Commodore 8296 (CBM-II serie)

La serie CBM-II rappresenta l’evoluzione professionale della precedente linea PET/CBM.

Ne fanno parte modelli iconici come il Commodore 8296 e il Commodore 8296-D, eredi diretti del “vecchio” CBM 8032 per la forte continuità tecnica e funzionale.

Commodore 8296 D Wirtschaftsmuseum RVCommodore CBM 8296-D (Foto: Wirtschaftsmuseum, Public domain, via Wikimedia Commons)

La prima differenza evidente rispetto alla serie precedente è il design: scompaiono gli spigoli vivi e le forme squadrate, sostituiti da linee curve e armoniose, pensate per migliorare l’ergonomia e la praticità d’uso. Sono tra i computer più eleganti mai realizzati nella fascia professionale.

La tastiera, separata dal corpo macchina, mantiene il layout dei vecchi CBM 8032, ma offre un comfort d’uso nettamente superiore e si integra perfettamente con il resto del sistema. Il monitor è basculante e regolabile, con una cornice plastica scura e sporgente che riduce i riflessi e migliora la leggibilità. Il case è progettato dalla Porsche Design, vincitrice di un premio industriale per questo lavoro.

L’hardware mantiene il microprocessore MOS 6502 della generazione precedente, ma introduce una scheda madre completamente ridisegnata: abbandona la “Universal Board” tipica dei PET/CBM 40XX e 80XX, in favore di una soluzione più compatta ed economica, ottenuta anche grazie all’uso di tre PLA che riducono le logiche discrete.

Il CBM 8296 è compatibile a livello software con il CBM 8096, ma integra 128 KB di RAM. All’avvio, però, il sistema ne rende disponibili solo 32 KB, per garantire compatibilità con il BASIC 4.0. Il resto della memoria è accessibile tramite bank-switching o con sistemi operativi alternativi come il LOS-96.

Sviluppato dalla software house tedesca SM, il LOS-96 (Loadable Operating System for 96K machines) è fornito di serie con i CBM 8096 e 8296. Si carica da disco, sostituisce il BASIC 4.0 e mette a disposizione 96 KB di RAM con un interprete BASIC potenziato, pur mantenendo compatibilità con il linguaggio originale.

Sul retro sono presenti le porte standard Commodore: cassette port, user port, IEEE-488, oltre a un pulsante di reset. Sul lato destro è disponibile un’ulteriore porta per un secondo registratore. Il modello CBM 8296-D rappresenta il vertice della serie: integra due drive da 5,25" DS/DD con capacità complessiva fino a 1 MB. L’assenza di un file system gerarchico limita l’organizzazione dei file, ma le capacità di archiviazione restano notevoli per l’epoca.

Parallelamente, nel 1982 Commodore lancia la serie 600/700, nota anch’essa come CBM-II, destinata al mercato professionale.

Questi modelli adottano la CPU MOS 6509 a 2 MHz (compatibile con il 6502), supportano la modalità video a 80 colonne, integrano il chip sonoro SID (lo stesso del C64), il BASIC 4.0, una porta RS-232 e l’interfaccia IEEE-488. È disponibile anche una scheda opzionale con CPU Intel 8088, per garantire compatibilità con MS-DOS.

I modelli della serie sono:

  • CBM 710 e CBM 720: case con monitor integrato e tastiera separata, design simile al Commodore 8032-SK.
  • CBM 610 e CBM 620: modelli compatti senza monitor.

La sigla indica la RAM installata: 128 KB → CBM 610 e 710. 256 KB → CBM 620 e 720.

Nonostante le buone caratteristiche tecniche, i CBM-II professionali faticano a imporsi: il mercato è ormai dominato dal PC IBM e dai suoi cloni.

Nel 1984, Commodore svende lo stock rimanente e interrompe rapidamente ogni supporto, decretando la fine prematura di una delle linee più eleganti e avanzate mai prodotte dall’azienda.

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