Nel 2011 IBM celebra 100 anni di storia, unica azienda tecnologica centenaria tra le componenti dell’indice Dow Jones.
In occasione del centenario, IBM può vantare una capitalizzazione di borsa di 197 miliardi di dollari e, all’epoca, persino superiore a Google. Segno che Wall Street apprezza la sua capacità di rinnovarsi.
La parola d’ordine per IBM diventa "vivere in uno stato di rivoluzione permanente". Solo così un colosso nato nell’era meccanica può competere con le nuove stelle della Silicon Valley. Gli anni 2010 sono all’insegna di due tendenze strategiche principali: la crescita nel cloud computing e la scommessa sull’intelligenza artificiale.
Sul fronte cloud, IBM è inizialmente lenta se la si confronta con Amazon AWS e Microsoft Azure, ma cerca di recuperare puntando sul cloud ibrido per aziende.
Sotto la guida della CEO Virginia Ginni Rometty, in carica dal 2012 e prima donna a guidare IBM, arriva l'acquisizione di SoftLayer, un provider di infrastrutture cloud, integrandolo per offrire servizi cloud pubblici e privati. IBM lancia IBM Cloud, una serie di servizi as-a-Service che contemplano anche la riconversione di parte del proprio portafoglio software in modalità cloud: ad esempio DB2 e WebSphere.
IBM Cloud
Un evento chiave è la collaborazione con Apple avviata nel 2014, totalmente impensabile negli anni '70 e '80. IBM ed Apple annunciano una partnership per portare applicazioni IBM su iPhone e iPad in ambito aziendale, combinando l’esperienza di IBM nei servizi con il design dei dispositivi mobili Apple.
Questo accordo simboleggia come IBM sia disposta a nuove alleanze per estendere la propria offerta nell’era mobile.
Nel 2014, IBM compie un’altra cessione hardware significativa vendendo a Lenovo anche la divisione x86 server e System x per 2.3 miliardi di dollari. IBM esce così dal mercato dei server Intel standard e mantiene solo le linee proprietari dei mainframe z e server POWER.
Liberatasi da quei segmenti a basso margine, IBM investe il capitale in aree emergenti: cloud ibrido, sicurezza informatica, analisi dei dati e AI. L’intelligenza artificiale diventa un elemento centrale dell’identità IBM negli anni 2010. Già nel 2011 l’azienda attira l’attenzione mondiale con la vittoria del suo sistema IBM Watson al quiz televisivo Jeopardy. Watson è un sistema AI che risponde in linguaggio naturale ed è in grado di sconfiggere due campioni umani del quiz, dimostrando la capacità dei computer di comprendere il linguaggio umano e trovare risposte complesse.
IBM Watson al quiz televisivo Jeopardy
E un momento di enorme visibilità mediatica e IBM mostra che Watson è persino capace di cogliere le sfumature dell’ironia. Sull’onda del successo, IBM costituisce nel 2014 una divisione dedicata chiamata Watson Group e investe 1 miliardo di dollari per sviluppare applicazioni commerciali dell’AI cognitiva.
Watson viene applicato inizialmente nel settore sanitario e, in collaborazione con WellPoint e il Memorial Sloan Kettering Cancer Center, supporta diagnosi e terapie personalizzate. Non tutte le promesse si realizzano immediatamente e negli anni successivi l’entusiasmo per l’AI cognitiva viene ridimensionato: Watson Health non raggiunge gli obiettivi sperati e viene parzialmente dismesso nel 2022.
Ma IBM intanto posiziona il suo brand come sinonimo di AI per le imprese.
Il 28 ottobre 2018 IBM annuncia l’intenzione di acquisire Red Hat, leader mondiale del software open-source enterprise, noto per Red Hat Enterprise Linux e OpenShift. L’operazione viene completata a luglio 2019, per la cifra astronomica di 34 miliardi di dollari, e rappresenta la più grande acquisizione nella storia di IBM.

Red Hat Linux
Con Red Hat, IBM punta a diventare il fornitore numero uno di soluzioni cloud ibride aperte, accoppiando le tecnologie cloud-native di Red Hat con la propria scala e presenza globale. IBM assicura che Red Hat manterrà indipendenza e neutralità, continuando a supportare i suoi partner tradizionali mentre funge da motore di crescita all’interno di IBM.
Questa scommessa sul cloud ibrido è una risposta strategica al ritardo accumulato nel cloud pubblico. IBM decide di sfruttare la sua forza presso le grandi imprese, molte delle quali preferiscono un approccio ibrido, e l’acquisizione di Red Hat le fornisce gli strumenti software per farlo.