L'era del cloud, tra OCI, AI e sanità digitale

Dopo l’integrazione di Sun, Oracle imbocca due strade convergenti: da un lato la linea degli “engineered systems”, con Exadata come fiore all’occhiello e altre macchine ottimizzate, dall’altro la costruzione di un’infrastruttura cloud capace di competere con i giganti nati nativamente nella nuvola. I primi tentativi cloud sono timidi.

La svolta di linguaggio arriva tra 2017 e 2018, quando l’azienda presenta l’Autonomous Database e soprattutto la “Generation 2 Cloud” (OCI, Oracle Cloud Infrastructure), una piattaforma che promette isolamento perimetrale, automazione spinta del ciclo vita, sicurezza by design e un’aggressiva politica di espansione geografica delle regioni.

oracle cloudOracle Cloud

La narrativa tecnica è chiara: meno amministrazione manuale, più affidabilità, prezzi prevedibili, performance elevate per carichi database-centrici. 

Nel frattempo cambia anche l’assetto di vertice.

Nel 2014 Larry Ellison passa al ruolo di chairman e CTO, Safra Catz e Mark Hurd diventano co-CEO, con Catz che rimarrà alla guida dopo la scomparsa di Hurd nel 2019. A fine 2020 arriva la notizia simbolica del trasferimento della sede legale ad Austin, mentre l’azienda accelera su un modello di lavoro più distribuito.

Sul fronte M&A, l’acquisizione di NetSuite nel 2016 porta in casa uno dei pionieri dell’ERP in cloud per la fascia mid-market. Nel 2014 l’acquisto di MICROS rafforza la presenza nell’hospitality e nel retail, e nel 2022 si chiude l’operazione più grande della storia di Oracle con Cerner, fornitore leader di cartelle cliniche elettroniche, che diventa il perno di una piattaforma sanitaria in cui database, analytics e integrazione cloud-edge si incontrano.

oracle cerner

La strategia cloud assume via via i contorni del multicloud “pragmatico”.

Nel 2023 nasce Oracle Database@Azure: i servizi database di Oracle girano su infrastruttura OCI dentro i data center Microsoft, consentendo alle imprese di avvicinare i propri dati ai servizi Azure mantenendo compatibilità e performance del motore Oracle.

È un’alleanza dal sapore inedito nella storia del settore, che prosegue con estensioni geografiche e ulteriori integrazioni operative. In parallelo, Oracle spinge sul tema dell’AI: nel 2023 NVIDIA annuncia DGX Cloud su OCI, rendendo disponibili cluster GPU di grande scala.

Nel 2024 OpenAI sceglie OCI per estendere la capacità della piattaforma Azure AI, confermando il posizionamento di Oracle come fornitore di infrastrutture ad alta densità di calcolo.

A livello di offerta, la famiglia Fusion SaaS (ERP, HCM, CX) evolve verso un disegno data-driven, mentre NetSuite continua a crescere nella fascia medi. Il database prosegue nel percorso “autonomo”, aggiungendo capacità di vettorizzazione e integrazione con servizi AI, mentre Cloud@Customer e le forme “as-a-service” on-premises sostengono scenari di sovranità del dato e latenze ridotte.

Le regioni OCI si moltiplicano, con aperture a ritmo accelerato e con varianti dedicate al settore pubblico. L’attenzione al costo per unità di calcolo, all’isolamento delle reti e alla previsione della spesa diventa parte integrante del racconto commerciale. 

Accanto ai successi, non mancano passaggi controversi: l’azienda viene coinvolta nella saga di TikTok nel 2020 come “secure cloud provider” per il mercato USA. L’adozione di Java e alcuni aspetti della sua governance alimentano discussioni accese nel mondo degli sviluppatori.

La spinta al multicloud richiede sforzi di integrazione non banali e un costante lavoro di allineamento con partner e clienti.

Eppure, guardando al 2025, il profilo è nitido: Oracle è un player che ha trasformato la propria identità dal database on-premises a un portafoglio che unisce infrastruttura cloud, applicazioni SaaS e sanità digitale, con alleanze tattiche per scalare più rapidamente.

L’elemento di continuità è la centralità del dato: custodirlo, interrogarlo, proteggerlo e metterlo al lavoro con strumenti capaci di reggere carichi mission-critical. È il filo che lega la stagione del relazionale, l’epoca del middleware e l’attuale corsa all’AI.

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