Alla fine degli anni ’90, quando i formati di compressione sembrano essersi ormai stabilizzati attorno a ZIP e RAR, entra in scena un nuovo concorrente: ACE, con il relativo programma WinACE. Per un periodo, il formato diventa un vero e proprio “terzo polo”, capace di attirare l’attenzione di power user e comunità online grazie a una compressione molto efficiente e ad alcune caratteristiche uniche.
ACE nasce in Germania per mano del programmatore Marcel Lemke.
Nel 1998 rilascia la prima versione di WinACE, un software di compressione pensato fin dall’inizio per Windows, al contrario di molti concorrenti nati in DOS.
WinACE 2.69
L’obiettivo di Lemke è chiaro: creare un formato più efficiente di ZIP e con alcune funzioni innovative che lo rendano appetibile rispetto a RAR, già allora in crescita. Il risultato è il formato .ace, basato su un algoritmo proprietario di compressione.
ACE si fa notare subito per:
- Rapporto di compressione molto alto, spesso superiore a ZIP e in alcuni casi persino a RAR.
- Gestione nativa dei volumi multi-disk, utile all’epoca dei floppy e dei CD.
- Protezione con password e crittografia integrata.
- Interfaccia grafica moderna con WinACE, che lo rende immediatamente utilizzabile dagli utenti Windows senza passare dalla riga di comando.
Grazie a queste qualità, ACE trova rapidamente spazio tra gli appassionati e nelle reti di scambio file.
Tra il 1999 e il 2003 il formato ACE conosce il suo momento di gloria. Molti archivi distribuiti su Internet, specialmente nei circuiti P2P e warez, adottano il formato .ace per i vantaggi di compressione. Alcuni gruppi di distribuzione lo preferiscono addirittura al RAR.
In quegli anni nascono anche utility di terze parti compatibili con ACE, come Unace (per estrarre archivi da linea di comando) e plug-in per software come Total Commander o WinRAR, che integrano il supporto per aprire i file .ace.
Nonostante il successo iniziale, ACE porta con sé due limiti importanti:
- Formato chiuso e proprietari, diversamente da ZIP (open spec) e da RAR (supportato ufficialmente da librerie gratuite), il formato .ace resta nelle mani dello sviluppatore, limitandone l’adozione da parte di altri software.
- Mancanza di continuità nello sviluppo, dopo i primi anni, WinACE non riceve aggiornamenti frequenti e resta legato a un’interfaccia ormai datata.
Questi fattori iniziano a erodere lentamente la popolarità del formato.
Con l’arrivo di Windows XP e il supporto nativo al formato ZIP, il vantaggio competitivo di ACE si riduce drasticamente. RAR, nel frattempo, continua a crescere e diventa lo standard “avanzato” per gli utenti più esigenti.
ACE sopravvive ancora per un po’, ma progressivamente scompare dal panorama mainstream. Negli anni 2010 riemerge per un motivo inatteso: gravi vulnerabilità di sicurezza.
Nel 2019, ad esempio, viene scoperta una falla critica nelle librerie Unace.DLL usate da diversi software (tra cui WinRAR per la compatibilità con ACE). La falla costringe gli sviluppatori a rimuovere completamente il supporto al formato .ace, decretandone di fatto la fine definitiva.
Il formato ACE ha rappresentato un tentativo serio di scalzare ZIP e RAR, riuscendo per qualche anno a conquistarsi una base solida di utenti grazie a un’ottima compressione e a un’interfaccia user-friendly. Tuttavia, la natura proprietaria e la mancanza di aggiornamenti costanti ne hanno segnato il destino.
Oggi i file .ace sopravvivono solo come reliquie del passato, spesso associate a vecchi archivi circolati nei primi anni 2000.