All’inizio degli anni ’80, il personal computer fa il suo ingresso trionfale sul mercato. Intel gioca un ruolo centrale in questo boom.
Nel 1981 IBM lancia il suo primo IBM PC, progettato con un’architettura aperta basata su componenti standard: la CPU scelta da IBM è l’Intel 8088 (versione a basso costo del 16 bit 8086), mentre il sistema operativo viene fornito da un piccolo fornitore esterno, Microsoft, con il suo MS-DOS.

Intel 8086 (Image Credit: CPU-World.com)
Questa combinazione di hardware Intel e software Microsoft, destinata a essere soprannominata “Wintel”, diventa immediatamente lo standard di riferimento. Grazie al prestigio del marchio IBM, il PC conquista rapidamente il mercato professionale e domestico. Numerose aziende avviano la produzione di cloni compatibili IBM/Intel con DOS o Windows, ampliando enormemente l’ecosistema PC. Intel, da fornitore del microprocessore, si ritrova improvvisamente al cuore di una rivoluzione: milioni di computer nelle case e negli uffici montano le sue CPU, mentre Microsoft domina il lato software.
L’alleanza di fatto tra Intel e Microsoft definisce l’informatica personale per i decenni successivi. Durante gli anni ’80 Intel continua a innovare e a spingere avanti la tecnologia dei microprocessori. Dopo l’8088, arrivano l’80286 nel 1982 (adottato nell’IBM PC/AT), poi l’80386 a 32 bit nel 1985, che introduce capacità multitasking simili a quelle dei computer di fascia alta, e quindi il 486 nel 1989, ancora più potente.
Intel 80386 (Image Credit: yjfy.com)
Ogni nuova generazione di CPU rende i PC più veloci e capaci, contribuendo a consolidare l’architettura x86 come standard de facto dell’informatica personale.
Intel accompagna questi progressi tecnologici con abili mosse di marketing: celebre è la campagna “Intel Inside” avviata negli anni ’90, che rende il suo marchio familiare al grande pubblico.
Entro la metà degli anni ’90, grazie al successo dei PC Windows e alla sua supremazia nei microprocessori, Intel diventa una delle aziende più potenti del settore.
Nel 1993 lancia il processore Pentium, il primo della nuova generazione a 64 bit interni (detto “586”), inaugurando una famiglia di enorme successo. In pochi anni i Pentium (e successori come Pentium II e III) finiscono in la maggior parte dei computer venduti, consentendo a Intel di detenere quote di mercato vicine al monopolio.
Intel Pentium (Image Credit: Microprocessor.sscc.ru)
Questa posizione dominante attira anche l’attenzione delle autorità antitrust, ma consacra Intel come sinonimo stesso di processore per PC.