oltre il 90% dei ricavi Autodesk proviene da subscription e servizi cloud. Nel 2024 l’azienda ha superato i 5,7 miliardi di dollari di fatturato, con milioni di utenti attivi in ogni parte del mondo.
A distanza di oltre quarant’anni dalla fondazione, Autodesk resta fedele al principio che l’ha fatta nascere: democratizzare gli strumenti di progettazione.
La missione odierna è ambiziosa: “empower everyone, everywhere to design and make anything”. Significa dare a chiunque, in qualunque parte del mondo, la possibilità di immaginare, progettare e realizzare idee, edifici, prodotti e mondi digitali.
Oggi Autodesk è presente in oltre cento paesi, con migliaia di dipendenti, un portafoglio che spazia dal CAD 2D all’animazione cinematografica, dal BIM alla fabbricazione digitale. Eppure il filo conduttore rimane lo stesso del 1982: trasformare il modo in cui le persone progettano e costruiscono il mondo.