La competizione con AMD e la “guerra dei chip”

Parallelamente all’ascesa di Intel, cresce anche la competizione con AMD, destinata a diventare la rivale storica nel mondo dei processori x86. Dopo aver prodotto copie con licenza dei chip Intel degli anni ’80 (8086, 8088 e 80286) , all’inizio degli anni ’90 AMD ottiene in tribunale il diritto di realizzare proprie versioni dei processori 386 e 486, rompendo di fatto l’esclusiva Intel.

AMD sfrutta l’occasione per sviluppare linee di CPU proprie: nel 1996 esordisce con la serie K5/K6, pienamente compatibile con il software PC, puntando a offrire prestazioni discrete a prezzi competitivi.

amdk5AMD-K5 (Foto: x86-guide.com)

Ma è sul finire del decennio che AMD piazza il colpo da maestro: nel 1999 lancia il processore Athlon, progettato da zero, che per la prima volta riesce a superare Intel sul piano della velocità e della potenza di calcolo. L’Athlon raggiunge per primo la barriera simbolica di 1 GHz di clock, battendo sul tempo il Pentium III equivalento e dimostrando che AMD può competere al top delle prestazioni.

Inizia così la cosiddetta “guerra dei MHz” tra Intel e AMD, una rivalità tecnologica serrata che segnerà i decenni successivi e che si rivelerà benefica per i consumatori, stimolando un rapido susseguirsi di innovazioni e un calo dei prezzi .

Nei primi anni 2000 la sfida si intensifica ulteriormente. AMD introduce nel 2003 l’Athlon 64, portando per prima l’architettura x86 nell’era a 64 bit. Intel, che in quel periodo stava perseguendo una differente strategia a 64 bit con i processori Itanium (basati però su un’architettura incompatibile coi PC standard), si trova costretta a seguire la strada tracciata da AMD e ad adottare a sua volta l’estensione a 64 bit nel mondo x86.

AMD ottiene così un vantaggio tecnologico e di immagine, consolidato anche dal lancio dei primi processori dual core x86 (gli Athlon 64 X2 del 2005), mentre la risposta di Intel con i Pentium D risulta inizialmente meno efficiente.

ipentiumdIntel Pentium D 

Sono anni in cui AMD riesce a insidiare seriamente la leadership di Intel, guadagnando terreno sia nei PC consumer sia nei server, al punto da trascinare Intel in cause legali per pratiche anticoncorrenziali.

Queste dispute si concludono nel 2009 con un accordo extragiudiziale: Intel versa ad AMD 1,25 miliardi di dollari e i due colossi stabiliscono licenze incrociate, mettendo fine alla battaglia legale.

Entrando nel nuovo millennio, dunque, il duopolio Intel-AMD domina il panorama dei microprocessori: una competizione a tratti durissima, fatta di sorpassi tecnologici reciproci, ma che assicura un progresso continuo nell’evoluzione dei chip.

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