Anni 2010: L’era del cloud, dei big data e dell’intelligenza artificiale

Nel decennio 2010–2019 l’informatica diventa onnipresente e si mescola con ogni aspetto della vita quotidiana. I protagonisti di quest’era sono le grandi piattaforme digitali e i servizi cloud su scala planetaria.

Il termine “Big Tech” entra nel lessico comune per indicare poche enormi aziende, in primis Apple, Microsoft, Google, Amazon e Facebook, che raggiungono valutazioni di mercato senza precedenti e un’influenza globale su economia, comunicazione e cultura. Accanto a loro, aziende specializzate come Intel, AMD, Nvidia e Oracle continuano a svolgere ruoli cruciali nell’infrastruttura e nelle basi tecnologiche.

Un segno dei tempi è il continuo sorpasso nella classifica delle capitalizzazioni: se all’inizio del decennio le aziende petrolifere e industriali potevano ancora primeggiare, verso il 2015 tutte le prime cinque aziende per valore al mondo sono società tecnologiche. Apple in particolare vive un periodo d’oro: grazie allo strapotere dell’iPhone (che ogni anno vede nuovi modelli attesi da un pubblico mondiale fedele), alle vendite di Mac che crescono di nuovo, e all’ecosistema di servizi (App Store, musica, pagamenti digitali con Apple Pay, ecc.), Apple macina utili record.

Nel 2011 scompare Steve Jobs, ma la guida passa a Tim Cook che mantiene Apple sulla rotta del successo commerciale.

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Steve Jobs e Tim Cook

Nel 2015 Apple lancia anche lo smartwatch Apple Watch, dominando subito il nascente mercato degli indossabili, e nel 2016 elimina il jack cuffie dall’iPhone promuovendo gli auricolari wireless AirPods – decisioni controverse ma che poi orientano l’intero settore.

Verso fine decennio, Apple spinge sempre più sul lato servizi (abbonamenti a musica, video, giochi, cloud) per affiancare il business hardware. Nel 2018 Apple raggiunge un traguardo storico diventando la prima azienda a valere 1000 miliardi di dollari, seguita poco dopo da Amazon e Microsoft.

In parallelo, porta avanti innovazioni tecnologiche importanti dietro le quinte: soprattutto nei chip, con la serie A di processori mobili progettati in-house per iPhone/iPad che superano in prestazioni qualunque concorrente ARM, al punto da porre le basi per l’abbandono, nel decennio successivo, delle CPU Intel anche sui Mac. Apple insomma consolida un modello integrato hardware-software-servizi estremamente solido, ed è considerata l’azienda da battere per design, marketing e capacità di creare desiderio nei consumatori.

Microsoft vive negli anni 2010 una rinascita significativa, anche se in sordina rispetto al glamour dei nuovi giganti consumer. Sotto la guida di Satya Nadella (CEO dal 2014), Microsoft abbraccia una strategia “cloud-first” e multipiattaforma che ribalta alcuni dogmi storici dell’azienda. Già nel 2010 aveva lanciato Azure come piattaforma cloud per competere con AWS, nel decennio, Azure cresce rapidamente, beneficiando del rapporto di fiducia che Microsoft ha con le imprese e integrandosi con il diffuso software aziendale Microsoft (Windows Server, SQL Server, Active Directory, Office).

Office stesso si trasforma in Office 365 (poi Microsoft 365), venduto in abbonamento e utilizzabile via cloud. Microsoft inoltre sorprende il mondo open source: rilascia nel 2016 .NET Core come progetto aperto, porta il suo database SQL Server su Linux, e perfino il suo sistema Windows diventa più aperto ad altri ecosistemi (nel 2017 integra un sottosistema Linux in Windows 10).

Emblematica l’acquisizione nel 2018 di GitHub, la più grande piattaforma di sviluppo open source, che sarebbe stata impensabile nel decennio precedente.

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Bill Gates, Satya Nadella e Steve Ballmer durante l’annuncio ufficiale del nuovo CEO Microsoft, 2014. (Foto: Briansmale, CC BY-SA 4.0 - Wikimedia)

Queste mosse accrescono la reputazione di Microsoft tra sviluppatori e imprese moderne. Sul fronte consumer, Microsoft ha successi alterni:Windows 10 (2015) unifica finalmente la base utenti dopo lo scivolone di Windows 8 (2012), criticato per la sua interfaccia “Metro” troppo orientata al touch. Windows 10 viene offerto gratuitamente come upgrade, scelta inedita, e riesce a diventare un sistema stabile e apprezzato, tanto che Microsoft annuncia che sarà l’ultima versione numerata, aggiornandosi d’ora in poi in continuo (poi nel 2021 ci ripenserà con Windows 11, ma questa è storia futura).

Nel mobile, Microsoft purtroppo fallisce: la sua acquisizione di Nokia (2013) non salva Windows Phone, che viene dismesso nel 2017 abbandonando la competizione contro Android e iOS. Tuttavia, Microsoft trova nuove vie nel consumer: la linea di computer Surface (ibridi tablet-PC lanciati dal 2012) ritaglia un segmento premium, e soprattutto l’Xbox continua con successo (Xbox One nel 2013, anche se rimane dietro PlayStation in vendite globali, è un business consistente con annesso ecosistema di servizi Xbox Live e Game Pass).

Nel 2016 Microsoft compie anche la sua più grande acquisizione di sempre: compra LinkedIn, il social network professionale, integrandolo nelle sue offerte enterprise. Verso fine decennio, Microsoft grazie al cloud e a una maggiore diversificazione torna a valere quanto e più di Apple e Amazon, dopo che per anni era rimasta indietro: Satya Nadella viene celebrato per aver re-inventato “Mr. Softy” come azienda innovativa e rilevante anche nell’AI (il servizio Azure Cognitive, l’assistente Cortana, etc.).

Google attraversa i 2010 estendendo e difendendo la sua posizione dominante nel web. Il suo Android nel 2010 supera Symbian e iOS come sistema operativo mobile più diffuso: entro qualche anno 8 smartphone su 10 venduti nel mondo eseguono Android. Questo dà a Google un’enorme leva: i suoi servizi (ricerca Google, Gmail, YouTube, Maps, Chrome) sono preinstallati o comunque utilizzati dalla maggioranza degli utenti mobili, alimentando il flusso pubblicitario ovunque vada l’utente.

Nel 2011 Android, grazie soprattutto a Samsung e altri OEM, vince anche la “guerra” contro la piattaforma mobile di Microsoft, che si arrende. YouTube, comprata nel 2006, diventa in questo decennio la piattaforma video per eccellenza, creando di fatto nuovi mestieri (youtuber) e anticipando il boom di contenuti streaming generati dagli utenti.

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Android nel 2010 

Nel decennio 2010, Google amplia la propria influenza ben oltre il motore di ricerca. Investe in intelligenza artificiale con DeepMind e Google Brain, integra l’AI nei prodotti come Translate e Foto, e lancia hardware come gli smartphone Pixel, gli speaker Google Home con Assistente Google, e i Chromebook per l’istruzione. Nel 2015 riorganizza la struttura creando la holding Alphabet, separando il core business da progetti sperimentali come Waymo (auto autonome), Verily (biotech) e Loon (connettività). Alcuni esperimenti, come Google Glass, vengono però accantonati.

Cresce anche il controllo pubblico: l’UE infligge pesanti sanzioni antitrust, e Google smette di essere percepita come la giovane azienda idealista per diventare un colosso sotto scrutinio. Tuttavia, Alphabet resta tra i leader assoluti: domina la ricerca, la pubblicità online, ha Android come sistema operativo mobile principale e un crescente ruolo nel cloud con Google Cloud e nell’AI, grazie a TensorFlow, TPU e DeepMind (AlphaGo batte il campione di Go nel 2016).

Amazon, intanto, estende il suo impero: investe in logistica, conquista nuovi mercati (come l’India), espande l’e-commerce a nuovi settori (Whole Foods, 2017), e offre consegne ultrarapide con Prime Now. Amazon Prime diventa una piattaforma completa con video, musica, spazio cloud e offerte dedicate. Con Alexa e Amazon Echo (2014), Amazon entra nella smart home.

Sul fronte industriale, Amazon Web Services domina il cloud, offrendo centinaia di servizi e imponendosi come infrastruttura digitale globale. A fine decennio, Amazon supera i 1000 miliardi di valore, ma affronta crescenti critiche: condizioni di lavoro, privacy di Alexa, concorrenza sleale sui marketplace. Eppure rimane sinonimo di commercio elettronico e cloud.

HP, leader nei PC a inizio decennio, si divide nel 2015 in HP Inc. (PC e stampanti) e Hewlett Packard Enterprise (server e servizi). HP Inc. resta forte nei PC, mentre HPE si concentra su cloud ibrido ma fatica contro la concorrenza.. Dell, sotto la guida di Michael Dell, torna privata nel 2013 per ristrutturarsi e acquisisce EMC nel 2016, creando Dell Technologies, fornitore completo di soluzioni IT. Con VMware e un portafoglio integrato, Dell si posiziona per l’era del cloud ibrido.

IBM apre il decennio con il successo mediatico di Watson (vincitore di Jeopardy! nel 2011) ma fatica a tradurlo in crescita. Investimenti in AI, sicurezza, cloud e quantum computing non compensano il calo dei ricavi. Nel 2019 acquista Red Hat per 34 miliardi, puntando sul cloud ibrido con OpenShift, ma resta percepita come un’azienda del passato in cerca di rilancio.

ibm watsonIBM Watson (prima versione, 2011), supercomputer di intelligenza artificiale progettato da IBM Research a Yorktown Heights (Foto di Clockready, licenza Creative Commons Attribution‑ShareAlike 3.0 via Wikimedia Commons)

Intel, pur dominante nelle CPU a inizio decennio, soffre ritardi nella produzione a 10 nm e perde terreno. AMD, sotto Lisa Su, ritorna competitiva con l’architettura Zen, lanciando i Ryzen e gli EPYC. Abbraccia il design a chiplet, supera Intel in efficienza e nel numero di core, e riguadagna quote di mercato.

Nel mobile, Intel fallisce la sfida ad ARM. Apple comincia a progettare chip ARM sempre più potenti, fino ad annunciare il passaggio completo a processori propri entro la fine del decennio.

Nvidia emerge come protagonista grazie all’AI: le sue GPU diventano fondamentali per il deep learning. Investe in hardware (Volta, Tensor Cores), software (CUDA, cuDNN), data center, guida autonoma e ray tracing nei videogiochi. Il boom dell’AI e delle criptovalute porta Nvidia a una crescita impressionante, superando persino Intel in capitalizzazione.

L’open source conquista la scena: Linux diventa lo standard nei server e nel cloud, Red Hat investe su container e Kubernetes. Microsoft, Google e Facebook rilasciano framework AI open source. L’open innovation è ormai mainstream.

Gli assistenti vocali segnano l’ingresso dell’AI nella vita quotidiana: Siri, Alexa, Google Assistant diventano centrali su smartphone e smart speaker.

Verso fine decennio, si intensifica il dibattito sul potere delle big tech: privacy, antitrust e sicurezza dominano l’agenda pubblica. Le aziende non sono più viste solo come innovatrici ma come entità da regolamentare.

Si affaccia anche la sfida geopolitica: la Cina, con Huawei, Alibaba e Tencent, emerge come superpotenza tech rivale degli USA.

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