Espansione e diversificazione

All’inizio degli anni novanta, Logitech deve affrontare una concorrenza feroce. La diffusione del mouse porta nuovi attori e persino Microsoft lancia la sua periferica, guadagnando circa il 40 % del mercato.

Per restare competitiva, l’azienda innova e nel 1991 introduce il MouseMan Cordless, il primo mouse che usa onde radio invece della luce infrarossa. Questa soluzione elimina i problemi di linea di vista e apre la strada al wireless moderno. Lo stesso anno Logitech investe nel produttore canadese Advanced Gravis, acquisendone il 58 % e ottenendo l’accesso alla tecnologia joystick e al Mouse Stick.

Negli anni successivi l’azienda diversifica: produce scanner manuali (il primo dispositivo non mouse) e investe in tecnologia 3D come il puntatore Magellan, sviluppato in collaborazione con Space Control e la NASA. Alcuni tentativi, come l’ingresso nel mercato delle schede audio con la linea SoundMan, falliscono  Anche la divisione scanner subisce la guerra dei prezzi e viene venduta nel 1997. Tuttavia la strategia dei cofondatori è chiara: essere presenti in tutti gli strumenti che mettono l’uomo in contatto con la macchina.

logitech magellan collezione fpLogitech Magellan (Foto collezione privata Felice Pescatore)

Il 1995 segna una profonda ristrutturazione. Il calo dei margini dovuto ai concorrenti e la crisi economica costringono Logitech a chiudere gli stabilimenti di Fremont e Cork, spostando la produzione a Suzhou, Cina, dove un nuovo impianto apre nel 1994. Vengono tagliati 500 posti di lavoro e l’azienda concentra la produzione in Asia.

La riorganizzazione costa 20 milioni di dollari ma permette di tornare all’utile nel 1996. La strategia funziona: la società celebra il 100 milionesimo mouse nel 1996 e il 200 milionesimo nel dicembre 1998.

Nel 1998, Logitech rivoluziona la propria governance. Daniel Borel diventa presidente del consiglio e affida il ruolo di CEO al manager italiano Guerrino De Luca, ex dirigente Apple e architetto del successo di Claris. Zappacosta lascia l’azienda per guidare Digital Persona. De Luca imprime una direzione chiara: abbandonare la dipendenza dal mercato OEM e puntare sui prodotti a marchio proprio, con margini più alti. Nel 1998 l’azienda acquisisce la divisione QuickCam della statunitense Connectix, entrando nel settore delle webcam. Questa mossa si rivela strategica: all’inizio degli anni 2000 Logitech diventa leader mondiale nelle webcam con quattro milioni di unità vendute .

Il ritmo di innovazione è frenetico e nel 2001 arriva l’acquisizione di Labtec Inc., produttore di altoparlanti, microfonie headset. Nello stesso anno Logitech introduce la Cordless MouseMan Optical, primo mouse a combinare tecnologia ottica e connessione wireless.

Nel 2002 l’azienda lancia il volante per giochi Driving Force per PlayStation 2, i primi controller senza fili per PlayStation e Xbox, e la penna digitale io, capace di digitalizzare gli appunti, e nel 2003 viene consegnato il 500 milionesimo mouse

logitech driving forceLogitech Driving Force

Nel frattempo Logitech entra anche nel mondo dei mouse laser. Nel 2004, in collaborazione con Agilent Technologies, presenta il primo mouse con sensore laser che offre un tracciamento 20 volte più preciso rispetto alla tecnologia ottica. L’azienda investe in telecomandi avanzati acquistando la canadese Intrigue Technologies e consolida la divisione audio con la gamma di altoparlanti 5.1 e cuffie wireless.

Tra il 1990 e il 2003 Logitech passa da fornitore di componenti a marchio leader nel settore delle interfacce uomo‑macchina. La cifra d’affari supera i 470 milioni di dollari nel 1998 e raggiunge 1,27 miliardi nel 2004. La strategia di De Luca di puntare sul mercato retail porta l’80 % dei ricavi provenienti da prodotti a marchio Logitech. Con oltre 100 nuovi prodotti lanciati nel solo esercizio 2004, la società si conferma protagonista dell’innovazione.

I successi non nascondono le difficoltà: la concorrenza di Microsoft costringe Logitech a ridurre i prezzi e a razionalizzare la produzione.

Tuttavia, l’azienda sfrutta la propria flessibilità e la cultura dell’innovazione per ripensare continuamente le proprie linee. L’espansione in Asia consente economie di scala, mentre la rete di ricerca e sviluppo si distribuisce tra Fremont, Romanel, Hsinchu, Vancouver e Toronto.

La diversificazione verso webcam, audio, videogiochi e periferiche senza fili disegna il profilo di una multinazionale pronta ad affrontare il nuovo millennio.

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