Anni 1980: Il personal computer conquista il mondo

All’inizio degli anni Ottanta avviene un evento spartiacque: IBM decide di entrare nel mercato dei personal computer.

Nel 1981 l’azienda lancia l’IBM PC (Modello 5150), un microcomputer da scrivania destinato al mercato professionale e domestico.

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L'IBM 5150, il primo PC IBM (Foto collezione privata Felice Pescatore)

Per realizzarlo rapidamente, IBM adotta un’architettura aperta basata su componenti standard: la CPU è l’Intel 8088 (un 16 bit a basso costo), mentre il sistema operativo viene acquistato da un piccolo fornitore esterno, Microsoft, che gli fornisce l’MS-DOS. L’IBM PC, grazie al prestigio del marchio IBM, diventa subito lo standard di riferimento: aziende e privati lo adottano in massa per le sue prestazioni e per la sicurezza di un grande nome dietro al prodotto.

Paradossalmente, però, la scelta di IBM di usare componenti “off the shelf” e di pubblicarne le specifiche apre la porta ai cloni. Già nel 1982 la neonata Compaq realizza un IBM portatile compatibile IBM, sfruttando il fatto che solo il BIOS IBM è proprietario (e Compaq lo ricrea ex novo legalmente). È l’inizio del florido mercato dei “IBM compatibili”: decine di aziende (Compaq, Dell, HP, Packard Bell, Tandy e molte altre) producono personal computer basati sull’architettura IBM/Intel e sul sistema operativo Microsoft.

IBM in pochi anni si ritrova ad aver standardizzato il PC ma anche ad aver ceduto il controllo di quel mercato, poiché i cloni spesso offrono prezzi inferiori e innovazioni più rapide. Per Microsoft gli anni Ottanta sono il periodo dell’ascesa irresistibile. Grazie al contratto con IBM, MS-DOS diventa il sistema operativo più diffuso sui personal computer di tutto il mondo. Microsoft licenzia MS-DOS anche ai produttori di cloni, incassando royalty crescenti. La società guidata dal giovane Bill Gates capitalizza ulteriormente sulla piattaforma PC sviluppando applicativi come il foglio di calcolo Excel e il word processor Word (in competizione con Lotus 1-2-3 e WordPerfect all’epoca). Verso la metà del decennio, Microsoft lavora anche a un’interfaccia grafica per MS-DOS: nasce Windows, la cui prima versione esce nel 1985.

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 Windows 1.01

Le prime versioni di Windows sono acerbe, ma gettano le basi per un futuro sistema operativo grafico che sfiderà frontalmente l’interfaccia del Macintosh di Apple.

Nel frattempo Microsoft stringe e poi rompe un’alleanza con IBM sul fronte software: insieme sviluppano un nuovo sistema operativo, OS/2, ma entro la fine del decennio divergenze strategiche li allontanano e Microsoft decide di puntare tutto sul proprio Windows. In pochi anni, Microsoft è passata dall’essere un piccolo fornitore di interpreti BASIC a dominare l’ecosistema software del PC, gettando le fondamenta del suo impero.

Apple, dal canto suo, vive negli anni Ottanta una montagna russa di innovazione e difficoltà. Nel 1983 lancia Lisa, il primo computer commerciale con interfaccia grafica e mouse, ispirato alle ricerche di Xerox PARC.

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Apple Lisa 2 (Foto collezione privata Felice Pescatore)

Lisa però è troppo costoso e non ha successo. Ma Apple ci riprova immediatamente: nel gennaio 1984 Steve Jobs presenta il Macintosh, con una pubblicità leggendaria ispirata a “1984” di Orwell. Il Mac è più economico di Lisa, ha un’interfaccia grafica amichevole, finestre, icone e mouse, una novità assoluta per il grande pubblico. “Il computer per il resto di noi”, come recita lo slogan Apple. Il Macintosh segna l’immaginario e definisce lo standard delle interfacce utente moderne.

system 1System 1, l'OS del primo Macintosh

Tuttavia, nonostante il clamore iniziale, il Mac nella seconda metà degli anni ’80 fatica a guadagnare quote significative di mercato: i PC IBM/compatibili, sebbene meno eleganti, dominano grazie al vasto ecosistema software e ai prezzi più bassi. Apple inoltre subisce tensioni interne: nel 1985 uno scontro di visioni porta all’uscita di Steve Jobs dall’azienda (Jobs si allontana per fondare NeXT, mentre Apple prosegue sotto altri dirigenti).

Verso fine decennio, Apple ha una solida nicchia nei settori grafica, editoria e educazione, ma sente la pressione di un mondo PC in rapida standardizzazione attorno a Microsoft e Intel.

Parallelamente esplode l’industria dei microprocessori. Intel, forte del trionfo con l’8088 dell’IBM PC, rilascia nel 1982 la CPU 80286 (che IBM usa nel PC AT del 1984) e soprattutto rivoluziona le prestazioni con l’80386 a 32 bit nel 1985. Il 386 rende i personal computer molto più potenti, consentendo veri sistemi operativi multitasking; aziende come Compaq battono sul tempo IBM nell’offrire PC basati su 386, guadagnando credibilità. Intel prosegue implacabile: nel 1989 lancia il 486, che integra la FPU (coprocessore matematico) e altri miglioramenti che portano ad un ulteriore raddoppio di potenza.

L’architettura x86 di Intel diventa lo standard de facto dell’informatica personale e, verso la fine del decennio, inizia a salire dai desktop verso i minicomputer, minacciando anche DEC e gli altri costruttori di CPU tradizionali. AMD, nel frattempo, si ritaglia un ruolo come seconda fonte: negli anni ’80 ha un accordo con Intel per produrre versioni con licenza delle CPU più vecchie (8086/88 e 80286), garantendo così a IBM e altri fornitori più fonti di approvvigionamento.

Il rapporto tra Intel e AMD però si deteriora quando Intel cerca di mantenere l’esclusiva sulle nuove generazioni: ne nascono cause legali che porteranno AMD, all’inizio degli anni ’90, a conquistare il diritto di produrre cloni del 386 e 486. Negli anni Ottanta AMD resta comunque un passo indietro a Intel, aspettando l’occasione per competere ad armi pari nel decennio seguente. Nel settore enterprise emergono altre aziende chiave.

Sun Microsystems nasce nel 1982 in California attorno all’idea di workstation grafiche potenti collegate in rete (l’acronimo Sun sta per Stanford University Network).

Sun produce sistemi Unix ad alte prestazioni basati prima su processori Motorola, poi su propri microprocessori RISC (SPARC). Con il motto “The network is the computer”, Sun anticipa la visione di una rete di elaboratori distribuiti e diventa fornitore di riferimento per università, centri di ricerca e in seguito imprese che necessitano di server e workstation per ingegneria e finanza. Verso la fine degli anni ’80, Sun insieme ad AT&T promuove uno standard Unix unificato (System V Release 4), sfidando il modello proprietario di IBM.

sun workstation 1Sun‑1 Workstation (1982), primo computer workstation UNIX di Sun Microsystems basato su CPU Motorola 68000 e bus Multibus (Foto di cmnit, Computer History Museum, licenza Creative Commons Attribution‑ShareAlike 2.0)

Le workstation Unix di vari produttori (Sun, HP con le sue HP-UX, IBM con AIX, Silicon Graphics, ecc.) costituiscono un mercato fiorente, alimentando il bisogno di software specializzato e di basi di dati potenti: Oracle in questo contesto prospera, affermandosi come la soluzione database preferita da grandi organizzazioni su questi nuovi sistemi. Nel 1986 Oracle diventa una società quotata e, con il boom di adozione di database relazionali, entra nel novero delle principali software house a livello globale. Un altro settore in fermento è quello delle reti di computer: nel 1983 nasce la Cisco Systems, destinata a dominare nel campo delle apparecchiature per connettere computer (router). Sebbene reti e internet non siano ancora fenomeni di massa negli anni ’80, in ambito professionale e militare l’importanza di collegare calcolatori tra loro cresce costantemente.

Sul fronte grafica e multimedia, a metà anni ’80 iniziano a circolare le prime schede grafiche avanzate per PC (standard CGA, poi EGA e VGA introdotto da IBM nel 1987). Aziende come ATI Technologies (fondata in Canada nel 1985) entrano nel mercato con adattatori grafici per PC.

La domanda di migliori prestazioni video e di accelerazione grafica verrà ulteriormente spinta dai videogiochi 3D verso fine decennio: si apre così la strada per società come Nvidia, fondata nel 1993, ma le cui radici sono in quell’epoca in cui i videogame su computer passano da semplici sprite 2D a mondi tridimensionali esigenti di hardware dedicato. In sintesi, gli anni Ottanta vedono l’informatica proliferare in ogni direzione: dai mainframe ancora in evoluzione (IBM introduce nel 1988 i sistemi Enterprise System/390, segno che i grandi sistemi sono vivi) fino ai computer da scrivania che diventano strumenti quotidiani di lavoro.

Dualmente, in Italia, Olivetti continua a progettare calcolatori e terminali avanzati. Nascono le serie M20 e M24, compatibili IBM, eleganti e robusti, molto diffusi in Europa. L’azienda punta ancora sulla qualità e sul design, distinguendosi nel panorama dei PC clone, e mantiene una forte presenza nei sistemi di scrittura elettronica.

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Olivetti M20 (Foto collezione privata Felice Pescatore) 

Tuttavia, la progressiva americanizzazione del mercato, la standardizzazione dei software e l’affermarsi delle economie di scala portano Olivetti a perdere competitività. La capacità ingegneristica resta alta, ma la distanza con le dinamiche del mercato globale diventa sempre più difficile da colmar

IBM è costretta a condividere il palco con nuovi attori: Microsoft in primis, padrona del software PC; Intel, cuore silicio dei personal computer; Apple, innovatrice delle interfacce utente; e numerosi altri: da Compaq e Dell nei personal computer, a Sun e Oracle nei server e nel software aziendale.

Il decennio si chiude con l’informatica entrata stabilmente in uffici e case, e si prepara a connettere queste macchine in rete, preludio della rivoluzione Internet del decennio seguente.

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