John David McAfee nasce il 18 settembre 1945 a Cinderford, nella Foresta di Dean, da padre americano e madre britannica.
Cresce in Virginia, negli Stati Uniti. In numerose interviste attribuirà al suicidio del padre, quando lui è ancora adolescente, una ferita che ne segnerà carattere e inquietudine. Studia matematica e si laurea alla Roanoke College nel 1967, avviandosi verso una carriera tecnica che oscilla fra informatica, statistica e ricerca applicata.
John McAfee
Fra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70 lavora come programmatore al NASA Institute for Space Studies di New York, quindi passa a UNIVAC (software designer), Xerox (architetture di sistema), Computer Sciences Corporation e Booz Allen, fino ad approdare in Lockheed sui sistemi mission-critical. In quegli ambienti matura l’idea , allora tutt’altro che scontata, che la sicurezza non sia un componente “a valle”, ma un requisito strutturale del software.
Sarà il preludio alla svolta.
Nel 1987, dopo aver studiato i primi virus per PC come Brain, intuisce che la minaccia informatica cambierà per sempre il modo d’uso del computer.
Crea VirusScan e fonda McAfee Associates con un modello ibrido: diffusione gratuita presso gli utenti individuali, licenze e supporto a pagamento per le aziende, aggiornamenti continui delle firme (DAT). È shareware allo stato puro, amplificato da BBS e floppy. Nel giro di poco l’azienda cresce fino alla quotazione e alla leadership nel nascente mercato antivirus. Nel 1994 McAfee lascia la società, vendendo le sue quote e sganciandosi dall’operatività.
Chiusa la prima vita da fondatore, McAfee si reinventa imprenditore seriale. Con Tribal Voice entra nella stagione pionieristica della messaggistica istantanea: PowWow è fra i primissimi client Internet per Windows, anticipa funzioni (VoIP, whiteboard, interoperabilità con altri network) che diventeranno comuni solo anni dopo. È una fase iper-creativa, fatta di prototipi, accordi OEM e scommesse a metà tra socialità e infrastruttura.
Nella seconda metà dei duemila alterna periodi di visibilità a parentesi appartate. Racconta di benessere, yoga, comunità digitali, investimenti eccentrici. Poi, nel 2008–2012, si trasferisce in Belize: dice di voler sperimentare progetti legati a biotecnologia e fitoterapia, ma l’idillio dura poco. Nell’aprile 2012 subisce un blitz dell’unità antisommossa locale (verrà rilasciato senza accuse). Il 12 novembre 2012, quando il vicino Gregory Faull viene trovato ucciso, la polizia lo indica come persona di interesse.
McAfee proclama la propria estraneità e denuncia pressioni e abusi. La vicenda si trasforma in romanzo d’appendice digitale: blog, interviste, inseguimenti, fino alla fuga in Guatemala, dove viene fermato per ingresso illegale. A tradirne la posizione, paradossalmente, i metadati EXIF di una foto pubblicata da Vice.
Rientrerà poi negli Stati Uniti, senza che su quell’omicidio gli vengano mai mosse imputazioni formali.
Rientrato sulla scena tech, McAfee si propone come voce libertaria della cybersecurity: attacca lo “status quo” dell’industria, denuncia l’invadenza dei governi, si candida alle primarie del Partito Libertario nel 2016 (e tornerà a farlo, in forme controverse, nel 2020), moltiplica talk e comparsate. In parallelo abbraccia il mondo cripto, alternando advocacy, investimenti e una forte esposizione sui social.
È il preludio a nuove grane: tra 2018 e 2020 le autorità statunitensi aprono fascicoli su evasione fiscale e su promozione illecita di ICO su Twitter senza disclosure dei compensi. Il Dipartimento di Giustizia rende nota l’accusa per evasione il 5 ottobre 2020. Nello stesso giorno la SEC deposita una querela civile sulle ICO, parlando di oltre 23 milioni di dollari in compensi non dichiarati.
Pochi giorni prima, McAfee era stato arrestato in Spagna su richiesta degli Stati Uniti. Resterà in custodia a Barcellona in attesa della decisione sull’estradizione. Il 23 giugno 2021 viene trovato morto in cella: le autorità parlano di suicidi. Familiari e sostenitori chiedono ulteriori verifiche. Nei mesi successivi, i tribunali spagnoli confermeranno la conclusione delle indagini senza elementi che la contraddicano.
È l’epilogo tragico di una biografia che, da tempo, aveva travalicato i confini dell’impresa tecnologica per diventare fenomeno mediatico.
Che resta, dunque, di John McAfee? Molto più di un nome su una scatola software. Resta il pioniere che capì prima di altri che il malware “domestico” avrebbe richiesto strumenti di massa e aggiornamenti continui. L'evangelista capace di spiegare in TV cosa fosse un virus e perché servisse proteggersi, nonchè il costruttore che portò l’antivirus dallo shareware all’industria.
Ma resta anche il personaggio larger-than-life, capace di trasformare ogni passaggio personale in narrazione pubblica, con un senso del rischio e dell’eccesso che alimenterà per anni articoli, documentari, podcast. Una vita di contrasti: disciplina tecnica e vita irregolare, successo economico e derive autodistruttive, visione libertaria e contenziosi con le autorità.
L’azienda che porta il suo nome imboccherà presto una strada istituzionale e corporate; lui, invece, continuerà a sfidare confini e convenzioni fino all’ultimo capitolo, lasciando dietro di sé una scia difficile da archiviare con etichette semplici.