Commodore Plus/4

Il Commodore Plus/4 è il modello di punta della serie 264, introdotta nel 1984 per offrire una gamma di home computer più economici da produrre grazie a un numero ridotto di chip, ma con funzionalità integrate pensate per la produttività.

commodore plus 4 knurriCommodore Plus/4 (Foto: Knurrikowski, CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons)

Come i “fratelli minori” Commodore 16 e Commodore 116, il Plus/4 utilizza il microprocessore MOS 7501 (o, in alcune revisioni, il 8501), compatibile con il MOS 6502, e il chip MOS 7360 “TED” che gestisce in un unico componente grafica, suono e I/O. La CPU lavora a 0,88 MHz in NTSC e 1,76 MHz in PAL.

Il “Plus 4” di nome e di fatto Il nome deriva dalle quattro applicazioni integrate in ROM: Word processor. Foglio elettronico. Database. Programma di grafica base.

L’obiettivo è offrire un pacchetto “tutto in uno” pronto all’uso per utenti domestici e piccoli uffici. In pratica, però, le applicazioni risultano lente e limitate, con funzioni troppo basilari per un uso professionale. Il Plus/4 dispone di 64 KB di RAM e del BASIC 3.5, che introduce comandi per grafica e suono. Il comparto audio è però deludente rispetto al Commodore 64: il TED offre solo 2 canali sonori privi della qualità e versatilità del chip SID.

La grafica supporta 121 colori, ma manca l’hardware per gli sprite, penalizzando i videogiochi complessi.

Il case è nero, con tastiera grigia a corsa completa e layout migliorato rispetto a VIC-20 e C64. È presente la porta cartucce, ma la compatibilità con le periferiche del Commodore 64 è quasi nulla per via dei connettori diversi. Le porte joystick usano un formato proprietario mini-DIN, obbligando ad adattatori o joystick dedicati.

Il Plus/4 è compatibile con: Datassette 1531, i lettori floppy 1541 (connessione seriale) e 1551 (connessione parallela veloce) e la stampante Commodore 1526, pensata per il piccolo ufficio.

Lanciato con grandi ambizioni, il Plus/4 si trova a competere con un Commodore 64 già leader di mercato, forte di un software vastissimo e di un’ottima reputazione. L’idea di proporlo come macchina “seria” per la produttività domestica non convince il grande pubblico, mentre il settore professionale è già orientato ai PC IBM compatibili.

Le vendite sono modeste e l’intera serie 264 viene dismessa dopo pochi anni.

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