Nel maggio del 1983, IBM introduce il System/36 (S/36), concepito come piattaforma midrange multiutente in grado di combinare elaborazione interattiva e batch.
Per gli operatori di settore non si tratta di una innovazione dirompente, poiché il sistema appare come una evoluzione del System/34, già noto per essere troppo costoso per la maggior parte dei potenziali clienti.
Il modello base 5360 costituisce il primo punto di riferimento.
System/36 5360 (Foto: MHMcCabe at English Wikipedia - Transferred from en.wikipedia to Commons by EvaK using CommonsHelper., Public Domain)
Il prezzo di partenza si aggira intorno ai 140.000 dollari, l’unità è ingombrante e ha requisiti elettrici speciali giustificabili dal fatto che si tratta di una soluzione destinata a centri di elaborazione dati, più che a uffici di piccole imprese. La vera innovazione riguarda la capacità di gestire un numero relativamente elevato di terminali e stampanti simultaneamente, grazie alla gestione multi-job, che permette di eseguire lavori batch senza bloccare le sessioni interattive.
Le periferiche contribuiscono a mantenere alto il costo totale, con IBM che impone standard proprietari e, quindi, l’hardware di terze parti non è compatibile. I terminali 5250 hanno un prezzo di circa 2.000 dollari, mentre le stampanti dot-matrix (ad aghi) più economiche costano circa 5.000 dollari. Il collegamento avviene tramite cavi coassiali, più performanti ma più costosi rispetto alle soluzioni seriali o parallele.
L'S/36 supporta fino a sette dispositivi collegati in serie a un controller, con ogni dispositivo che dispone di due connettori femmina (ingresso e uscita), detti “gozinda” e “gozouta”. Gli switch sui dispositivi intermedi devono essere configurati correttamente, mentre sull’ultimo dispositivo lo switch segnala la fine della linea, una logica che ricorda le luci natalizie collegate in serie.
Il System/36 dispone anche di una porta seriale per collegare un modem, consentendo il supporto remoto da parte di IBM (o altri fornitori software), una novità che semplifica drasticamente la manutenzione. I
Lo storage interno (disco) ha una capacità a partire da 30 MB, affiancato da una unità per la lettura dei floppy disk da 8 pollici (circa 1MB di spazio max ad unità) e dall'unità a nastro 8809, che utilizza bobine da mezzo pollice, ingombrante e costosa, utilizzata per copie di grandi volumi di dati.
L’architettura hardware prevede due processori: il Main Storage Processor (MSP), responsabile delle applicazioni, e il Control Storage Processor (CSP), circa quattro volte più veloce, che gestisce funzioni di sistema e supporto. Lavorando in tandem, i due processori sono in grado di garantire elevate prestazioni ed affidabilità. Alcune operazioni fondamentali, come IPL e backup, devono essere avviate dalla console integrata nella parte superiore dell’unità, il che può rendere l’accesso poco agevole.
Il sistema è gestito attraverso l’IBM System Support Program (SSP), un sistema operativo legacy residente su disco, affiancato da software applicativi come il DisplayWrite/36, per l'elaborazione testi, e Query/36 che consente l’interrogazione dei dati in stile SQL, utile per analisi e debugging, anche se non esiste un vero e proprio database relazione.
Sono supportati cinque linguaggi di programmazione: RPG II, COBOL, FORTRAN, BASIC e Assembler. RPG II risulta il più popolare per semplicità e costi contenuti, mentre il BASIC è interpretato: ogni programma richiede una copia dell’interprete in memoria. I benchmark mostrano che le prestazioni di BASIC interpretato sono comparabili a quelle di programmi RPG II compilati.
I file sono organizzati in “librerie”, simili a directory ma senza nidificazione: hanno nomi univoci e, per raggrupparli (non essendoci appunto le sotto-directory), si utilizzano prefissi, ad esempio “M.” per file multimediali e “T.” per altri tipi di file.
Nel 1984, IBM annuncia il 5362, macchina più compatta, simile a un armadio con due cassetti, senza requisiti elettrici speciali. Mantiene lo stesso SSP, supporta dischi fino a 120 MB, può collegare un’unità nastro QIC esterna e utilizza un terminale 5250 come console. Il numero di dispositivi collegabili è inferiore rispetto al 5360, ma sufficiente per la maggior parte dei clienti. Il prezzo di partenza è circa 20.000 dollari, rendendo finalmente accessibile il sistema a piccole aziende, mentre il segmento delle microaziende rimane fuori portata.
IBM S/36 5362 (Foto collezione privata Felice Pescatore)
Nel giugno 1985, IBM presenta il 5364 (System/36 PC), tentativo di penetrare il mercato delle piccole aziende, con un prezzo di partenza circa 5.995 dollari e una console costituita da un PC IBM XT o AT con scheda speciale. Il sistema dispone di 256KB di RAM, si presenta con i “nuovi” dischetti da 5¼ pollici (rendendola incompatibile in modo diretto con i precedenti modelli), e può avere collegati al massimo quattro dispositivi. Ogni sessione di elaborazione può sfruttare al 64 KB di RAM, causando un rapido esaurimento della memoria e la necessità continua di swap, con conseguente degrado delle prestazioni.
Proprio la diffusione dei personal computer, inoltre, porta alla nascita dell’emulatore di terminale 5250, che trasformano i PC in terminali S/36, con il supporto di schede aggiuntive dedicate.
Emulatore S/36 - S/38 (Foto collezione privata Felice Pescatore)
Nel 1987, IBM annuncia il 5363, macchina specifica per piccole imprese, con un quantitativo di memoria più adeguato, supporto fino a sette dispositivi e unità nastro QIC integrata. Il modello viene accolto positivamente, ordinato anche per uso interno, e mira a convertire clienti dei Datamasters.
La serie si esaurisce verso la fine del decennio con l’introduzione dell’AS/400, che eredita e amplia molte caratteristiche concettuali e tecniche introdotte dai System/36 e dai suoi predecessori.
Storicamente, il S/36 incarna il bilanciamento tra affidabilità, controllo proprietario e adattamento a un mercato in rapida evoluzione, anticipando le esigenze di multiutenza, compatibilità applicativa e integrazione con i personal computer.