Lotus Dev. Corporation viene ufficialmente fondata nel 1982 con il sostegno finanziario della Sevin Rosen Funds ed il nome ispirato alla posizione yoga “The Lotus Position” (anche nota come Padmasana), disciplina di cui Kapor è gran cultore.
Come è facile immaginare, Kapor concentra su di se le cariche aziendali chiave, assumendo il ruolo di Presidente e di CEO.
Lotus 1-2-3 Splash Screen
Il foglio elettronico di Lotus (che, a livello commerciale, fu anticipato dal software per presentazioni Lotus Executive Briefing System) è pensato fin da subito per il neonato Personal Computer di IBM ed è scritto interamente in assembly 8080, rendendolo estremamente veloce:
“the source code for Lotus 1-2-3 was a stack of paper about 8-10 inches high, and that the compiled code was 85 KB consisting of around 16,000 instructions” [SACHS]
“il codice sorgente di Lotus 1-2-3 era una pila di carta alta circa 8-10 pollici, e il codice compilato occupava circa 85KB e consisteva di circa 16.000 istruzioni” SACHS]
La scelta non è chiaramente casuale, ma va ad approfittare del ritardo di un porting efficace di VisiCalc per il nuovo sistema di BigBlue, dovuto essenzialmente al tempo perso dietro la succitata bagarre legale:
“They [Bricklin and Frankston] had a very weak entrant for that machine that didn’t take advantage of the IBM PC... people wanted to build large spreadsheets and they couldn’t," Kapor says. "The VisiCalc for PC was hard to use. I said: ‘Let’s build something that really takes advantage of these capabilities’.”
"Loro [Bricklin e Frankston] hanno avuto un’alternativa molto debole non in grado di approfittare delle caratteristiche del PC IBM ... la gente voleva realizzare grandi fogli di calcolo e ciò non era possibile.", dice Kapor. "VisiCalc per PC era difficile da usare, allora dissi: Realizziamo qualcosa che ne sfrutti realmente le caratteristiche [del PC IBM] ".
Sachs, spinto dalla sua vena di appassionato programmatore, tenta di dotare 1-2-3 di un proprio linguaggio di programmazione, ma Kapor riesce a convincerlo a non estremizzare il tutto, facendolo ripiegare su un più modesto linguaggio per la definizione di macro.
Lotus 1-2-3 viene rilasciato ufficialmente il 26 gennaio del 1983, spinto da una massiccia campagna promozionale costata circa 1milione di dollari e supportata dalla società di consulenza McKinsy & Co.
Lotus 1-2-3 first ADV (uso al solo scopo storico/didattico)
Nonostante la richiesta di 256KB di RAM (a dispetto dei 64KB base del PC IBM), 1-2-3 diviene un successo al di là di tutte le aspettative, tanto che il primo anno il fatturato relativo supera i 53milioni di dollari (circa 500dollari a copia) a fronte dei 3-4 milioni di stima. Inoltre, con il supporto di IBM, viene creato un bundle che per 5.000$ include il PC-IBM 5150, 1-2-3 e una stampante:
“We had no idea - nobody had put out software like that before,” Kapor said of his sales estimates”
[“Non avevamo alcuna idea di come procedere – nessuno aveva mai commercializzato software simile”, questa era il commento di Kapor rispetto alle stime di vendita]
Nel 1984 il fatturato addirittura si triplica e 1-2-3 diviene di fatto la killer application del Personal Computer, portando ad un riassetto dell’azienda market-oriented che traghetta Jim Manzi da McKinsy direttamente sulla poltrona di Presidente.
Nel 1985 Lotus acquista Software Arts (pagando 800.000 dollari per la società e coprendo i 2.2 milioni di dollari di debito), ormai detentrice dei diritti su VisiCalc ma in grande difficoltà. L’acquisizione segna la definitiva dismissione di VisiCalc e l’ingesso in Lotus di Briklin (come consulente), seguendo la scelta fatta l’anno precedente da Ray Ozzie.
Lo stesso anno arriva anche Michael Kolowich che assume il ruolo di vice Presidente esecutivo del Marketing e Business Development. Kolowich avrà un ruolo chiave nei primi anni di gestazione di Notes, affiancando Ozzie per conto della società.
Una delle particolarità di Lotus è la cultura aziendale, definita progressiva. In pratica i dipendenti potevano scalare le varie posizioni dell’organigramma grazie alle proprie capacità e al proprio impegno, come accaduto a Janet Axelrod, prima dipendente dell’azienda, e responsabile sia delle risorse umane che dalla cultura progressiva stessa.
La società si dimostra un’eccellente luogo di lavoro, apre nidi per i figli dei dipendenti e diventa la prima azienda al mondo ad offrire realmente pari opportunità sia a uomini che a donne. Non per niente nel 1998, nonostante l’acquisizione di IBM, sarà nominata come una delle migliori 10 aziende per le donne – madri.
Grazie alla sua cultura e ad 1-2-3, Lotus deterrà fino al 1988 il primato di prima software house in funzione delle vendite effettuate, ma, a dispetto della crescita e del successo inarrestabile, la società perde rapidamente proprio i due co-fondatori: verso la fine del 1994 Sachs lascia per fondare una propria società (Digital Light & Color) dedicata alla manipolazione digitali delle immagini.
La sua ultima creatura in Lotus è Symphony, una suite office monolitica che però non riscuoterà mai il successo sperato.
Anche Kapor comincia a perdere interesse nella “nuova” Lotus di Manzi, tanto che, addirittura, sempre nel 1984, prende in seria considerazione una proposta di acquisizione da parte di Microsoft (che è al lavoro sulle proprie soluzioni di produttività) che lo vedrebbe entrare nella casa di Redmond come vice presidente.
Il tutto sfuma, però, proprio per volere di Manzi che non vuole perdere il dominio conquistato. Sulle motivazioni che spinsero Kapor a ricercare tale accordo, il co-fondatore di Lotus torna molti anni dopo affermando che:
“It became clear to me by 1984 that Microsoft was likely going to be the big winner in the PC software apps and operating system category, partly because of the dynamics of owning and controlling the operating system: that gave you enormous power and I came to see Bill Gates was fierce competitor. He was smart and ruthless in pursuit of business objectives and I was not as ruthless: I’m super competitive, but... my goals and values are not about crushing the comp and I don’t have the kind of personality to carry out a strategy like that. It presented a dilemma.”
[Nel 1984 per me divenne chiaro che Microsoft si avviava a vincere la battaglia per il dominio sul software, di sistema e applicativo, per il mondo dei PC: sia perché controllava il sistema operativo, che gli conferiva un potere enorme, sia perché Bill Gates era un competitor feroce. A differenza di me, era intelligente e spietato nel perseguimento degli obiettivi di business. Io sono super competitivo, ma... i miei obiettivi e valori non contemplano l’attività di “schiacciare” i competitor e non ho la personalità adatta per seguire una strategia simile”
La visione di Kapor si avvera rapidamente e Microsoft, con le sue soluzioni e con Office, spazza via la concorrenza.
Nel tentativo di reinventarsi, Lotus si concentra su Notes, trasformandolo in una completa piattaforma di collaborazione aziendale (groupware) che combina posta elettronica, database condivisi e messaggistica. Il software è molto innovativo per l’epoca e attira l’interesse di aziende e grandi organizzazioni.
Lotus Notes 6
Proprio Notes (e non 1-2-3) attira l’attenzione di IBM, che sta cercando una strategia per entrare con forza nel mercato del software collaborativo e nelle intranet aziendali. Nel giugno 1995, la società lancia un’acquisizione ostile per Lotus, offrendo 3,3 miliardi di dollari, una cifra enorme per l’epoca.
L’obiettivo di IBM è chiaro: impossessarsi della tecnologia e del talento dietro Lotus Notes.
Lotus, inizialmente contraria all’operazione, cerca alternative per difendersi, ma non riesce a trovare alleati sufficienti. Dopo qualche settimana di contrattazione e pressioni sul board, Lotus accetta l’offerta IBM, che alla fine sale a circa 3,5 miliardi di dollari.
In seguito all'acquisizione, IBM riorgnanizza i prodotti Lotus:
- Lotus Notes diventa uno dei pilastri dell’offerta software di IBM per il business.
- Lotus 1-2-3 viene mantenuto per alcuni anni, ma gradualmente abbandonato a favore di Microsoft Excel, ormai dominante.
Il marchio Lotus viene mantenuto fino ai primi anni 2000, poi lentamente dismesso: IBM preferisce integrare le sue soluzioni sotto il brand “IBM Software”. Nel 2012, IBM cessa l’uso del marchio Lotus, e nel 2019 vende Notes e Domino a HCL Technologies, sancendo la fine ufficiale dell’era Lotus in casa IBM.