La parentesi Intel e il ritorno al brand McAfee

Nel pieno dell’estate 2010 Intel annuncia l’acquisizione di McAfee per 7,68 miliardi di dollari: 48 dollari per azione, tutta in contanti.

L’idea è ambiziosa e sintetizzabile in uno slogan: portare la sicurezza “nel silicio”, accanto a prestazioni ed efficienza energetica, per proteggere PC e la nascente costellazione di dispositivi connessi. McAfee resta una controllata a sé, ma la strategia è quella di unire hardware e software per una difesa più profonda e pervasiva. È un passaggio che fotografa bene la fase storica: l’antivirus non è più un prodotto in scatola, bensì un tassello dell’infrastruttura informatica. 

mcafee 2010 collezione fpMcAfee Prodotti 2011 (Foto collezione privata Felice Pescatore)

Nel 2014, anche per segnare questa integrazione, il marchio operativo diventa “Intel Security”. La scelta di riposizionamento, con lo scudo rosso che sopravvive ma il nome che cambia, non dura però a lungo: nel 2016 Intel decide di scorporare l’attività in partnership con TPG, dando vita a una società indipendente valutata circa 4,2 miliardi di dollari, con TPG al 51% e Intel al 49%. La chiusura dell’operazione nel 2017 riporta ufficialmente in vita il nome “McAfee” e segna il ritorno a un perimetro focalizzato sulla sicurezza, ma con assetti azionari e governance da “pure player”.  

Il rientro in Borsa nel 2020 completa il giro: McAfee torna al Nasdaq con ticker MCFE, azioni prezzate a 20 dollari. Le stime di raccolta oscillano tra circa 620 e 740 milioni (in parte per la diversa composizione tra titoli emessi dalla società e titoli dei soci venduti in offerta), ma il segnale è chiaro: il brand è pronto a misurarsi di nuovo con il mercato pubblico.

Un anno più tardi, nel marzo 2021, arriva la cessione del business Enterprise a Symphony Technology Group per 4 miliardi di dollari. Da quella costola nasceranno due marchi: Trellix, che unisce l’ex McAfee Enterprise con FireEye nel segmento XDR, e Skyhigh Security, focalizzata sull’SSE (sicurezza del dato e dell’accesso nel cloud). McAfee, invece, sceglie di concentrarsi sul consumatore. 

Nel 2022 si chiude un altro capitolo: un consorzio guidato da Advent e Permira acquista McAfee in un’operazione da oltre 14 miliardi di dollari, riportandola privata. Il messaggio agli investitori è duplice: il mercato consumer della sicurezza–privacy è abbastanza vasto e dinamico da giustificare un percorso di crescita lontano dai riflettori trimestrali, e il marchio McAfee ha ancora una forte trazione commerciale a livello globale.  

La nuova focalizzazione prende forma nei prodotti: nel 2022 debutta McAfee+, una linea pensata “oltre l’antimalware”, che integra identità e privacy (rimozione dei dati dai broker, monitoraggio del dark web, VPN, password manager, funzioni di igiene dell’account) dentro un’unica esperienza. A orchestrare tutto, un indicatore esplicito: Protection Score, una metrica da 0 a 1000 che misura la postura di sicurezza dell’utente e suggerisce le azioni per migliorarla. È una traduzione in termini “pop” di ciò che in azienda chiameremmo hardening e igiene digitale, resa comprensibile al grande pubblico.

Tra 2024 e 2025, l’azienda porta l’AI al centro della proposta consumer, con un focus preciso: aiutare le persone a distinguere il vero dal falso e a riconoscere le truffe prima di cadervi. Al CES 2024 presenta Project Mockingbird, tecnologia per individuare audio deepfake nei video. Nell’agosto 2024 arriva Deepfake Detector, che avvisa in pochi secondi quando l’audio di un video appare generato dall’AI, inizialmente in bundle con una prima ondata di PC “AI”.

deepfake detectorDeepfake Detector

In parallelo, “Scam Detector/Scam Protection” evolve in un insieme di controlli che analizzano messaggi, email e perfino video, bloccando i link rischiosi e spiegando perché un contenuto è sospetto; a inizio 2025 la funzione viene inclusa nei piani “core” in diversi Paesi. È la naturale estensione di un antivirus moderno: meno caccia alle firme, più prevenzione guidata da modelli che interpretano contenuti e contesto.  

Anche la guida rispecchia la nuova rotta consumer. Dopo Peter Leav, nel maggio 2022 McAfee nomina Greg Johnson amministratore delegato per accelerare la trasformazione verso identità e privacy, a cui subentra, nel luglio 2024, Craig Boundy, in arrivo da Experian, a conferma dell’attenzione per i temi di protezione dei dati personali e gestione dell’identità digitale. Sono profili con sensibilità “retail” e credito-monitoring, coerenti con il perimetro McAfee+.

 

Se si guarda l’intero arco 2010–2025, la traiettoria appare lineare nonostante i cambi di proprietà: l’acquisto da parte di Intel sancisce la sicurezza come componente infrastrutturale; lo spin-off e il ritorno al brand McAfee rimettono al centro la specializzazione.

Ll’IPO e la successiva privatizzazione finanziano il riposizionamento, con la cessione dell’Enterprise a STG che separa nettamente B2B e consumer. McAfee+ e le funzioni AI (protezioni contro deepfake e truffe) trasformano un vecchio “antivirus” in un assistente personale per identità, privacy e vita digitale quotidiana. È la stessa missione di trent’anni fa, proteggere gli utenti, ma riscandita con gli strumenti e i rischi dell’epoca dell’AI.

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