ZIP, PKZIP e WinZip

Se oggi parlare di file compressi significa dire “ZIP”, lo si deve a un programmatore americano di Milwaukee, Phil Katz, e a un software che negli anni ’80 e ’90 ha cambiato il modo di archiviare e condividere i dati: PKZIP. Attorno a questo formato nascerà un intero ecosistema, fino all’arrivo di WinZip, che lo renderà popolare anche tra gli utenti meno esperti.

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Phillip W. Katz

Alla fine degli anni ’80 la compressione dei file è un campo in pieno fermento. Il formato più diffuso è l’ARC, sviluppato dalla System Enhancement Associates (SEA). È un sistema che combina compressione e archiviazione multipla, molto usato sulle BBS per ridurre lo spazio occupato dai file trasferiti via modem.

Phil Katz, giovane programmatore, decide di scrivere un proprio compressore compatibile, PKARC. Il suo software è molto più veloce dell’originale, grazie all’uso sapiente del linguaggio assembler. Il successo è immediato, ma SEA reagisce denunciando Katz per violazione di copyright. La disputa si chiude con un accordo extragiudiziale, che però lascia a Katz una lezione: se vuole sopravvivere, deve creare un formato nuovo, libero da vincoli legali.

Nel 1989 Katz sviluppa un nuovo algoritmo di compressione e lo battezza ZIP (Zoning Improvement Plan, lo stesso acronimo dei codici postali americani, scelto perché richiama l’idea di velocità e ordine). Contemporaneamente rilascia PKZIP, il programma DOS che lo implementa.

ZIP porta tre grandi innovazioni:

  1. Libertà del formato, a differenza di ARC, è rilasciato come open specification: chiunque può scrivere software compatibili senza pagare licenze.
  2. Compressione efficiente, grazie a un’implementazione basata su LZ77 e Huffman coding, ZIP è veloce e compatto.
  3. Gestione semplice degli archivi multipli, più file compressi in un unico contenitore con metadati chiari e portabili.

Queste caratteristiche fanno di ZIP un successo immediato. Le BBS lo adottano in massa, i programmatori iniziano a usarlo come standard, e nel giro di pochi anni PKZIP diventa sinonimo stesso di compressione.

Durante gli anni ’90, BBS domina la scena. La sigla PK (iniziali di Phil Katz) diventa familiare a chiunque abbia un PC. Le versioni per DOS si diffondono rapidamente, seguite da quelle per Windows.

Katz però vive un’esistenza tormentata: geniale ma solitario, mai in grado di sfruttare commercialmente il “Deflate”. Agli inizi del 2000 viene trovato morto per abuso di alcool a soli 37 anni, tra l’altro in uno stato di semi-povertà, nonostante la sua intuizione abbia avuto un ruolo fondamentale per il progresso dell’informatica.

 Il formato ZIP che ha  creato continua a vivere ben oltre il suo autore, diventando lo standard di fatto per la compressione dei file, e se PKZIP è lo strumento dei power user, la vera diffusione di ZIP tra il grande pubblico arriva con WinZip.

winzip 7.0WinZip 7.0

Nato nel 1991 come semplice interfaccia grafica per PKZIP, diventa presto un software autonomo, prodotto dalla Nico Mak Computing.

WinZip sfrutta l’interfaccia Windows per rendere la compressione intuitiva: trascina e rilascia, finestre di dialogo chiare, pulsanti immediati. Per milioni di utenti abituati a Windows 3.1 e poi a Windows 95, è la porta d’ingresso al mondo ZIP.

Negli anni ’90 e 2000. WinZip diventa quasi onnipresente. Riviste, CD di software e siti di download lo distribuiscono in versione shareware, tanto che per molti utenti “zippare” un file equivale a “usare WinZip”.

Con l’arrivo di Windows XP (2001), Microsoft integra nativamente il supporto al formato ZIP nel sistema operativo. Da quel momento non è più necessario un software esterno per comprimere o estrarre un archivio ZIP.

WinZip continua a esistere, arricchendosi di funzioni extra (supporto a formati come RAR e 7z, crittografia AES, compressione di immagini e PDF), ma perde la centralità che aveva avuto negli anni precedenti. PKZIP, dal canto suo, rimane uno strumento usato in ambiti professionali e aziendali, ma non più nella quotidianità degli utenti domestici.

Oggi il formato ZIP è uno standard aperto (descritto nella RFC 1951 e successive specifiche), supportato da tutti i sistemi operativi e da innumerevoli applicazioni. È usato non solo per archivi compressi, ma anche come contenitore in decine di altri formati moderni: i file .docx, .xlsx e .odt, ad esempio, non sono altro che archivi ZIP con all’interno file XML e risorse multimediali. Oggi WinZip è stato acquisito da Corel che ne continua gli sviluppi.

In un certo senso, la visione di Phil Katz ha vinto: creare un formato libero, efficiente e universale. ZIP ha superato i suoi concorrenti, ha resistito a mode e innovazioni, e continua a essere la forma più comune di compressione nel mondo.

Dalla disputa con SEA alla genialità di Phil Katz, dalla popolarità di PKZIP all’esplosione di WinZip, la storia del formato ZIP è quella di un’idea semplice che ha plasmato decenni di informatica. Katz non poté vedere fino a che punto la sua creatura sarebbe arrivata, ma il suo nome resta legato a uno degli standard più longevi e universali della storia del software.

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