Tra il 2007 e il 2010, Codemasters attraversa una fase di transizione: i fondatori Darling vendono gradualmente le proprie quote e lasciano l’azienda, con il fondo di investimento Balderton Capital che assume la partecipazione di maggioranza. L’operazione porta liquidità e l’intenzione di quotare in borsa la società, ma soprattutto segna la fine di un’era “familiare”: alla guida restano nuovi dirigenti e manager internazionali, che traghettano Codemasters nel mercato globale con un approccio più mirato.
Già entro il 2010m Codemasters decide di concentrare gli sforzi sulle serie di maggior successo: in particolare i racing game. Vengono ridimensionati o chiusi i team dedicati ad altri generi (dopo il non brillante risultato di titoli come Bodycount, sparatutto del 2011, l’azienda abbandona i shooter). Nell’aprile 2012 arriva l’annuncio ufficiale:
“Codemasters si concentrerà unicamente sui giochi di corse, abbandonando gli action”.
Nasce un’etichetta dedicata chiamata Codemasters Racing, inaugurata con l’uscita di DiRT Showdown. Il responsabile comunicazione Rich Eddy spiega la decisione affermando che «le corse sono il nostro DNA, la nostra eredità e la nostra assoluta specializzazione d’ora in avanti». In parallelo, la società lancia la piattaforma online RaceNet per unificare la community dei giocatori di DiRT, GRID e F1.
Questa strategia di rifocalizzazione, puntare tutto su F1, DiRT e GRID, permette a Codemasters di ottimizzare risorse e competenze, consolidando la propria immagine di “Home of Racing Games”. I risultati si vedono: F1 2010 (primo titolo Formula 1 sviluppato in casa) riscuote ottime vendite e vince un BAFTA, DiRT 3 (2011) e GRID 2 (2013) tengono alto il nome dei rispettivi franchise.
Sul fronte societario, nel 2010 una quota significativa di Codemasters viene acquisita da Reliance Entertainment, conglomerato multimediale indiano, che investe per supportare questa nuova fase.
L’iniezione di capitali consente di aprire studi sussidiari (come Codemasters Birmingham, focalizzato sulla serie F1) e di sperimentare nuove tecnologie, ad esempio l’engine grafico proprietario EGO che debutta con DiRT 2 e viene impiegato in tutti i titoli di corsa successivi. Tra il 2010 e il 2015 Codemasters consolida dunque il suo ruolo: è stabilmente l’azienda n.2 al mondo nel genere racing (dopo solo Polyphony/Gran Turismo in termini di vendite console), ma ambisce a crescere ancora.
Uno dei fattori determinanti del successo moderno di Codemasters è il pieno sfruttamento della licenza Formula 1.
A partire da F1 2010, ogni anno lo studio pubblica il videogioco ufficiale del Mondiale di F1, aggiornando team, piloti e circuiti. I titoli F1 di Codemasters, da F1 2010 fino a F1 2020 e oltre, ottengono un seguito appassionato e recensioni positive, grazie a un equilibrio tra simulazione e accessibilità che attira sia i fan hardcore sia un pubblico più ampio.
F1 2020
Vengono introdotte modalità innovative come My Team (che consente al giocatore di creare e gestire una propria scuderia) e modalità storia cinematografiche come Brake Point. La serie F1 diventa in breve uno dei pilastri di Codemasters, al punto che nel 2019 il CEO Frank Sagnier dichiara:
“Abbiamo trasformato il gioco di F1 in un servizio live annuale”, evidenziando come i titoli vengano supportati con DLC e aggiornamenti stagionali per mantenere alto l’engagement.
Accanto alla F1, proseguono anche gli altri franchise storici: la serie DiRT si biforca con il simulatore hardcore DiRT Rally (2015), molto apprezzato dagli appassionati per la sua aderenza al rally autentico, e con titoli più accessibili come DiRT 4 (2017) e DiRT 5 (2020). La saga GRID vede nuovi capitoli (un reboot nel 2019 intitolato semplicemente GRID), riportando in auge le corse su circuito cittadino e su pista con un taglio più arcade.
Codemasters sperimenta anche nuovi IP: Onrush (2018), uno spin-off di corse arcade sviluppato da un team composto da ex Evolution Studios (gli autori di MotorStorm confluiti in Codemasters), tenta strade originali mescolando racing e elementi “hero shooter”, ma non ottiene il successo sperato. Ciò non distoglie l’azienda dalla sua traiettoria principale: dominare il genere racing in ogni sua sfaccettatura.
Negli ultimi anni da indipendente, Codemasters attua una politica di espansione tramite acquisizioni mirate.
In particolare, nel novembre 2019 la società annuncia l’acquisto di Slightly Mad Studios, lo sviluppatore britannico noto per la serie Project CARS. L’operazione, dal valore di circa 23 milioni di sterline (30 milioni di dollari), porta in dote a Codemasters un team di 150 persone altamente specializzato nelle simulazioni di guida. Con Slightly Mad entrano nel portfolio anche il franchise Project CARS e un misterioso progetto “di Hollywood” (che si rivelerà essere un videogioco ufficiale di Fast & Furious).
Project Cars
Questa mossa viene accolta con entusiasmo nella community: “il più grande publisher di giochi di corsa acquisisce uno dei migliori sviluppatori di racing in circolazione” titola la stampa di settore.
In effetti, Codemasters con questa acquisizione si garantisce un ulteriore tassello per dominare il genere: ai giochi di F1, rally e turismo si aggiunge così la simulazione automobilistica pura di Project CARS. L’integrazione avviene rapidamente e, entro il 2020, Slightly Mad Studios è a tutti gli effetti uno studio sussidiario di Codemasters, impegnato sia su Project CARS 3 che su nuovi progetti.
Sempre nel 2019 Codemasters si assicura un importante accordo per il futuro: ottiene infatti i diritti per sviluppare i videogiochi ufficiali del Campionato Mondiale Rally (WRC) a partire dal 2023, strappandoli al precedente licenziatario Bigben/Nacon. Ciò significa che dopo il 2022 la serie DiRT Rally confluirà nei giochi WRC ufficiali, consolidando ancor di più la presa di Codemasters sul mondo delle quattro ruote virtuali.
L’azienda si sta dunque preparando a un futuro in cui potrebbe sfornare annualmente titoli di F1 e di WRC, oltre agli altri franchise, uno scenario che la renderebbe “un leader globale nell’intrattenimento da corsa” come auspicato dai suoi dirigenti.
Proprio mentre Codemasters si trova al culmine del suo successo e della sua estensione (con oltre 700 dipendenti distribuiti tra gli studi di Southam, Birmingham, Cheshire e gli ex Slightly Mad a Londra), arriva la notizia destinata a cambiare per sempre il destino della società: l’interesse all’acquisizione da parte di due giganti mondiali, Take-Two Interactive ed Electronic Arts.
Nel tardo 2020 la stampa riporta che Take-Two (casa madre di Rockstar Games e 2K) ha avviato trattative avanzate per acquisire Codemasters, con un’offerta valutata attorno agli 870 milioni di dollari. Sembrava fatta, il consiglio di amministrazione di Codemasters si mostra favorevole, quando a sorpresa, nel dicembre 2020, Electronic Arts piomba nella trattativa con un’offerta ancora più allettante: propone infatti circa 1,2 miliardi di dollari complessivi (pari a $7,98 per azione), superando di gran lunga l’offerta di Take-Two e assicurandosi il favore degli azionisti Codemasters. In poche settimane Take-Two rinuncia ufficialmente (si “ritira dalla corsa” come titoleranno i giornali) ed EA firma l’accordo definitivo per l’acquisizione.

L’iter si completa nel febbraio 2021, dopo l’approvazione formale da parte del tribunale inglese e degli organi di vigilanza. Electronic Arts acquisisce così il 100% di Codemasters, che entra a far parte dei tanti studi sotto l’etichetta EA. L’operazione viene commentata con entusiasmo da entrambe le parti: Gerhard Florin, presidente di Codemasters, dichiara che le due società «condividono l’ambizione di guidare la categoria dei videogiochi di corsa» e che l’unione aprirà un «futuro entusiasmante e prospero» per Codemasters sotto l’ala di EA.
Dal canto suo Andrew Wilson, CEO di EA, sottolinea come il genere racing sia in crescita e come “insieme saremo posizionati per guidare una nuova era dell’intrattenimento di corse”.
EA ribattezza internamente Codemasters come parte di EA Sports, andando ad affiancare i franchise di corse Codemasters (F1, DiRT, GRID, Project CARS) ai propri brand storici come Need for Speed e Burnout. In sostanza, con questa mossa EA punta a proporsi come il publisher numero uno al mondo nelle corse, potendo contare su uscite annuali sia su pista che off-road.
L’acquisizione da 1,2 miliardi segna uno dei deal più ricchi mai visti nell’industria europea dei videogiochi, e testimonia il valore che Codemasters ha accumulato in oltre 30 anni di attività. Nell’immediato periodo post-acquisizione, EA conferma che i vertici di Codemasters, il CEO Frank Sagnier e il CFO Rashid Varachia, rimarranno in carica per assicurare continuità (sebbene poi, a metà 2021, entrambi lasceranno l’azienda dopo la fase di transizione).
Per i fan, la notizia suscita sentimenti contrastanti: da un lato l’orgoglio nel vedere un’eccellenza britannica riconosciuta a livello globale, dall’altro il timore che l’indipendenza creativa possa risentirne entrando nell’orbita di EA.
A distanza di alcuni anni dall’acquisizione, Codemasters è ora completamente integrata in Electronic Arts, operando come uno studio chiave per la linea EA Sports Racing. I franchise principali sono attivi e prosperi: i giochi Formula 1 escono annualmente con il marchio EA Sports F1 (l’edizione 2023 ha introdotto significative migliorie alla modalità storia e alla gestione dei team); la serie DiRT/DiRT Rally è temporaneamente in pausa, poiché il team si è dedicato allo sviluppo di EA Sports WRC 2023, primo titolo ufficiale del Mondiale Rally realizzato da Codemasters sotto EA, uscito nell’ottobre 2023. Questo titolo ha raccolto l’eredità di DiRT Rally 2.0 implementando tutte le auto, le classi e le prove speciali del campionato WRC, con ottimi riscontri dalla comunità simracing.
EA Sports WRC 2023
Per quanto riguarda GRID, l’ultimo capitolo (GRID Legends, 2022) ha mescolato corse e narrativa cinematografica in stile documentario sportivo, mostrando la volontà di innovare anche in un brand storico. EA ha inoltre fatto confluire nel catalogo EA Play molti classici Codemasters, offrendo così ai nuovi giocatori un accesso al ricco repertorio di titoli di corse della software house inglese.
Sul fronte meno positivo, il franchise Project CARS, acquisito con Slightly Mad, è stato messo in stand-by: dopo un terzo episodio sottotono, EA nel 2022 ha deciso di cancellare lo sviluppo di Project CARS 4, riallocando il team su altri progetti. È probabile che le risorse confluiranno su F1 e WRC, ambiti considerati più strategici.
Guardando al futuro, Codemasters sotto EA ha l’opportunità di crescere ulteriormente grazie alle risorse e al marketing globali del gigante americano. Allo stesso tempo, la sfida sarà mantenere quel livello di qualità e autenticità che ha contraddistinto i suoi titoli quando era indipendente.
Nel 2025 l’azienda compie 39 anni: da piccola startup a conduzione familiare è divenuta una pietra miliare dell’industria, attraversando evoluzioni tecnologiche (dal codice in assembly dello Spectrum fino al ray-tracing su PS5) e rivoluzioni di mercato, imponendosi come sinonimo dei giochi di guida.