L’epoca d’oro delle simulazioni di guida e franchise

All’inizio degli anni ’90, Codemasters prosegue la sua espansione entrando pienamente nell’era 16 bit.

Mentre continua a sfornare titoli per home computer (in particolare per Amiga e Atari ST) e a supportare le console a 8 bit ancora in circolazione, l’azienda trova una nuova miniera d’oro in un genere destinato a definirne l’immagine per i decenni successivi: i giochi di corse e simulazioni di guida. Se negli anni ’80 il marchio era associato a simpatici giochi arcade “mordi e fuggi”, nei ’90 Codemasters getta le basi di quelli che diverranno i suoi franchise di punta, imponendosi come uno dei più talentuosi sviluppatori di racing game al mondo.

Nel 1991 Codemasters pubblica quello che diventerà uno dei suoi titoli più celebri del periodo: Micro Machines, un frenetico gioco di corse con visuale dall’alto in cui il giocatore guida mini-automobili giocattolo su percorsi ricavati da ambienti quotidiani (scrivanie, biliardi, vasche da bagno, giardini e così via).

micro machines 1991Micro Machines

Il gioco, ispirato all’omonima linea di modellini di veicoli, nasce inizialmente come progetto originale (California Beach Buggies) per NES, ma acquisisce il marchio ufficiale Micro Machines grazie a un accordo con la statunitense Galoob Toys (la stessa che distribuiva il Game Genie). Per superare il fatto di non essere un publisher licenziato da Nintendo, Codemasters adotta uno stratagemma tecnico: la cartuccia NES di Micro Machines viene costruita sul modello di un Game Genie modificato, dotato di un doppio slot che richiede di inserire un secondo gioco NES originale. In questo modo il chip di sicurezza della console viene ingannato e il gioco parte regolarmente.

Questo insolito escamotage suscita meraviglia nei giocatori dell’epoca, vedere una cartuccia “piggyback” era qualcosa di mai visto, ma non impedisce al titolo di spopolare.

Micro Machines ottiene ottime recensioni e diventa sinonimo di divertimento multiplayer: le sue corse fino a 4 giocatori in split-screen appassionano un’intera generazione. Codemasters capitalizza il successo con una serie di sequel su tutte le piattaforme: Micro Machines 2: Turbo Tournament (1994) introduce nuovi veicoli e soprattutto sulla console Sega Mega Drive viene venduto in formato J-Cart, una cartuccia speciale ideata da Codemasters con due porte per controller aggiuntive integrate.

Ciò permetteva di giocare in quattro senza bisogno di adattatori esterni, un’innovazione acclamata da pubblico e critica. Seguiranno Micro Machines Turbo Tournament ’96, Micro Machines Military e versioni per PlayStation (Micro Machines V3), espandendo ulteriormente la platea. In parallelo, Codemasters pubblica altri titoli di corse arcade su console Sega e Nintendo, come Cosmic Spacehead e Pete Sampras Tennis (anch’esso distribuito su J-Cart per Sega Mega Drive).

Grazie a questi giochi, a metà anni ’90 l’azienda è ormai sinonimo di multiplayer casalingo spensierato, ma è pronta a fare il salto verso simulazioni di guida ben più realistiche.

Intorno al 1997, arriva un ulteriore passo evolutivo lanciando la serie TOCA Touring Car Championship, basata sul campionato britannico turismo (BTCC). Il primo TOCA esce su PlayStation e PC e rappresenta per Codemasters un debutto nelle simulazioni di guida reali in 3D: il gioco include tutte le vetture, i piloti e i circuiti ufficiali del campionato turismo 1997, offrendo una resa accurata della guida e della fisica delle auto.

toca tcc 1997TOCA Touring Car Championship

Il salto tecnologico è notevole: da piste immaginarie con micro vetture si passa a circuiti reali come Silverstone e Donington, con vetture famose (Ford Mondeo, Audi A4, Nissan Primera etc.) riprodotte in dettaglio poligonale. TOCA Touring Car Championship ottiene un grande successo in Europa grazie al mix di realismo e accessibilità, una formula che diventerà marchio di fabbrica di Codemasters. Il gioco vanta anche modalità split-screen e stagione completa, inaugurando una fortunata serie: TOCA 2 Touring Cars (1998) migliora grafica e gameplay, mentre con TOCA World Touring Cars (2000) si amplia il respiro internazionale.

Negli anni 2000 la serie evolverà ulteriormente diventando TOCA Race Driver, introducendo anche una modalità storia con personaggi fittizi, fino a trasformarsi nel franchise Race Driver: GRID a fine decennio. Ma già con i primi TOCA, Codemasters dimostra di saper competere ad armi pari con i giganti delle simulazioni di guida.

Parallelamente, la società continua a sviluppare altri giochi sportivi: degna di nota è la serie di cricket Brian Lara Cricket (nota come Codemasters Cricket in alcuni paesi), molto popolare su Mega Drive e PlayStation negli anni ’90, e il gioco di rugby Jonah Lomu Rugby (1997 per PS1), anch’esso ben accolto dagli appassionati di nicchia. Questi titoli confermano la versatilità di Codemasters, capace di spaziare dallo stile arcade scanzonato al realismo sportivo.

Tuttavia, è nel mondo dei motori che l’azienda trova la sua massima espressione, come testimonia la prossima importante tappa della sua storia.

Nel 1998 arriva il primo Colin McRae Rally, gioco ufficiale dedicato al celebre pilota di rally Colin McRae, campione del mondo 1995. Si tratta di un momento di svolta per la casa britannica: Colin McRae Rally porta su PlayStation e PC l’emozione dei rally con un realismo mai visto prima.

colin mcrae rally 1998Colin McRae Rally

Il gioco offre il campionato del mondo rally con tutte le tappe e le auto WRC dell’epoca, con McRae come pilota di punta sulla sua Subaru Impreza blu. La collaborazione diretta con Colin McRae garantisce autenticità nella fisica di guida e nei consigli di setup, mentre la voce del co-pilota (in italiano è l’indimenticabile Tonino Liuzzi) guida il giocatore attraverso curve e salti. Colin McRae Rally conquista pubblico e critica, vendendo oltre 4 milioni di copie globalmente e consacrando Codemasters anche fuori dal Regno Unito. Per molti versi, è il titolo che proietta l’azienda nell’Olimpo dei racing game su console.

I seguiti non tardano: Colin McRae Rally 2.0 (2000) migliora grafica e contenuti diventando un classico di fine generazione PlayStation. Negli anni seguenti la serie approda su PlayStation 2 e altre piattaforme, aggiornando auto e tracciati in linea coi campionati. Il nome di Colin McRae resta legato al franchise fino al 2007, anno in cui il pilota scozzese scompare tragicamente in un incidente in elicottero.

Da Colin McRae: DiRT (2007) in poi, la serie verrà gradualmente ribattezzata semplicemente DiRT, ma rimane spiritualmente l’erede di quella tradizione rallistica iniziata nei ’90. Grazie ai Colin McRae Rally, Codemasters si afferma come leader nel genere rally a fianco di titoli come Sega Rally e Gran Turismo, aggiudicandosi anche premi (un BAFTA per Colin McRae Rally 2.0) e consolidando la propria reputazione internazionale.

Entro la fine degli anni 2000, Codemasters ha quindi costruito due pilastri nel campo delle corse: TOCA/Race Driver per le gare su circuito e Colin McRae/DiRT per i rally fuoristrada. Questi franchise attraversano l’epoca d’oro delle simulazioni di guida su PC e console, rendendo l’azienda un sinonimo stesso di giochi di corsa. Come ricorderà un articolo del Guardian nel 2007, “dai primi titoli per Spectrum come Dizzy si passa a cose come Micro Machines. Oggi Codemasters è la casa di Colin McRae Rally (personalmente ho sempre preferito TOCA)”– a sottolineare come la società abbia saputo rinnovarsi mantenendo successo in generi diversi.

Non a caso, nel 2005, Codemasters viene nominata “miglior sviluppatore indipendente” del Regno Unito, e i fratelli Darling verranno insigniti dell’onorificenza di Commander of the British Empire (CBE) per il contributo all’industria videoludica.

Durante la seconda metà degli anni ’90 e i primi anni 2000, Codemasters non si limita ai racing game.

Nel 2001 pubblica, ad esempio, Operation Flashpoint, uno sparatutto tattico militare sviluppato dagli studi Bohemia Interactive, che ottiene ampio plauso per il suo realismo bellico. Operation Flashpoint diventa un franchise di successo (in seguito noto come Arma per via della separazione da Bohemia) e dimostra la volontà di Codemasters di diversificare il proprio portfolio.

Allo stesso tempo, l’azienda continua a investire nei propri brand di corse: oltre ai seguiti di Colin McRae e TOCA, lancia titoli come Pro Race Driver (2002) che combina elementi narrativi al mondo delle corse, e sperimenta nuovi generi (ad es. l’action RPG Overlord nel 2007). Verso la fine degli anni 2000, tuttavia, il focus torna fortemente sui motori con l’avvento delle console HD: Race Driver: GRID (2008) segna un reboot tecnico della serie di guida su pista, mentre Colin McRae: DiRT (2007) e DiRT 2 (2009) evolvono il rally in chiave moderna, dedicando il gioco finale proprio alla memoria di Colin McRae.

Proprio nel 2008 Codemasters compie un colpo strategico importantissimo: acquisisce la licenza ufficiale del campionato mondiale di Formula 1.

Dopo anni di esclusiva Sony, la Formula 1 torna nelle mani di un publisher multipiattaforma e Codemasters annuncia lo sviluppo di giochi F1 a partire dalla stagione 2009. Questo accordo, che entrerà concretamente in vigore nel 2009 con F1 2009 su Wii/PSP e soprattutto con F1 2010 su PC/PS3/Xbox 360, pone le basi per un nuovo decennio di successi, ma anche per una trasformazione societaria.

f12010F1 2010

Gli anni 2000 si chiudono infatti con Codemasters ormai divenuta una potenza nei giochi di guida, forte di franchise rally, turismo e adesso Formula 1. Questa posizione le permetterà di attrarre grossi investimenti, preludio a cambiamenti strutturali e all’ingresso in una nuova fase “moderna” della sua storia.

Free Joomla templates by Ltheme