General Processor

Negli stessi anni in cui Olivetti domina la grande industria, piccoli innovatori italiani sperimentano con i primi microcomputer.

Un caso emblematico è quello di General Processor (GP), azienda fiorentina che affonda le radici in un progetto universitario.

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Tutto inizia nel 1975, quando due studenti di Ingegneria a Firenze, Gianni Becattini e Claudio Boarino, iniziano a progettare schede a microprocessore basate prima sul Fairchild F8 e poi sull’Intel 8080. Nel 1976 pubblicano sulla rivista CQ Elettronica i progetti di un microcomputer hobbistico chiamato Child 8, basato sul processore F8, che suscita grande interesse. La domanda li spinge a fondare la società Micropi, per commercializzare in kit il Child 8 e relative espansioni.

Da questa esperienza nasce, nel 1977, la General Processor Srl, con l’ingresso di altri soci: Stefano Giusti e Franco Pirri. GP è tra le prime a progettare e produrre microcomputer interamente in Italia. Il seguito del Child 8 è il Child Z, basato sul processore Zilog Z80, dotato di un semplice pannello con display a LED per l’I/O, eliminando la necessità di costose telescriventi, sebbene resti un sistema per hobbisti.

L’azienda punta poi al settore professionale con il modello successivo, chiamato Model T, in onore della Ford T: presentato nel 1979, è un vero personal computer con monitor e tastiera alfanumerica, sistema operativo CP/M e chassis in metallo con finiture in legno e plastica. Il Model T incontra un buon successo: nel 1980 GP arriva a produrne un esemplare al giorno.

General Processor fa leva sul patriottismo tecnologico, con lo slogan “pensato, progettato, costruito in Italia”, per differenziarsi dai concorrenti esteri.

Negli anni successivi vengono sviluppate versioni evolute come il Model T MKIII e la serie GPS, tra cui il modello più avanzato GPS/5: un sistema multiutente basato su Intel 80186 e CP/M-86 in grado di servire fino a 5 terminali.

Nonostante l’innovatività, la storia di General Processor è breve. L’avvento dell’IBM PC nel 1981 e la rapida standardizzazione del mercato PC pongono grandi difficoltà ai piccoli produttori. Intorno al 1984, GP cessa l’attività.

Rimane però il suo contributo pionieristico: General Processor dimostra che anche in Italia è possibile progettare microcomputer competitivi, gettando le basi per il successivo sviluppo dell’informatica personale e ispirando altri imprenditori locali.

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