Acquisizioni e nuovi inizi

Gli anni successivi vedono id Software riorganizzarsi con nuove figure di talento cresciute all’interno (e acquisite dall’esterno).

Ormai la software house texana non è più il piccolo gruppo indipendente di una volta, ma fa parte di una grande famiglia e può contare su risorse notevoli. Liberata dall’ombra ingombrante dei suoi miti, id ha l’occasione di reinventarsi pur restando fedele al proprio DNA. Il destino, inoltre, ha in serbo una curiosa ironia: proprio quando l’ultimo dei fondatori (Carmack) esce di scena, il team decide di riportare in vita il gioco simbolo di id Software, quello con cui tutto era cambiato nel 1993. 

Già dal 2014 si vocifera di un nuovo Doom in sviluppo. Il progetto, inizialmente chiamato internamente Doom 4, aveva attraversato vari tentativi e ripartenze (si dice fosse stato accantonato almeno una volta perché “non all’altezza” delle aspettative). Ma all’E3 2015 id Software finalmente mostra al mondo di cosa è capace la “nuova” id: in una presentazione mozzafiato viene rivelato il reboot semplicemente intitolato DOOM.

Il trailer è adrenalina pura: il Doomguy – l’iconico marine senza nome – torna in azione menando fendenti a demoni con una motosega, facendo acrobazie tra piattaforme e sparando con le armi storiche come il fucile a pompa e il BFG 9000, il tutto a un ritmo forsennato e accompagnato da riff metal assordanti. È un ritorno alle origini, ma con uno stile moderno, quasi autoironico nella sua esagerazione. Quando DOOM (2016) esce, nel maggio del 2016, è subito chiaro che id Software è riuscita in un’impresa non scontata: ha riportato in auge il genere FPS classico in chiave contemporanea.

idsoftware doom 2016Doom (2016)

Il nuovo DOOM riceve applausi generalizzati per la sua capacità di fondere splendidamente meccaniche old-school (niente ricarica dell’arma, salute da raccogliere in giro, movimenti veloci e arena design) con rifiniture moderne (un sistema di glory kill corpo a corpo per finire i nemici feriti, una modalità campagna sorprendentemente ben strutturata e longeva, e grafica all’avanguardia grazie al motore id Tech 6). Il Doomguy torna ad essere il protagonista di un videogioco rilevante e acclamato, dopo anni in cui altri personaggi (Master Chief di Halo, ad esempio) gli avevano rubato la scena negli FPS. Il successo di DOOM (2016) è anche commerciale, oltre che critico: milioni di copie vendute e un nuovo pubblico di giovani che scopre perché il nome Doom è leggenda. I

d Software, dopo una lunga traversata, ritrova la propria anima: quella di creatrice di esperienze sparatutto intense, frenetiche e gratificanti, senza troppi fronzoli ma curatissime nei dettagli.

Si può dire che con DOOM ed il successivo DOOM Eternal (uscito nel 2020), id Software entri in una fase di vera rinascita creativa. I nuovi giochi sembrano riflettere l’eredità dei quattro fondatori storici come nessun titolo aveva fatto da tempo. C’è la volontà di innovare e aggiungere elementi inediti, com’era caro a Romero; c’è un comparto tecnico che spinge sempre il limite hardware un po’ più in là, nel segno di Carmack; c’è una direzione artistica che non ha paura di mostrare scenari groteschi, visionari e sopra le righe, come sarebbe piaciuto ad Adrian Carmack; e c’è persino un pizzico di humor e follia (vedi le esagerazioni volutamente trash di Rage 2 nel 2019, co-sviluppato da Avalanche Studios), quasi a voler strizzare l’occhio al gusto giocoso e dissacrante di Tom Hall.

idsoftware doom eternal

Doom Eternal

 

 Insomma, l’id Software attuale è riuscita in ciò che in molti temevano impossibile: evolversi mantenendo intatta la propria identità. Dopo oltre trent’anni di codici e demoni, il nome id Software è di nuovo sulla cresta dell’onda, rispettato dai veterani e conosciuto dalle nuove generazioni.

Guardando indietro, la storia di id Software appare davvero come una corsa sulle montagne russe: fatta di intuizioni geniali, scossoni tecnici, successi travolgenti ma anche momenti di crisi e cambi di rotta.

Questa piccola compagnia nata quasi per gioco nel retro di un ufficio ha dato vita a titoli che hanno definito un genere e un’epoca, ha affrontato la disgregazione del suo dream team originale, è sopravvissuta all’evoluzione tumultuosa dell’industria e ha saputo risorgere rinnovata.

Oggi come ieri, il marchio id Software rimane sinonimo di innovazione nel campo degli FPS e di passione viscerale per il videogioco inteso come esperienza intensa e coinvolgente. La loro è, in fondo, una storia di rock ’n’ rolldigitale: fatta di codici scritti a tarda notte, di demoni interiori ed esteriori da sconfiggere, di chitarre distorte sparate a volume altissimo in sottofondo.

Una storia che continua a ispirare sviluppatori e giocatori, ricordandoci che nel mondo dell’informatica ludica l’inferno può essere affrontato, e vinto,  a colpi di innovazione e creatività.

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