Anni 2020: Cloud ubiquo, AI generativa e nuovi paradigmi

Arrivati agli anni Venti del Duemila, la narrazione si svolge nel presente più immediato e in evoluzione.

Dal 2020 l’informatica è parte integrante di ogni industria e attività umana, e il confine tra azienda tecnologica e non tecnologica è sempre più labile.

Tuttavia, le aziende leader del settore rimangono perlopiù quelle emerse nei decenni precedenti, con qualche new entry in specifici campi, e affrontano ora nuove sfide e responsabilità. Il decennio 2020 si apre con un evento imprevisto che accelera alcune tendenze digitali: la pandemia di COVID-19.

Nel 2020 gran parte del mondo si ritrova in lockdown e dipendente dalla tecnologia per lavorare (smart working), studiare (didattica a distanza), acquistare beni (e-commerce) e mantenere contatti sociali (videochiamate, social network).

Questa situazione straordinaria dà un’enorme spinta ai servizi di videoconferenza come Zoom (sconosciuto ai più prima del 2020, poi diventato essenziale), e rafforza ulteriormente i grandi del cloud e dell’e-commerce.

zoom app

Utilizzo di Zoom

Amazon registra vendite record durante la pandemia, ma deve affrontare sfide logistiche e tutelare la sicurezza dei lavoratori, investendo per espandere la capacità delle sue reti di distribuzione. Microsoft beneficia del boom dello smart working: Teams diventa centrale per milioni di lavoratori da casa. Anche Google (con G Suite e Meet) e Zoom traggono vantaggio dalla stessa esigenza.

Aziende come IBM, Dell e HP vedono una ripresa nella domanda di soluzioni per il lavoro remoto, inclusi VPN e laptop. Il COVID-19 agisce così da acceleratore digitale: anche i settori più conservatori si aprono al cloud, all’e-commerce e all’automazione. Tuttavia, emergono criticità: la più grave è la crisi dei semiconduttori, causata da domanda esplosiva e blocchi nella produzione tra 2020 e 2021. Settori come l’automotive devono fermarsi per carenza di chip.

Questo evidenzia la dipendenza globale da pochi produttori (TSMC, Samsung) e porta USA ed Europa a lanciare iniziative per la produzione domestica (CHIPS Act). Intel annuncia piani di nuove fabbriche in USA ed Europa.

Dal 2022 esplode il fenomeno dell’intelligenza artificiale generativa. OpenAI lancia ChatGPT, basato su GPT-3.5, e ottiene un successo globale. Microsoft, principale investitore di OpenAI, integra l’AI nei suoi prodotti (Bing, Office). Google risponde con Bard e potenzia l’integrazione di AI nei suoi servizi. Altri attori come Meta (LLaMA), Amazon (modelli per AWS e Alexa) e IBM (WatsonX) entrano nella corsa all’AI.

Nvidia, produttrice delle GPU usate per addestrare questi modelli, beneficia enormemente: le sue schede (A100, H100) diventano risorse chiave nei data center. Nvidia supera i 1000 miliardi di dollari di valore. AMD prova a inserirsi con le MI300, Intel fatica a tenere il passo. Apple segna una svolta con l’introduzione dei chip M1 basati su ARM nei Mac (dal 2020). Le prestazioni sorprendono, e l’intera linea Apple Silicon si espande. Apple rafforza la propria posizione nei mercati premium e investe in nuove aree come l’AR/VR (Vision Pro) e salute.

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Apple Vision Pro in esposizione – Scatto all’interno di un Apple Store. (Foto di Seasider53, licenza CC BY 4.0)

Google consolida l’AI nei suoi servizi e unifica Google Brain con DeepMind. Pixel 6 segna un salto con il chip Tensor proprietario. Tuttavia, i Pixel restano marginali nel mercato smartphone dominato da Samsung, Xiaomi e altri.

Meta punta sul metaverso (Oculus, Reality Labs), ma i ritorni sono incerti. Cambia nome nel 2021, affronta la concorrenza di TikTok e l’impatto delle policy Apple sulla privacy. Amazon cambia CEO (Andy Jassy subentra a Bezos nel 2021) e ristruttura alcune divisioni. AWS continua a crescere, ma a ritmo più contenuto. Amazon entra nella gara AI, investe in Anthropic e sviluppa chip propri (Trainium, Inferentia).

Tesla e SpaceX emergono nei settori AI per guida autonoma e internet satellitare. In Cina, Huawei soffre per le sanzioni USA, mentre Lenovo consolida la leadership nei PC e si espande nei server.

L’edge computing cresce grazie a IoT e 5G: aziende come HPE, Dell e Cisco puntano su soluzioni per elaborare dati vicino alla fonte. A metà degli anni ’20, l’AI guida l’innovazione, il cloud è infrastruttura critica, e i chip sono al centro di strategie geopolitiche. I protagonisti includono IBM, Microsoft, Apple, Google, Amazon, Intel, AMD, Nvidia, Oracle, Dell, HP, Lenovo, Red Hat, Meta e altri.

La trasformazione digitale prosegue, tra continuità, rivoluzioni e nuove scommesse tecnologiche.

A metà del decennio, le principali aziende informatiche mondiali includono ancora IBM (114 anni e continua, focalizzata su enterprise e innovazioni come il calcolo quantistico), Microsoft (che con il cloud e l’AI vive una seconda giovinezza), Apple (la prima compagnia da 3 trilioni di dollari, definisce l’innovazione consumer), Google (il fulcro dell’informazione online e dell’AI), Amazon (la colonna vertebrale del commercio e del cloud), Intel & AMD (rivali storici in un’epoca di architetture eterogenee), Nvidia (da “semplice” produttore di GPU a motore dell’AI globale), Oracle (ancora rilevante nei database e nel software d’impresa, anche se meno visibile al grande pubblico), Dell & HP (ora con ruoli più specializzati ma ancora tra i principali fornitori di apparecchi e soluzioni informatiche), Lenovo (campione cinese e globale del PC, e attore nei data center), Red Hat (integrata in IBM, cuore dell’open source enterprise), e altre affermatesi nel nuovo millennio come Meta, Salesforce, SAP, Tencent, Alibaba, ecc., a testimonianza che l’innovazione prosegue su scala mondiale.

La storia dell’industria informatica dal 1950 al 2025 è quindi un viaggio affascinante dalle schede perforate all’intelligenza artificiale generativa, passando per mainframe, PC, Internet, mobile e cloud. Ogni decennio ha visto aziende nascere, crescere, adattarsi o scomparire. Poche sono rimaste costantemente al vertice, la chiave del successo è stata spesso la capacità di trasformazione.

IBM è sopravvissuta cambiando pelle più volte, Microsoft ha saputo reinventarsi per non essere relegata al passato, Apple e Google hanno cavalcato onde tecnologiche successive, aziende come Intel e Oracle hanno dovuto fronteggiare intoppi ma cercano nuovi equilibri, nuove leve come Amazon e Nvidia hanno colto opportunità che prima nemmeno esistevano.

Il filo conduttore è l’innovazione continua e l’abilità di cogliere i cambiamenti di paradigma: chi guida (o almeno asseconda) il cambiamento prospera, chi lo subisce rischia di cadere.

Al 2025, l’informatica è più centrale che mai, dall’economia alla geopolitica, e la narrazione resta aperta: i prossimi capitoli potrebbero parlare di scoperte oggi solo immaginate, con nuovi protagonisti o vecchi attori in ruoli rinnovati, in un’evoluzione che continua senza sosta.

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