Con il VAX (Virtual Address eXtension) DEC estende l’eredità PDP in un sistema a 32 bit di classe enterprise. Il nuovo sistema è accompagnato dal sistema operativo VMS (Virtual Memory System), annunciato il 25 ottobre 1977 insieme al VAX-11/780. VMS è un sistema operativo moderno e robusto, con virtual memory, privilegi granulari, batch/interactive, ACL e utility avanzate.
Il VAX si contraddistingue per:
- Approccio integrato hardware–sistema operativo–strumenti.
- Scalabilità: dai MicroVAX da laboratorio ai VAX dipartimentali e di data center.
- Affidabilità: con VMS e VAXcluster, l’alta disponibilità entra nella pratica quotidiana.
Nei primi anni ottanta VAXcluster porta il clustering commerciale su larga scala: più nodi si presentano come un unico sistema con file system condiviso, failover, bilanciamento, e una gestione coerente delle risorse. DEC investe in DECnet, nell’adozione/standardizzazione di Ethernet (consorzio DIX), nei terminali VT (il VT100 diventa lo “standard di fatto”) e in soluzioni office-rete come PATHWORKS.
Con MicroVAX e VAXstation DEC “miniaturizza” VAX. I reparti tecnici e le università adottano workstation con grafica, Ultrix (Unix DEC) o VMS, e librerie DECwindows/Motif per il desktop tecnico. L’idea è portare la potenza VAX vicino al banco di lavoro, non solo in sala macchine.
DEC VaxStation 400 60 and VT420 terminal (Foto: leighklotz, CC BY 2.0 via Wikimedia Commons)
Per non restare indietro nella corsa ai PC, DEC sperimenta architetture ibride, doppie CPU e doppi ambienti per collegare il mondo precedente con quello IBM compatibile:
- Il DEC Rainbow 100 (1982) è il frutto di queste sperimentazioni: doppio processore (Zilog Z80 e Intel 8088), bus a 8/16 bit, CP/M 86/80 con Softsense che decide al volo se eseguire codice 8 o 16 bit. In alternativa avvia MS-DOS. L’obiettivo è proteggere gli investimenti software e aprire al nuovo ecosistema x86, ma la mancanza di piena compatibilità BIOS con IBM, ne frena la diffusione di massa.
- VT180 “Robin”. Un VT100 con scheda Z80 che esegue CP/M: terminale e microcomputer in un solo corpo. È un ponte economico verso il software 8 bit.
- DECmate. Famiglia orientata all’ufficio basata su core PDP-8, con ambienti dedicati di videoscrittura e applicazioni verticali. Uunisce “terminalità” e calcolo locale.
- Professional 300 (PRO-325/350/380). Micro su base PDP-11 con P/OS (derivato RSX-11), potente ma non IBM compatibile. Può usare ambienti come CP/M-86, ma l’ondata PC schiaccia le varianti.
- VAXmate. PC pensato per ambienti VAX, con forte integrazione di rete (boot/servizi via Ethernet, LAT/DECnet). È la visione “PC come terminale intelligente”, prima che il client-server maturi davvero.
Se l'obiettivo degli ibridi è lodevole, overo ridurre il rischio di migrazione per le basi installate, la loro mancanza di piena compatibilità con gli standard relativi li trasformano in oggetti tecnologicamente raffinati ma commercialmente di nicchia.
Oltre a VMS, DEC propone anche Ultrix su VAX e, più avanti, su piattaforme RISC. Sui desktop tecnici spinge DECwindows/Motif, sugli stack di rete porta DECnet, LAT e ottimi terminal server. È una strategia “a doppio binario”: affidabilità VMS in produzione, flessibilità Unix per ricerca e sviluppo. RISC, PRISM che non arriva e Alpha che sorprende
Ultrix in esecuzione su mips64emul (credits: xanthos.se)
Alla fine degli anni ottanta DEC investe in RISC, ma il progetto PRISM non arriva al mercato, confluendo in Alpha AXP (dal 1992), architettura 64 bit che punta su pipeline profonde, alte frequenze e compilatori aggressivi. Le generazioni EV4/EV5/EV6/EV7 spingono su prestazioni e interconnessione, mentre la EV8 resta sulla carta quando cambiano i venti aziendali.
Dualmente, per segnalare l’adesione agli standard “open systems” (in particolare POSIX e profili X/Open / XPG4, con compatibilità Unix) e, insieme, sganciare il sistema dal solo VAX, DEC annuncia il rebranding da VMS a OpenVMS (luglio 1992). La prima release che porta il nuovo nome è OpenVMS AXP V1.0 (novembre 1992, porting su Alpha). Il ramo VAX adotta il brand con OpenVMS VAX V6.0 (giugno 1993).
Alpha supporta più sistemi opeartivi:
- OpenVMS/AXP porta l’affidabilità VMS nel 64 bit.
- Digital UNIX → Tru64 UNIX introduce AdvFS, TruCluster e strumenti moderni di amministrazione.
- Windows NT su Alpha dimostra l’ampiezza dell’ecosistema con FX!32 traduce ed ottimizza binari x86 in modo trasparente all’utente.
Digital UNIX (Foto collezione privata Felice Pescatore)
Nel frattempo, DEC propone DECstation su MIPS (R2000/R3000 e successivi) con Ultrix: workstation pulite, veloci in ambito grafico-scientifico, che convivono con VAXstation nei laboratori. È un laboratorio a cielo aperto dove DEC affina toolchain, librerie grafiche, driver e networking in ottica cross-piattaforma.
Fault-tolerance, storage e rete: tasselli che fanno scuola. Con VAXft, DEC propone server fault-tolerant e con HSC, HSJ, RAID e bus ad alte prestazioni si costruiscono storage affidabili. Con DECnet, LAT, Ethernet Thin/Thick, Brouter/Gateway e terminal server si standardizzano pratiche di rete che restano nel DNA IT per decenni.
Negli anni novanta Alpha porta DEC in vetta ai benchmark con OpenVMS e Tru64 tecnicamente eccellenti e un’offerta servizi ampiamente apprezzata.
Ma il mercato si sposta verso PC “commodity”, Unix di volume e, poi, Windows NT su x86.
La complessità del catalogo, la pressione sui margini e le economie di scala spostate altrove prosciugano l’energia commerciale. Tutto ciò porta DEC, nel 1998, a confluire in Compaq (a sua volta poi acquisita da HP).
Nonostante DEC sia ormai scomparsa, ad essa si deve la nascita di alcuni dei principali sistemi operativi, ma anche i concetti di networking integrato, gli strumenti di sistema solidi. L’idea che hardware, OS e tool crescono insieme per creare valore duraturo unitamente ad una generazione di sviluppatori formata con PDP, VAX, Alpha, che riversa quel sapere in sistemi moderni.
D'altronde Gates, Killdal, Ritchie, Thompson, ed i primi Hackers, hanno iniziato la loro pioneristica avventura utilizzando una delle diverse incarnazioni del PDP, rendendolo di fatto il sistema che più di ogni altro ha influenzato la storia informatica.