Nonostante l'ampio successo, e un design rivoluzionario, il TRS-80 Model I non è privo di difetti. In particolare, due sono le criticità principali:
- Limiti tecnici: espandibilità complessa, collegamenti esterni con numerosi cavi, rumorosità elettrica.
- Problemi normativi: la schermatura contro le interferenze radio è insufficiente. La FCC (Federal Communications Commission) impone nuovi standard di compatibilità elettromagnetica, che il Model I non può soddisfare senza modifiche radicali.
Tandy decide di non limitarsi a una semplice revisione, ma di riprogettare l’intero sistema e, nel 1980, arriva il TRS-80 Model III, frutto di un’operazione di ingegnerizzazione mirata:
- Unità centrale e monitor integrati in un unico corpo, eliminando la selva di cavi del Model I.
- Alimentatore interno, minore ingombro e maggiore stabilità operativa.
- Compatibilità software quasi totale con il Model I, così da proteggere l’investimento degli utenti.
- Tastiera migliorata e design più “da ufficio” che da laboratorio.
Tandy TRS-80 Model III (Foto collezione privata Felice Pescatore)
Il Model III risponde non solo alle esigenze di conformità normativa, ma anche a un cambio di percezione: il computer non è più solo un oggetto da appassionati, ma uno strumento di lavoro, pronto per scrivanie di scuole e uffici.
Tre anni dopo, nel 1983, Tandy spinge oltre il concetto con il Model 4:
- Processore Z80A a 4 MHz.
- Fino a 128 KB di RAM.
- Nuovo sistema operativo TRSDOS 6 e compatibilità con il popolare CP/M.
- Schermo da 80 colonne, fondamentale per applicazioni di videoscrittura e fogli elettronici.
- Possibilità di avere il floppy disk interno come standard, rendendo il caricamento dei programmi molto più rapido e affidabile rispetto alle cassette.
Il Model 4 mantiene un design integrato e compatto, ma trasmette un’impressione di maggiore solidità e maturità: è un computer “adulto”, pronto a gestire carichi di lavoro più seri, senza perdere il legame con la base utenti del Model I.
Tandy TRS-80 Model III mini-guide (Foto collezione privata Felice Pescatore)
Parallelamente alla linea domestica, Tandy decide di presidiare un territorio fino ad allora quasi monopolio dei minicomputer: l’ufficio professionale. Nel 1979 debutta il TRS-80 Model II, progettato specificamente per l’ambiente aziendale:
- Tastiera full-size di qualità meccanica, pensata per la dattilografia intensiva.
- Unità floppy da 8 pollici, con capacità ben superiore ai floppy da 5,25" usati sui modelli domestici.
- Memoria espandibile fino a livelli impensabili per l’home computing dell’epoca.
- Chassis robusto, dall’aspetto professionale, con schermo integrato e alloggiamenti facilmente accessibili.
Il Model II adotta come sistema operativo principale TRSDOS-II ma si apre anche al mondo CP/M, allora lo standard de facto per il software da ufficio, con pacchetti di videoscrittura, database e contabilità.
Negli anni successivi, la serie si evolve con i modelli 12 e 16, che introducono prestazioni superiori e una mossa coraggiosa: l’adozione di TRS-XENIX, una versione di UNIX sviluppata in collaborazione con Microsoft.
L’adozione di UNIX nei primi anni ’80 è una scelta visionaria e significa offrire:
- Multitasking reale: esecuzione contemporanea di più programmi.
- Multiutenza: più postazioni collegate a un singolo sistema centrale.
- Maggiore robustezza e sicurezza dei dati rispetto agli OS monoutente.
Per un’azienda piccola o media, questa architettura poteva sostituire in parte il ruolo di un minicomputer DEC o IBM, con costi più bassi e ingombri ridotti.
Tuttavia, il mercato non è ancora pronto: UNIX è potente ma ostico, e il grosso del software gestionale è ancora scritto per CP/M o per ambienti proprietari più semplici.
Nonostante ciò, la serie Model II/12/16 si ritaglia una nicchia stabile in certi settori (editoria, ingegneria, piccoli uffici tecnici) e anticipa di un decennio l’idea di server aziendale multiutente basato su architettura aperta.