All’inizio degli anni ’90 IBM attraversa la crisi più grave della sua storia.
Nel 1993 l’azienda riporta una perdita record di 8 miliardi di dollari, dopo alcuni anni consecutivi di risultati negativi.
La domanda dei tradizionali mainframe crolla, sostituita da server UNIX più economici e da reti di PC, al contempo la struttura di costi di IBM è troppo pesante e i suoi tentativi di innovazione risultano frammentati.
La situazione è così critica che si paventa persino lo smembramento di IBM in società più piccole.
In questo contesto, nell’aprile 1993, il consiglio di amministrazione compie una mossa storica nominando come CEO un manager esterno, Louis V. Gerstner Jr. proveniente da RJR Nabisco.

Louis V. Gerstner Jr.
Gerstner, il primo leader esterno dai tempi di Watson Sr., arriva con l’obiettivo di salvare un gigante in declino.
Il nuovo CEO abbandona l’idea di "spezzettare IBM" e punta invece su un concetto semplice, ma allora rivoluzionario per l’azienda: focalizzarsi sul cliente e fornire soluzioni complete ai suoi problemi informatici. In altre parole, IBM deve trasformarsi da costruttore di hardware a fornitore di servizi e consulenza a 360 gradi.
Gerstner taglia ulteriormente i costi e decine di migliaia di dipendenti vengono licenziati nei primi anni ’90, rompendo la tradizione IBM del "posto per tutta la vita" , ma soprattutto ridefinisce la strategia: integratori di sistemi è la nuova parola d’ordine.
IBM mette a frutto la propria presenza mondiale e il rapporto fiduciario con i grandi clienti per offrire servizi di outsourcing, gestione di data center, sviluppo software su misura e consulenza strategica IT.
Nel 1995 acquisisce la società di software Lotus evelopment Corp. per 3.5 miliardi di dollari, ottenendo il popolare groupware Lotus Notes e rafforzando la propria presenza nel settore del software aziendale client-server. L’anno seguente, acquisisce anche Tivoli Systems, produttore dell'omonimo softwrare di gestione di rete. Queste acquisizioni indicano la volontà di IBM di competere nei software enterprise e nei tool di gestione IT.
Lotus Notes 6
Nel frattempo, l’hardware tradizionale viene razionalizzato e alcune divisioni poco profittevoli vengono vendute o scorporate: ad esempio IBM esce dal mercato delle stampanti a getto d’inchiostro e matriciali attraverso la creazione di Lexmark, spin-off del 1991.
Grazie alla nuova enfasi sui servizi, IBM torna gradualmente alla redditività a metà anni ’90. Un momento altamente simbolico avviene nel maggio 1997, quando il supercomputer IBM Deep Blue sconfigge il campione mondiale di scacchi Garry Kasparov in un match ufficiale. Per la prima volta una macchina batte un campione in carica.
IBM Deep Blue (1997), supercomputer RS/6000 SP progettato per il gioco degli scacchi, esposto al Computer History Museum (Foto di alc8, licenza CC BY 2.0 via Wikimedia Commons)
E una vittoria tecnologica e d’immagine che restituisce a IBM lo status di innovatore ai vertici.
In quegli stessi anni, IBM abbraccia la nascente era di Internet e già nel 1994 registra il dominio ibm.com. Dal 1996 avvia la campagna di marketing e-business per promuovere le proprie soluzioni Internet per le imprese, anticipando concorrenti nel sottolineare le potenzialità del web per il business.
Sotto Gerstner, IBM accentua, inoltre, il supporto a Linux e al software open source, annunciando, nel 1999, investimenti massicci per utilizzarlo a corredo del proprio hardware e servizi, senza dover sviluppare tutto il software internamente.
Questa mossa, allora insolita per un colosso proprietario, si rivela azzeccata per mantenere IBM rilevante nell’ecosistema aperto. Entro la fine degli anni ’90, IBM inverte la rotta. Pur senza tornare alle glorie di monopolio del passato, è di nuovo un’azienda in crescita, con una chiara identità che la trasforma nella più grande società di servizi IT al mondo, con la presenza in oltre 160 paesi.
Nel 2001, IBM chiude un contratto decennale da 5 miliardi con la società di assicurazioni Anthem per gestirne interamente l’IT, segno che le aziende affidano tranquillamente i loro sistemi cruciali a IBM come outsourcer fidato.
Nel 2002, Gerstner si ritira, lasciando il posto al nuovo CEO Sam Palmisano e con il fatturato dei servizi che supera ormai quello dell’hardware.