Dopo i diversi tentativi di differenziazioni, Corel si rifocalizza sul suo core business e decide di ristrutturare il proprio portfolio principalmente per acquisizioni complementari.
La prima ondata arriva nel 2000 con l’acquisto di un blocco prestigioso dal mondo MetaCreations: Painter (pittura “natural media”), Bryce (paesaggistica 3D) e Kai’s Power Tools (i celebri plug-in creati da Kai Krause). È l’ingresso ufficiale nella "pittura digitale" professionale e, insieme, la promessa che l’offerta Corel non sarà più solo “vettoriale”.
Nel 2001, la strategia si fa più “aziendale”: Corel rileva Micrografx, pioniera delle business graphics su Windows (Designer, Picture Publisher, la linea iGrafx per processi), e in parallelo acquisisce SoftQuad con il suo editor XMetaL (XML authoring). Micrografx porta in dote strumenti di diagrammazione e un’eredità che confluirà nel marchio Corel DESIGNER (mentre il ramo iGrafx seguirà una strada autonoma). XMetaL, invece, rappresenta una deviazione verso l’editoria strutturata che Corel monetizzerà rivendendo la divisione nel 2004 a Blast Radius, dopo qualche anno di integrazione. È un pezzo meno visibile della storia, ma utile a capire la fase: provare territori contigui, tenere ciò che “fa sistema” con CorelDRAW/WordPerfect e dismettere ciò che resta periferico.
La seconda metà degli anni duemila è la stagione in cui Corel si consolida anche nel fotoritocco consumer e nei media digitali. Nel 2004 acquista Jasc Software e quindi Paint Shop Pro (oggi PaintShop Pro), che diventa il contraltare “Windows-centrico” a Photoshop nel segmento prosumer. Nel 2006 arrivano due mosse decisive: l'acquisizione di WinZip, l’utility di compressione più riconoscibile su Windows (anche se all'apparenza non proprio in linea con il proprio portfolio, ma appartenente allo stesso azionista di maggiornaza Vector Capital), e InterVideo (che a sua volta aveva inglobato Ulead), portando in casa WinDVD, VideoStudio, DVD MovieFactory e PhotoImpact.
Corel Paint Shop Pro X (Foto collezione privata Felice Pescatore)
Per la prima volta Corel dispone di una filiera completa foto-video-DVD, dal fotoritocco alla riproduzione e authoring, utile sia all’utente domestico evoluto sia ai piccoli studi.
Il percorso continua nel 2012 con due tasselli che rafforzano la presenza nel video e nella masterizzazione: Corel acquisisce da Rovi la linea Roxio (con Creator e Toast) e, poche settimane dopo, rileva da Avid i prodotti consumer per l’editing, inclusi Pinnacle Studio e Avid Studio.
È il completamento del perimetro prosumer: acquisizione, montaggio, authoring, conversione, fino alla distribuzione su disco e file. In pratica, tutto il necessario per chi produce contenuti “di bottega”, dagli eventi agli esercizi commerciali.
Poi la traiettoria si sposta verso la produttività connessa. Nel 2016 entra MindManager (mappatura mentale e visualizzazione di informazioni, molto usato nel knowledge work), mentre nel 2018 tocca a Gravit Designer, applicazione vettoriale web-based che anticipa il lavoro “nel browser” e che oggi conosciamo come Corel Vector. Alla fine dello stesso anno se ne va un’altra pedina cruciale: Parallels, piattaforma cross-platform nota per far girare Windows su Mac e per RAS (Remote Application Server), che pubblica in remoto app e desktop su device eterogenei. Nel 2022 l’acquisizione di Awingu, tecnologia di secure remote access, confluisce proprio nell’area Parallels/RAS: è il segno che la nuova Corel non vuole solo “creare” ma anche abilitare il lavoro ibrido, con accesso sicuro e gestione centralizzata.

A sostenere questa marcia c’è un riassetto societario ricorrente.
Nel 2003, Vector Capital trasfroma Corel in una società privata (take-private), per poi riportaral in Borsa nel 2006 con un’IPO ,e renderla di nuvo privata nel 2010. Nel 2019 subentra KKR, che fa di Corel una piattaforma “multi-brand” pronta a giocarsi la carta del lavoro ibrido e dei flussi cross-device.
A settembre 2022, arriva il rebranding: Corel diventa Alludo, un nome ombrello che tiene insieme creatività (CorelDRAW, Painter, PaintShop Pro), produttività (WinZip, MindManager) e workspace (Parallels + RAS). Il fil rouge non è più “una suite unica”, ma un portafoglio coordinato che risolve esigenze pratiche end-to-end.
Il cambio di passo si vede anche nelle cessioni mirate. Un esempio recente: CorelCAD, la linea CAD basata sul motore ARES di Graeber, che dal 9 gennaio 2024 il prodotto è stato dismesso, garantedo un supporto per le licenze perpetue, ma consigliando la transizione verso ARES Commander della stessa Graebert, che condivide la tecnologia di base e oggi offre anche import/export dei formati Corel. Una decisione che libera risorse per le aree in cui Alludo è più distintiva e dove può capitalizzare meglio sinergie tra brand.
CorelCAD
Nel quotidiano, il portafoglio creativo-produttivo resta vivo e riconoscibile. CorelDRAW Graphics Suite continua a presidiare la grafica produttiva su Windows (segnaletica, stampa rapida, incisione/taglio laser) dove contano rapidità e compatibilità con periferiche e flussi di stampa.
WordPerfect Office rimane radicato nelle nicchie legali e nella PA, forte del controllo puntuale del layout e della gestione “trasparente” della formattazione. PaintShop Pro e Painter parlano a fotografi, illustratori e hobbisti evoluti. VideoStudio e Pinnacle coprono il video prosumer, mentre WinZip e Parallels tengono insieme compressione, scambio file, virtualizzazione e pubblicazione remota di applicazioni.
Si tratta di un mosaico che riflette la storia dell’azienda: soluzioni pratiche, orientate alla produzione reale, più che al “bello teorico”.