ARC

Oggi siamo abituati a pensare agli archivi compressi come a un concetto ovvio: un unico file che contiene molti altri, compresso per risparmiare spazio e facilitare il trasferimento.

Ma nei primi anni ’80 questa idea è tutt’altro che scontata. A inventarla, dando il via a un’intera famiglia di formati, è un piccolo programma chiamato ARC, sviluppato da Thom Henderson della System Enhancement Associates (SEA).

Nel 1985, i computer personali hanno dischi rigidi minuscoli (10–20 MB, quando ci sono) e l’uso dei floppy disk da 360 KB è ancora diffusissimo. Ogni file occupa spazio prezioso, e la condivisione avviene soprattutto tramite BBS e modem lentissimi. In questo contesto nasce ARC.

Fino ad allora, esistono programmi che comprimevano singoli file (es. SQ – Squeeze), e altri che uniscono più file in un contenitore (es. TAR su UNIX). Henderson ha l’intuizione di unire le due cose: un formato capace di archiviare più file e comprimerli automaticamente in un unico passo. Era nato l’archiviatore moderno.

arc unixARC su sistemi Unix-like

Il programma ARC è scritto in C e distribuito inizialmente per il DOS, ma presto seguito anche dalle versioni per CP/M e altri sistemi. Il formato utilizza una combinazione di algoritmi di compressione (tra cui Huffman coding e Lempel-Ziv), ed è gestito da un’unica utility capace di:

  • comprimere file in un archivio;
  • elencarne il contenuto;
  • estrarli;
  • aggiungerne di nuovi;
  • cancellarne di vecchi.

Per la prima volta, un singolo programma racchiude tutte le funzioni che oggi diamo per scontate.

L’uso è semplice e immediato: ARC a archivio.arc file.txt crea un nuovo archivio, ARC x archivio.arc lo estrae.

Grazie alla sua praticità, ARC diviene in pochi anni lo standard assoluto di scambio file sulle BBS americane. I sysop (gli amministratori delle BBS) iniziano a richiedere che i file caricati dagli utenti siano compressi in formato .ARC, così da risparmiare spazio su disco e tempo di trasmissione.

Per la fine degli anni ’80, il formato .arc è ovunque: dalle raccolte shareware ai pacchetti distribuiti tra programmatori. E' il linguaggio comune della comunità informatica nascente.

Il dominio di ARC non dura a lungo senza scossoni. Nel 1986–87 il programmatore Phil Katz realizza un proprio archiviatore compatibile, chiamato PKARC, scritto in assembler e molto più veloce dell’originale di Henderson. Il successo è immediato, ma SEA denuncia Katz per violazione del copyright.

La vicenda si conclude con un accordo extragiudiziale, che obbliga Katz a interrompere la distribuzione di PKARC. Tuttavia, l’episodio lo spinde a sviluppare un nuovo formato: ZIP. A differenza di ARC, ZIP viene rilasciato come specifica aperta, accessibile a chiunque. La nascita di ZIP segna l’inizio del declino di ARC.

Nei primi anni ’90 ARC viene rapidamente soppiantato da ZIP, più veloce, più compatto e soprattutto libero da vincoli legali. Le BBS migrano quasi tutte al nuovo formato, e i file .arc diventano sempre più rari.

Eppure, il contributo storico di ARC resta enorme:

  • è stato il primo archiviatore “all-in-one”, capace di unire e comprimere file in un unico passaggio;
  • ha fissato le convenzioni di base (lista contenuti, comandi a/b/x per aggiungere o estrarre, estensione .arc) che saranno riprese da quasi tutti i formati successivi;
  • ha fatto da catalizzatore per la nascita di ZIP e quindi per l’intera evoluzione della compressione negli anni ’90 e 2000.

ARC è oggi un formato dimenticato, un nome che appare solo nei racconti dei pionieri dell’informatica e nei collezionisti di software vintage. Ma la sua importanza è incalcolabile: ha inventato il concetto stesso di archivio compresso come lo intendiamo ancora oggi.

Senza ARC non ci sarebbero stati PKZIP, RAR, ARJ, 7-Zip e tutti gli altri. In un certo senso, ogni volta che oggi creiamo un file compresso, stiamo ripetendo un gesto inventato da Thom Henderson e dalla sua piccola creatura del 1985.

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