1950s-1960s: l’Egemonia dei Mainframe

Sotto la spinta di Watson Jr. IBM entra con decisione nel settore dei calcolatori digitali.

Nel 1952 presenta l’IBM 701, il suo primo computer scientifico, soprannominato Defense Calculator. Seguono a ruota i modelli 702 e 650, quest'ultimo, introdotto nel 1953, diventa il primo computer prodotto in serie in grandi quantità e trova impiego diffuso in ambito aziendale e scientifico.

Nel 1955 IBM consegna un calcolatore di nuova generazione alla società Monsanto e dimostra di poter competere nel nascente mercato informatico. Pur essendo partita in ritardo rispetto ad altri come l’UNIVAC, IBM sfrutta la sua potente organizzazione commerciale e finanziaria per diventare rapidamente leader nel settore dei computer mainframe.

La seconda metà degli anni ’50 segna infatti l’inizio del momento aureo di IBM nell’industria dei calcolatori e nel 1956 l’azienda introduce il primo disco rigido della storia: l'IBM 350, parte del sistema 305 RAMAC, inaugurando l’era dell’archiviazione magnetica di dati. Nel 1957, ricercatori IBM guidati da John Backus sviluppano il FORTRAN, uno dei primi linguaggi di programmazione ad alto livello e fondamentale per il calcolo scientifico.

IBM diversifica anche oltre i computer e nel 1961 lancia la celebre macchina da scrivere elettrica Selectric, con la sua pallina di caratteri rotante, mentre nel 1963 introduce le prime cassette magnetiche per memorizzare dati.

Queste innovazioni rafforzano l’ecosistema IBM negli uffici e nelle aziende.

Verso la fine del decennio, IBM offre ai clienti un pacchetto completo di hardware, software e servizi di manutenzione, perseguendo una strategia che fidelizza fortemente la clientela, tanto che i costi di migrazione verso altri fornitori risultano spesso proibitivi.

Nel 1959 IBM adotta per la prima volta i transistor al posto delle valvole nel mainframe IBM 7090 e apre la strada a computer più affidabili e veloci. Grazie a questi continui sviluppi tecnologici, a fine anni ’50 IBM detiene una quota dominante del mercato informatico aziendale a livello globale. Gli anni ’60 consolidano la supremazia di IBM nell’informatica, grazie a una serie di scelte tecnologiche e strategiche epocali.

Nel 1964 IBM annuncia la famiglia di mainframe IBM System/360 compiendo un grande salto nell’industria.

ibm system 360

Foto dell’IBM System/360 Model 30 (Autore sconosciuto – via Wikimedia Commons)

Per la prima volta viene offerta un’architettura di computer unificata e compatibile: i vari modelli di System/360, dal più piccolo al più potente, condividono lo stesso set di istruzioni e lo stesso sistema operativo OS/360, permettendo ai clienti di espandere o sostituire i sistemi senza dover riprogettare il software.

Questa visione familiare si rivela un enorme successo tecnico e commerciale. Le aziende possono investire in software su S/360 con la certezza di poterlo riutilizzare su modelli superiori e IBM riesce a coprire l’intero spettro di esigenze di calcolo, scientifico e gestionale, con un’unica linea di prodotti.

L’investimento per sviluppare System/360 è gigantesco: oltre 5 miliardi di dollari dell’epoca. Il tutto non è privo di difficoltà e l’OS/360 è estremamente complesso, causando ritardi e bug, come raccontato nel celebre saggio The Mythical Man-Month di Fred Brooks, ma alla fine l'investimento viene ampiamente ripagato e entro fine decennio IBM controlla circa il 70% del mercato mondiale dei computer, diventando il simbolo stesso dei mainframe.

the mythical man monthThe Mythical Man-Month

In quegli anni, la stampa inizia a chiamare IBM con l'appellativo di "Big Blue", sottolineandone la potenza e l’austerità corporativa. IBM offre contratti all inclusive di noleggio, hardware e assistenza software, assicurandosi entrate costanti e una fedeltà quasi monopolistica della clientela.

Verso la fine degli anni ’60, tuttavia, iniziano a emergere alcune sfide.

Da un lato i concorrenti e la cosiddetta Seven Dwarfs: Univac, GE, NCR, Control Data, Honeywell, Burroughs e RCA che tentano di ritagliarsi fette di mercato dei mainframe, a volte proponendo sistemi compatibili con quelli IBM a prezzi inferiori.

Dall’altro,  nel 1969, il governo degli Stati Uniti avvia un’importante causa antitrust contro IBM, sostenendo che la sua posizione dominante sia anti-competitiva e costringendo l’azienda a rivedere alcune pratiche. Una conseguenza di queste pressioni è la decisione storica di IBM nel 1969 di unbundling: l’azienda inizia a vendere separatamente il software e i servizi rispetto all’hardware, anziché fornirli solo come pacchetto unico.

Questa mossa favorisce la nascita di un’industria del software indipendente e di società di servizi informatici, settori nei quali IBM stessa diventa poi leader mondiale, ma allo stesso tempo apre breccia alla concorrenza nel fornire programmi e supporto ai clienti IBM.

Nonostante ciò, nel complesso, gli anni ’60 si chiudono con IBM saldamente al vertice e con i suoi mainframe fulcro dei sistemi informativi di governi, banche e multinazionali in tutto il mondo. I suoi sistemi entrano anche nell’immaginario collettivo: il supercomputer immaginario HAL 9000 del film "2001 Odissea nello Spazio" è un omaggio e, leggenda vuole, che "HAL" derivi da "IBM" avandanzo ogni lettera di uno nell’alfabeto.

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