Mistral

Un altro nome storico è Mistral, acronimo di Manifattura Intereuropea Semiconduttori Transistor Latina.

Fondata nel 1959 a Sermoneta (Latina) come produttore di componenti elettronici (transistor e semiconduttori), Mistral è in origine un’operazione congiunta tra la milanese MIAL e la MICROFARAD, filiale italiana della francese CSF.

Negli anni ’60 la domanda di elettronica fa crescere Mistral fino a circa 1300 dipendenti, rifornendo di transistor molte industrie radiofoniche italiane.

Verso la fine degli anni ’70, con l’avvento dei microcomputer, Mistral tenta la diversificazione: acquisisce su licenza dalla statunitense APF Electronics un modello di home computer chiamato PeCos One, che produce localmente come Mistral 801. La distribuzione di questo sistema a 8 bit (basato su CPU MOS 6502) è affidata alla GBC, nota azienda italiana di componenti elettronici.

Nonostante tale ingresso nell’informatica, Mistral incontra difficoltà finanziarie all’inizio degli anni ’80.

Nel 1984 interviene la GEPI (Società di Gestione Partecipazioni Industriali), ente statale per il salvataggio di aziende in crisi: GEPI ricapitalizza e la società viene ridenominata Nuova Mistral. Purtroppo, nemmeno il sostegno pubblico riesce a riportare Mistral alla redditività duratura. Dopo vari tentativi di rilancio e una riduzione di personale, nel 1998 la finanziaria pubblica (divenuta Itainvest) decide la liquidazione e trova un acquirente nella N.E.S. Servizi S.p.A. di Roma.

Quest’ultima prova a proseguire l’attività, ma la scarsa competitività dei prodotti Mistral in un mercato ormai dominato dai PC compatibili conduce a nuove difficoltà e infine alla chiusura definitiva nel 2004.

La parabola di Mistral illustra bene la transizione dell’industria italiana dall’elettronica degli anni ’60, in cui si cerca autonomia produttiva nei componenti, all’informatica globale degli anni ’80 e ’90, dove non basta più una produzione su licenza per sopravvivere.

Free Joomla templates by Ltheme