Negli anni Settanta l’informatica vive una svolta epocale: l’avvento del microprocessore e dei personal computer.
All’inizio del decennio Intel concretizza l’idea di porre tutti i circuiti di una CPU su un singolo chip: nel 1971 presenta l’Intel 4004, il primo microprocessore al mondo, a 4 bit, seguito nel 1974 dall’Intel 8080 a 8 bit, molto più potente. Questi minuscoli cervelli elettronici inaugurano l’era della microinformatica. Improvvisamente diventa possibile costruire computer di dimensioni ridotte e dal costo accessibile a piccole aziende o appassionati.

Intel 4004
Nel 1975 un progetto amatoriale anticipa il futuro: l’Altair 8800, un kit di microcomputer venduto in scatola di montaggio, appare sulla copertina di Popular Electronics. Migliaia di hobbisti ordinano l’Altair, entusiasti di poter avere un proprio computer programmabile. Proprio attorno all’Altair si forma una coppia di giovani talenti, Bill Gates e Paul Allen: insieme scrivono un interprete BASIC per quella macchina e fondano la loro azienda, Microsoft, nel 1975.
Microsoft inizia come piccola software house, vendendo linguaggi di programmazione per microcomputer nascenti. Nessuno immagina ancora che questa startup di Albuquerque diventerà un colosso del software mondiale.
Quasi contemporaneamente, in un garage della California, due ragazzi di nome Steve Jobs e Steve Wozniak costruiscono un computer artigianale: è l’Apple I (1976), una scheda elettronica pensata per i club di appassionati.

Apple 1 Replica (Foto collezione privata Felice Pescatore)
L’anno dopo, nel 1977, la neonata Apple Computer Inc. lancia l’Apple II, uno dei primissimi personal computer completi e pronti all’uso. Dotato di monitor a colori e un linguaggio BASIC in memoria, l’Apple II riscuote un successo sorprendente presso piccole aziende e scuole, diventando il simbolo dell’emergente home computer.
Nello stesso anno altri microcomputer fanno il loro debutto sul mercato: il Commodore PET e il Tandy TRS-80; il 1977 viene ricordato come l’anno in cui il computer entra nelle case e negli uffici su piccola scala. Apple però si distingue per la visione di lungo termine: Steve Jobs immagina già il personal computer come uno strumento per tutti, non solo per tecnici, aprendo la strada all’interfaccia intuitiva e al design user-friendly.

Commodore PET 2001 (Foto collezione privata Felice Pescatore)
Mentre fermenta la rivoluzione del personal computing, i giganti consolidati continuano a innovare. IBM negli anni Settanta rimane focalizzata su sistemi di fascia alta: nel 1970 esce la serie System/370, evoluzione dei mainframe compatibili, che introduce funzionalità avanzate come la memoria virtuale. IBM domina i centri dati delle grandi imprese e, pur osservando il fenomeno dei microcomputer, negli anni ’70 sceglie di non entrarvi ancora direttamente.
Al tempo stesso, IBM si trova ad affrontare una crescente concorrenza nel suo segmento: oltre a DEC (che nel 1977 lancia il super-minicomputer VAX 11/780, potente quasi quanto un mainframe), ci sono società come Amdahl e Cray che propongono sistemi mainframe e supercomputer alternativi. La leadership di IBM non è in discussione, ma per la prima volta il monopolio vacilla in qualche nicchia.
Tra le nuove aziende spicca Oracle, fondata nel 1977 da Larry Ellison e soci (con il nome Software Development Labs). Oracle nasce per sviluppare un sistema di database relazionale ispirato alla teoria appena pubblicata da IBM nei suoi laboratori. Nel 1979 Oracle lancia il suo primo prodotto commerciale: Oracle Database. È l’inizio di un’altra storia di successo nel software enterprise, con un database che troverà posto innumerevoli aziende negli anni a venire.

Larry Ellison fondatore di Oracle
Gli anni Settanta vedono anche progressi importanti nel software e nei sistemi operativi: la Bell Labs di AT&T sviluppa Unix (nato a fine ’60 e perfezionato nei ’70), un sistema operativo portabile e potente che si diffonde negli ambienti universitari e aziendali più avanzati. Unix diventerà la base per molte innovazioni e darà vita, attraverso varie filiazioni, sia ai sistemi operativi di Apple (macOS deriva da BSD, una "variante" di Unix) sia a quelli open source del futuro (Linux).
Verso la fine del decennio, l’informatica ha già cambiato volto: accanto ai grandi mainframe e mini, esiste un effervescente mercato di microcomputer personali. Sono ancora perlopiù strumenti per appassionati o piccoli contabili (famoso è il foglio elettronico VisiCalc, apparso nel 1979 su Apple II, che dimostra l’utilità dei PC negli affari).
Mentre grazie alle nuove azinede, il futuro del personal computing inizia a delinearsi in California, Olivetti offre un’alternativa europea e umanista all’evoluzione dell’elettronica. Tuttavia, la mancanza di una strategia globale aggressiva e le difficoltà a trasformare l’innovazione in leadership commerciale limitano l’impatto su larga scala dell’azienda.
Ma la direzione è tracciata: il computer sta uscendo dai centri di calcolo climatizzati per diventare un oggetto alla portata di molti.
Il mondo informatico dei primi anni Ottanta sarà pronto per un ulteriore salto, con l’ingresso in scena del principale attore industriale nel campo dei PC: IBM stessa.